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il vero Serpico e i due attori che lo hanno interpretato

I tre volti di Serpico: eroe, capolavoro, tradimento

Una persona vera che è diventata un eroe, un film straordinario e poi una serie mediocre

Il diktat della monetizzazione spinta, dello strizzare ogni storia fino all’impossibile non è un fenomeno nuovo. Nei miei ricordi ho ritrovato la serie Serpico.

il vero Serpico e i due attori che lo hanno interpretato
Serpico – Boomerissimo.it

E’ la brutta copia di un film fantastico diretto da Sidney Lumet e interpretato da Al Pacino. Un film che alla base aveva una storia vera. 

Frank Serpico

Nato a Brooklyn da genitori immigrati italiani originari di Marigliano, in provincia di Napoli, il giovane Frank entrò nel dipartimento di polizia di New York nel 1959, all’età di 23 anni, dopo aver servito in Corea.

Frank Serpico appena entrato in polizia – Boomerissimo.it

Il NYPD non era un posto per idealisti o patrioti. Sin dall’inizio Serpico si scontrò con un sistema pervasivo di corruzione. I colleghi vivevano alla grande riscuotendo regolarmente tangenti da scommettitori clandestini, spacciatori e criminali. Come si dice? Ah sì. Una mano lava l’altra.  Gli altri poliziotti pensavano di aver trovato un nuovo adepto per le loro remunerative pratiche, ma Serpico rifiutò di farsi trascinare in quel pantano. “Chi può fidarsi di un poliziotto che non prende soldi?” si chiedevano i colleghi. Cominciò per l’agente italoamericano una vita lavorativa da emarginato. Per anni, cercò di denunciare la corruzione ai superiori, ma venne ignorato se non deliberatamente ostacolato. Nel 1967, insieme al collega David Durk, riuscì a parlare con il Commissioner of Investigation Guy Freiman, fornendo un elenco dettagliato di nomi, luoghi e importi delle tangenti. Ma anche stavolta fu rimbalzato. Decise allora di rivolgersi a qualcuno a cui potesse interessare la storia e non fosse impastoiato dai vertici della polizia. Nel 1970 decise di rivolgersi al New York Times. L’articolo pubblicato “Graft Paid to Police Here Said to Run Into Millions di David Burnham fece esplodere lo scandalo.

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Il sindaco John Lindsay, che in precedenza si era rifiutato di ricevere Serpico, fu costretto a istituire la Commissione Knapp per indagare sulla corruzione della polizia di New York. Ma Serpico doveva ancora testimoniare. Prima che potesse accadere, durante un’operazione antidroga al 778 di Driggs Avenue nel quartiere di Williamsburg, Brooklyn, Serpico fu colpito in faccia da un proiettile sparato da uno spacciatore, secondo la versione ufficiale. Ma raccontata così è il resoconto asettico di qualcosa di più grave. L’azione prevedeva che dovesse bussare alla porta e parlando spagnolo, farsi aprire. I colleghi sarebbero intervenuti in quel momento. Lo spacciatore Edgar Echevarria (soprannominato “Mambo”), aprì la porta. Serpico si identificò e cercò di entrare, ma Mambo richiuse rapidamente, incastrando la testa e la spalla destra dell’agente. Serpico si girò e chiese aiuto ai colleghi che erano lì, ma in quel momento Echevarria gli sparò in faccia. Un proiettile calibro .22​ entrò nella guancia sinistra vicino alla narice, passò sotto l’occhio e si conficcò nell’osso dell’orecchio sinistro​. Passò a mezzo centimetro dalla carotide, senza frantumare la mascella. Il proiettile si distrusse e alcuni frammenti rimasero conficcati vicino al cervello. Serpico ebbe la forza di rispondere al fuoco colpendo Echevarria, che riuscì a fuggire dalla finestra.

I colleghi di Serpico non inviarono nessun “10-13” (agente a terra). Fu un anziano residente ispanico del palazzo a chiamare l’ambulanza. Rimase con Serpico finché non arrivarono i soccorsi. Una volante della polizia arrivò successivamente e lo trasportò al Greenpoint Hospital. Il poliziotto sopravvisse, ma rimase sordo all’orecchio sinistro. I frammenti di proiettile sono ancora nella sua testa dopo oltre 50 anni e continua a soffrire di dolore cronico e PTSD.

Frank Serpico testimonia davanti alla commissione Knapp – Boomerissimo.it

Mai inchiesta fu condotta sulla possibilità che i colleghi avessero deliberatamente abbandonato il collega. Molti sospettarono che i corrotti lo avessero deliberatamente abbandonato o addirittura organizzato l’agguato, anche se non emersero mai prove concrete. Tre settimane dopo, ancora convalescente, Serpico testimoniò davanti alla Commissione Knapp nell’ottobre 1971. Le sue dichiarazioni portarono all’incriminazione di numerosi funzionari corrotti. Il rapporto finale della Commissione documentò l’estensione della corruzione, classificando gli agenti in “vegetariani” (che accettavano piccole mance) e “carnivori” (che ricattavano criminali per centinaia di dollari).​ Frank si dimise dal NYPD nel 1972. Ricevette la Medal of Honor del dipartimento per “cospirazione bravery in action” e si trasferì in Svizzera, e poi nei Paesi Bassi. Meglio lontano che morto. Nel 2013 ha ottenuto il passaporto italiano. Oggi, all’età di 89 anni (al 2026), vive con la sua compagna in campagna nello Stato di New York.​ In un’intervista del 2020, Serpico disse di essere ancora inviso alla polizia di New York. Gli anni passano e cambia poco.

