Una donna che uccideva altre donne, un trauma mai risolto
Siamo abituati a leggere di uomini che uccidono le donne.

Che siano loro ex compagne o semplicemente vittime scelte per soddisfare una qualche perversione, รจ uno schema, purtroppo, consueto.
Uomini contro donne
I freddi numeri non mentono. Le statistiche disponibili mostrano chiaramente che i serial killer uomini sono molto piรน numerosi delle donne e delineano un quadro preciso di questo fenomeno.

Secondo i dati piรน aggiornati, solo l’8,6% dei serial killer conosciuti negli Stati Uniti sono donne, il che significa che circa il 91,4% sono uomini. Tra il 1800 e il 2004, meno di una persona ogni sei serial killer era di sesso femminile negli Stati Uniti (64 donne su 416 casi conosciuti).
Ma le eccezioni ci sono. Nelle nostre boomerissime pagine abbiamo parlato di donne assassine che hanno ucciso per soldi, come Dorothea Puente, o per passione come Rina Fort. Il cinema ha reso famoso il caso di Aileen Wuornos, giustiziata per sei omicidi, nel 2002. Una donna che ha vissuto con i traumi di unโinfanzia mai stata tale.
E una volta di piรน, unโinfanzia negata ha prodotto un assassino.
Juana Barraza
Juana Dayanara Barraza Samperio รจ nata nel 1957 in una zona rurale a nord di Cittร del Messico. La sua vita le ha regalato il non invidiabile primato di diventare la prima serial killer messicana accertata.

