Il signor Rossi era un uomo quadrato e con la testa piatta. L’uomo medio, ma geniale
Milano offre molte possibilità per passare pomeriggi divertenti e noi di Boomerissimo spesso visitiamo mostre che vi raccontiamo a modo nostro.

L’ultima nella quale ho trascinato il mio sodale, è stata “La Pop Art Animata di Bruno Bozzetto” al MIC, il museo interattivo del cinema, in viale Fulvio Testi. Di solito coinvolgo il buon Pintér come navigatore, essendo io totalmente inetta tra direttrici e versi. Questa volta, però, anche il Pintér ha cannato, perlomeno la prima volta. Le nuove linee della metro hanno confuso anche lui.
Perché Bruno Bozzetto
Sono fan di Bozzetto da quando ero alta meno di un metro (anche oggi lo passo di poco, in realtà). Noi che siamo stati bambini un eone fa, non avevamo canali tematici a noi dedicati, esisteva la tv dei ragazzi al pomeriggio e poco altro. C’erano poi gli intervalli e quando i programmi canonici non andavano in onda poteva capitare che mandassero in onda qualche cartone animato, come lo chiamavamo noi.
Compariva, però, una perla nel palinsesto televisivo di allora, in cui potevi trovare le migliori animazioni e fumetti che riuscivano a tenere incollati anche gli adulti: Gulp e, successivamente SuperGulp. Tra i personaggi di Gulp, oltre a Nick Carter, c’era anche uno strano omino stilizzato con il corpo quadrato, la gambe corte e la testa piatta, il signor Rossi, l’uomo medio ideato da Bruno Bozzetto. La storia della sua nascita la narra lo stesso autore nel libro scritto con Simone Tempia Il signor Bozzetto – Una vita animata.
Bozzetto, giovanissimo, si era visto rifiutare un film alla celeberrima Mostra del Cinema d’autore di Bergamo. Tornato deluso a casa, si mise al tavolo e cominciò a disegnare per stemperare il malumore. Su quel tavolo nacque “Un signore di mezza età, mezza statura, mezzi baffi ma grandi ambizioni”. Un po’ come me, a parte i baffi. Un personaggio che, allora, non avrei saputo definire in questo modo, ma è geniale. Come l’autore stesso ha avuto modo di affermare: “Che cos’è il disegno? Un’idea con intorno una linea”. E’ questa la filosofia dietro il Signor Rossi, dove ogni tratto è funzionale e privo di inutili decorazioni.

Solo che il signor Rossi è solo una parte della Bruno Bozzetto story. L’inizio del suo successo lo deve a Sophia Loren e ad un altro festival, quello di Cannes. Nello stesso libro narra di come un famoso critico cinematografico, Pietro Grassi, si trovasse a Cannes per assistere alle proiezioni. Deluso ed annoiato da un film con protagonista Sophia, Desiderio sotto gli olmi, lasciò la sala. Mentre guadagnava l’uscita, fu attirato da una stanza dalla quale provenivano delle risate. In quella stanza stavano proiettando Tapum, il primo film d’animazione di Bozzetto. Tornato in hotel, buttò giù un articolo da cui il titolista tirò fuori il succo: Bozzetto è meglio della Loren. Il viatico per il successo.
La mostra
Bozzetto ha creato un universo. Un disegnatore nato con un talento ereditato dal nonno, un anarchico che disegnava angeli e madonne e un’innata curiosità che lo ha spinto alla sperimentazione.

All’interno della mostra è possibile guardare tutti i sessanta cortometraggi realizzati dall’autore e ammirare settanta rodovetri. Il rodovetro appartiene all’epoca d’oro dell’animazione. Si tratta di un foglio trasparente in acetato di cellulosa su cui venivano disegnati i singoli fotogrammi di un cartone animato. Poi i rodovetri venivano posti su sfondi dipinti e fotografati in sequenza per creare l’illusione del movimento. Ogni rodovetro conteneva il disegno di un personaggio, che veniva poi inchiostrato. Alla fine venivano fotografati con una telecamera da animazione e le sequenze di immagini fotografate venivano montate per dare vita al film.
Ma il percorso della mostra non è solo visivo. Si può anche fare il karaoke delle sue sigle Tv: Johnny Bassotto, Portobello, Isotta e quella di Scommettiamo, quiz di Mike con il Cavallino Michele. Tutti personaggi che si possono salutare dalle teche all’interno dell’esposizione. Senza dimenticare che Bozzetto ha avuto una lunga collaborazione ed un’autentica amicizia con Piero Angela. Per Quark ha creato decine di animazioni per illustrare la scienza in modo semplice e divertente.
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Tra Angela e Bozzetto fu collaborazione ed amicizia reale. I due si frequentavano anche al di là della televisione. Il disegnatore avrebbe voluto animare i libri del divulgatore, ma Angela lo ha coinvolto in altro modo nella sua vita, chiedendogli di vedere e mostrare la scienza attraverso le sue lenti di animatore. E grazie alla mostra il visitatore si immerge nelle opere con i propri occhi o con la realtà aumentata, ascolta le canzoni e chiudendo gli occhi può cantarle a squarciagola come faceva da bambino.
La mostra sarà visitabile fino alla fine di novembre. Penso che ci tornerò, ho ancora voglia di cantare “che poliziotto, Johnny Bassotto, con le manette arresta la tua fantasia; ti fa svegliare e confessare tutto quel che hai combinato, tu da solo o in compagnia…”
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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