Il film

Sulla storia del poliziotto incorruttibile fu girato un film che uscì nel 1973. La regia fu affidata a Sidney Lumet e interpretato da Al Pacino. Fu un trionfo sia di critica che di pubblico. Prodotto dalla Paramount con un budget tra i 2,5 e i 3 milioni di dollari, il film incassò quasi trenta solo negli USA. Fu un successo immediato, che consolidò Al Pacino come star del cinema americano degli anni Settanta, a cavallo tra Il Padrino (1972) e Il Padrino – Parte II (1974).​

Pacino come Serpico – Boomerissimo.it

La sceneggiatura fu curata da Waldo Salt e Norman Wexler, con Salt che partì da una bozza di 240 pagine (quasi quattro ore di film) ridimensionata poi da Wexler. Lumet, subentrato al regista John G. Avildsen dopo dissidi con il produttore Dino De Laurentiis, assemblò il meglio dei due copioni. Il film di Lumet è un’opera di denuncia che segue la parabola discendente di un uomo idealista schiacciato dal sistema. Con una narrazione circolare che inizia con Serpico ferito in ambulanza per poi ripercorrere gli eventi che lo hanno portato a quel momento, Lumet costruisce una tensione crescente. Lo stile è quasi documentaristico, girato interamente in location reali nei cinque distretti di New York (esclusa Staten Island) con 104 location diverse. La fotografia di Arthur J. Ornitz è fatto per mostrare il degrado della New York anni Settanta. Al Pacino offre una delle sue migliori performance, incarnando un personaggio idealista, onesto ma incapace di impegnarsi sentimentalmente. Un eroe profondamente solo. Il film ottenne due nomination agli Oscar (Miglior attore protagonista per Pacino e Miglior sceneggiatura non originale), mentre Pacino vinse il Golden Globe come Miglior attore drammatico nel 1974. Sidney Lumet ricevette nomination ai BAFTA e ai Directors Guild of America. La critica lo acclamò come uno dei migliori film dell’anno.

La serie

Cavalcando l’onda del successo del film, la NBC decise di fare una serie su Serpico. Lo show debuttò sulla NBC il 24 settembre 1976, preceduta da un episodio pilota di due ore. Nel ruolo del detective Frank Serpico non c’era più (ovviamente) Al Pacino, ma David Birney, attore con un discreto curriculum teatrale e televisivo.

La sigla della serie – Boomerissimo.it

La serie riproponeva il personaggio del detective della polizia di New York che oltre a combattere i criminali doveva confrontarsi con i colleghi corrotti. Come nel film, Serpico veniva isolato e minacciato per le sue denunce. La serie seguiva la formula episodica dei polizieschi televisivi anni Settanta. Ogni settimana, Serpico era sotto copertura per risolvere un caso diverso. La corruzione del dipartimento di polizia era ridotta a tema di sfondo. Solo l’episodio pilota riprese il tema di denuncia, mentre i successivi episodi avevano trame crime standardizzate.  Il formato televisivo degli anni Settanta richiedeva auto-conclusività, con il protagonista che torna sempre al punto di partenza. Ma la storia di Serpico era proprio l’opposto: un percorso verso l’isolamento, il tradimento e la morte. Non c’è “reset” possibile, non ci sono casi della settimana che si risolvono con un sorriso finale. David Birney non poteva competere con il carisma  di Al Pacino. Durante la preparazione al ruolo, Pacino invitò il vero Serpico a trascorrere del tempo con lui in una casa presa in affitto a Montauk. Si immedesimò talmente nel personaggio che durante le riprese rimaneva costantemente in carattere anche fuori dal set. arrivando perfino a tentare di arrestare un camionista per inquinamento da gas di scarico.

Le tre vite di Serpico – Boomerissimo.it®

Purtroppo la NBC cancellò la serie dopo soli 15 episodi. In totale, la serie durò quattro mesi. Il flop fu totale. La serie venne sostituita a metà stagione da Quincy M.E.. Gli ascolti non decollarono mai, e la critica accolse tiepidamente questo tentativo di trasformare una storia potente in un poliziesco a episodi. La serie non venne mai più ritrasmessa negli Stati Uniti dopo la messa in onda originale. Ebbe più fortuna in Europa, soprattutto  in Francia ha goduto di una certa popolarità. Oggi è possibile rintracciare alcuni episodi su YouTube. In Italia arrivò con il consueto ritardo, ma senza lasciare un impatto duraturo. Anche le grandi storie, man mano che si scendono i gradini, perdono potenza.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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