Sua madre era una bambina alcolizzata di soli tredici anni quando la diede alla luce. Il padre, camionista, abbandonรฒ la famiglia il giorno stesso della nascita della figlia, portando con sรฉ il figlio maschio. La giovanissima madre si trasferรฌ con la neonata Juana a Cittร del Messico.
Nella capitale messicana la donna trovรฒ un altro amore e si risposรฒ. Il patrigno, perรฒ, proibiva a Juana di uscire di casa e di frequentare la scuola. Era sua convinzione che le donne non avessero bisogno di istruzione per diventare casalinghe. La vera carnefice della bambina era la sua stessa madre. Gli abusi fisici e verbali, le violenze erano quotidiane. Abusi che venivano nascosti al patrigno, che sรฌ ne limitava la libertร , ma non permetteva le violenze.
A tredici anni si scopre il mondo di solito, Juana conobbe, invece, lโinferno. Per racimolare qualcosa per bere, la madre alcolizzata cedette sua figlia a un uomo di 26 anni al modico prezzo di tre birre . Questo essere abietto tenne Juana prigioniera per cinque anni. La legava al letto e la violentava ripetutamente. Juana rimase incinta e diede alla luce il suo primo figlio, Josรฉ Enrique. La ragazzina continuava a sperare che la madre prima o poi giungesse a salvarla. Cosรฌ non fu. Solo dopo la nascita del bambino venne liberata dai fratelli del patrigno.
Quando sua madre morรฌ di cirrosi epatica, la giovane non provรฒ altro che risentimento e odio nei suoi confronti. Questo odio profondo verso la donna che aveva fallito come madre sarebbe diventato il motore delle sue azioni criminali.
Una nuova vita
Ormai libera Juana si trasferรฌ definitivamente a Cittร del Messico, dove ebbe altri tre figli, che crebbe da madre single.
Per vivere vendeva popcorn e bibite negli stadi e nelle arene. Alla fine degli anni ’80, rimase affascinata dai match di Lucha Libre (una forma di lotta libera messicana) che le capitava di vedere durante il suo lavoro.
In un insperato colpo di fortuna uno dei promotori della Lucha Libre notรฒ la sua corporatura atletica e la incoraggiรฒ a diventare una wrestler. Juana colse immediatamente l’opportunitร .
Iniziรฒ a esibirsi regolarmente come wrestler professionista. Adottรฒ il nome di ring “La Dama del Silencio” (La Dama del Silenzio) con relativa maschera. Diceva che rispecchiava la sua personalitร tranquilla e la volontร di stare per conto suo. Si presentava al pubblico in body rosa, oro e argento, stivali argentati. La maschera che le copriva il viso era a forma di farfalla.
Juana combatteva come “ruda” (il cattivo), l’equivalente del “heel” nel wrestling americano, ruolo che adorava. Guadagnava circa 500 pesos a match (circa 25 dollari americani a metร degli anni ’90), che era piรน di quanto potesse guadagnare nei suoi altri lavori.Nel corso della sua carriera sviluppรฒ una forza fisica notevole che le permetteva di sollevare fino a 100 kg.
Sembrava che la sua vita fosse ormai sui binari giusti, che la sfortuna fosse ormai alle spalle. La vita stava per presentarle di nuovo il conto. Nel 2000 fu costretta a ritirarsi dallโattivitร agonistica a causa di gravi infortuni alla schiena. In piรน, il suo primogenito fu ucciso, picchiato a morte con una mazza da baseball durante una rapina. Il grilletto era scattato.
Mataviejitas
Verso la fine degli anni Novanta, dopo la nascita del quarto figlio, Juana si trovรฒ in difficoltร economiche. Per integrare le entrate, cominciรฒ a dedicarsi ai furti, spesso accompagnata da una complice. Si travestivano da infermiere o assistenti sociali, una distraeva la vittima, preferibilmente anziana, e lโaltra rubava in casa.
Il sodalizio si interruppe presto e Juana continuรฒ lโattivitร da sola.
Un giorno di novembre del 2002 lโex wrestler bussรฒ alla porta di Marรญa de la Luz Gonzรกlez Anaya, 64 anni. Impeccabile nella sua divisa da infermiera, stetoscopio al collo, Barraza offrรฌ a Maria servizi gratuiti di assistenza sanitaria. La donna accolse in casa con fiducia la presunta infermiera che le parlava con gentilezza e si informava della sua salute.
Ma ci fu un piccolo diverbio che scatenรฒ la rabbia di Juana. Colpรฌ la donna alla testa e la finรฌ strangolandola con lo stetoscopio. In quel momento la donna che aveva davanti si tramutรฒ nella madre abusiva e decise di vendicarsi per tutto il dolore subito nellโinfanzia. Dopo lโomicidio portรฒ via denaro e oggetti di valore.
Da allora si susseguirono a ritmo costante omicidi di donne anziane, strangolate in casa. La stampa, allโassassino, diede il sinistro nome di โmataviejitasโ, lโammazza vecchiette. Le autoritร messicane inizialmente ipotizzarono che il killer fosse un uomo travestito da donna, a causa della forza fisica necessaria per strangolare le vittime.
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Le indagini furono complicate da prove contrastanti e false piste. Nel 2005, la svolta nelle indagini. Una donna anziana e suo figlio sopravvissero a un tentativo di omicidio. Il figlio, che era a casa perchรฉ si stava riprendendo da una frattura, descrisse l’aggressore come “una femmina molto mascolina”. Lโanno dopo la carriera criminale di Juana Barraza giunse finalmente al termine. Fu catturata mentre fuggiva dalla casa di Ana Marรญa de los Reyes Alfaro, 82 anni, che aveva appena strangolato con lo stetoscopio. Un vicino, entrando nell’appartamento per cercare l’anziana signora, vide Barraza fuggire dalla scena del crimine e allertรฒ immediatamente la polizia, che riuscรฌ a bloccarla mentre fuggiva.
Al momento dell’arresto, lโassassina aveva con sรฉ documenti d’identitร governativi falsi legati a un programma di assistenza sociale per anziani, oltre ai nomi e indirizzi di cittadini anziani che ricevevano assegni di assistenza mensili.
Al processo la donna ammise un solo omicidio, lโultimo. Quando le fu chiesto quale fosse la motivazione dietro ai suoi omicidi, disse che era “il risentimento persistente riguardo al trattamento che sua madre le aveva riservato”.
Fu dichiarata colpevole di undici omicidi e furto aggravato e condannata a 759 anni di prigione. Sta scontando pena nel carcere di Santa Martha de Acatitla alla periferia di Cittร del Messico. In carcere si mantiene attiva, lavora come istruttrice di palestra e, dal lunedรฌ al mercoledรฌ, prepara e vende tacos nel cortile del carcere per sostenere economicamente la sua famiglia. La sua specialitร รจ la cochinita pibil, un piatto di maiale arrosto piccante dello Yucatan. Io, personalmente, non lo mangerei, comincio ad essere anzianaโฆ
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ


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