J.R. riusciva ad avere ragione su tutti, anche sui dittatori veri
Sono e sono stata una divoratrice di serie tv. In passato in realtà era più semplice. Data l’esiguità dei canali si guardava quello che c’era o che piaceva ai legittimi possessori dell’apparecchio televisivo.

Dallas non è mai stata una delle mie serie preferite, un po’ perché ero già grandina, un po’ perché mia zia ospite mi costringeva a vederla e un po’ perché non riuscivo a trovare un personaggio con cui solidarizzare. L’unico passabile era J.R. La sua cattiveria spinta all’eccesso lo rendeva anche un po’ comico. Allora non sapevo che Larry Hagman aveva imparato molto dal suo alter ego.
La Romania di Ceaușescu vs Southfork Ranch di J.R.
Prima di narrare questa storia, bisogna tornare alla Romania degli anni ’80. Nicolae Ceaușescu aveva trasformato il paese in quello che molti definivano “l’ultimo gulag d’Europa”. Salito al potere nel 1965, Ceaușescu aveva instaurato uno dei regimi più repressivi del blocco comunista, dove la Securitate, la polizia segreta, controllava ogni aspetto della vita quotidiana dei rumeni.

La nazione era stretta in un sistema di sorveglianza di massa e in un folle culto della personalità del suo leader. Ceaușescu costruiva palazzi faraonici per sé e la moglie Elena, mentre la popolazione subiva razionamenti di cibo, energia e beni di prima necessità. Il dittatore aveva deciso di ripagare completamente il debito estero del paese, costringendo i romeni a vivere in condizioni di miseria. Per supplire alla mancanza cronica di cibo, aveva pensato di emanare una legge con l’indicazione delle quantità di calorie minime necessarie per i cittadini. Il “Programma di Alimentazione Scientifica” del 1982 stabilisse teoricamente 2.700-2.800 calorie al giorno, che rientrava nei parametri nutrizionali accettabili.
Ma la realtà era completamente diversa: Le razioni ufficiali del 1984 consistevano in 39 kg di carne all’anno (circa 107 grammi al giorno), 78 litri di latte all’anno (circa 214 ml al giorno), 1 kg di zucchero e olio al mese. Purtroppo le quantità effettivamente disponibili erano ben al di sotto persino delle razioni ufficiali. I dati del consumo reale mostrarono che l’approvvigionamento alimentare tra il 1981 e 1989 era quasi la metà di quanto dichiarato. In questo contesto di oppressione totale, la televisione di stato trasmetteva solo poche ore alla settimana, in massima parte programmi che rendevano omaggio al “Conducător”. I romeni, disperati, si sintonizzavano sulle televisioni di Bulgaria e Serbia per vedere qualcosa di diverso.
Dallas, un’arma a doppio taglio
Fu in questo contesto che il dittatore ebbe quella che si può definire un’alzata di ingegno: decise di permettere la trasmissione di Dallas. Il serial ambientato in Texas che narrava le gesta della famiglia di petrolieri era quanto di più distante dalla Romania dell’epoca. Ceaușescu era convinto che la serie americana avrebbe mostrato ai romeni “la decadenza e la corruzione del capitalismo occidentale”. Il primo e più assiduo spettatore della serie era proprio lui.
In breve le gesta della famiglia Ewing attirarono milioni di telespettatori affamati di vedere un mondo diverso dall’unico che conoscevano. Ma la strategia propagandistica si rivelò un boomerang: invece di vedere la corruzione del capitalismo, i romeni rimasero abbagliati dal lusso, dallo stile di vita americano e dalla libertà.
L’Incontro dei due “cattivi”
È in questo scenario che avvenne un incontro che andò oltre la fiction, rivelato da Larry Hagman in persona. Durante gli anni ’80, all’apice della popolarità di Dallas, l’attore si recò a Bucarest insieme alla moglie Maj Axelsson per una vacanza. La Romania non era avvezza al turismo d’oltreoceano e la presenza della star di Dallas fu un vero evento. Hagman era ammirato da molte persone, fan e curiosi, ma anche da qualcuno di più istituzionale. Funzionari del regime comunista avvicinarono l’interprete di J.R. facendogli una richiesta molto particolare.
Volevano installare un gigantesco ritratto di J.R. Ewing su un edificio di Bucarest. Non sarebbe però servito come pubblicità per la serie, bensì come memento permanente della corruzione capitalista. Sarebbe dovuto essere un monumento alla perversione morale dell’Occidente, un’immagine che rammentasse ai romeni quanto fosse superiore il sistema comunista rispetto alla “decadenza” del regime capitalista americano. Del resto J.R. era un magnate del petrolio senza scrupoli, sociopatico, che tradiva la moglie, distruggeva amici e famiglia per profitto, corrompeva politici. Insomma il meglio del peggio dell’imperialismo americano. Larry Hagman, che aveva imparato bene la lezione del suo personaggio, accettò, ma pose una condizione ben pensata. Disse di non avere nulla in contrario all’affissione. In cambio voleva solamente una borsa piena di valuta pregiata, che sua moglie avrebbe ritirato in incognito. Il regime accettò senza battere ciglio. Come raccontò lo stesso Hagman: “Una busta di carta marrone piena di dollari fu lasciata nel posto prestabilito. Mia moglie recuperò effettivamente il denaro e noi lo spendemmo rapidamente durante la vacanza”.
Il Segreto Custodito fino alla Morte
Hagman tenne segreto questo aneddoto per decenni, rivelandolo solo al giornalista John Harlow del Sunday Times. Glielo raccontò con l’esplicita richiesta che fosse pubblicato solo dopo la sua morte. L’attore era perfettamente consapevole che questa storia avrebbe potuto danneggiare la sua immagine, soprattutto considerando il contesto storico e la natura del regime di Ceaușescu. La rivelazione arrivò due giorni dopo la morte di Hagman. L’attore stava ancora interpretando J.R. nel reboot della serie quando si spense.
Purtroppo per Ceaușescu il suo piano di utilizzare Dallas come strumento di propaganda non ebbe il successo sperato. Nel 1989 la popolazione si ribellò e il regime non riuscì a contenere le folle.
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Il 22 dicembre, Ceaușescu e la moglie Elena fuggirono in elicottero dalla capitale, ma furono catturati lo stesso giorno. Il 25 dicembre 1989, furono processati da un tribunale militare d’emergenza, condannati a morte per genocidio e fucilati immediatamente. Furono le ultime persone giustiziate in Romania prima dell’abolizione della pena di morte. Larry Hagman rivendicò più volte il ruolo che la serie ebbe nella caduta del comunismo in Romania. In un’intervista pubblicata dal quotidiano australiano Fairfield City Champion e ripresa da numerosi media internazionali, Hagman disse: “Ceaușescu permise la trasmissione di questo serial per mostrare quanto eravamo decadenti, ma i romeni si dissero: ‘Beh, vogliamo anche noi una parte di quelle cose!’” A modo suo, anche J.R. è stato un eroe.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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