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Albert Fish

The Boogeyman, cannibale da incubo prima di Jeffrey Dahmer

Prima di Jeffrey Dahmer e molto prima di Hannibal Lecter c’era Albert Fish

Ninna nanna, ninna oh, questo bimba a chi lo do 

La darò alla befana
che la tiene una settimana

La darò all’uomo nero
che la tiene un anno intero

La darò all’uomo bianco
che la tiene finché campo

La darò alla sua mamma,

che la mette a far la nanna.

Albert Fish
Albert Fish, the Boogeyman – Boomerissimo.it

Era la ninna nanna che mi sussurrava la mia mamma quando non riuscivo a prendere sonno. Esistono decine di versioni. 

Non è che avessi paura del buio, tutt’altro. Avevo paura delle lucine votive. La stanza dove dormivo era disseminata di Santi Antoni recanti giglio e bambinello in braccio, Madonne di diverse provenienze e ogni effigie aveva dinanzi una luce elettrica. A quell’epoca o il marchingegno o la erogazione della corrente erano più primitivi di oggi. Diretta conseguenza era che la luce tremolava disegnando ombre sinistre sul muro e per di più in movimento. Da statuette magnificate dalla luce, alla personificazione di mostri e demoni, il passo era breve.

Mia madre mi teneva la mano e mi sussurrava la ninna, che, a dire il vero non era molto rassicurante.

Del resto, l’uomo nero è esistito davvero.

The Boogeyman

Trattandosi di Boomerissimo si potrebbe fare confusione con la canzone di KC and the Sunshine band, ma nulla accomuna il personaggio in questione con la hit disco. 

The Boogeyman è stato un assassino di bambini del secolo scorso che, a sua volta, aveva vissuto un’infanzia di abusi: Albert Fish, questo era il suo nome.

La prima foto segnaletica di Fish – Boomerissimo.it

Hamilton Howard Fish era il più giovane di quattro figli di  Randall Fish, capitano di battelli fluviali e di Ellen Francis Howell. La loro era una famiglia segnata dalla malattia mentale. La madre soffriva di allucinazioni uditive e visive, lo zio soffriva di mania religiosa, un fratello era stato rinchiuso in manicomio, una sorella aveva una non meglio definita “affezione mentale”, e ad altri tre parenti erano stati diagnosticati disturbi psichiatrici. 

Quando Albert aveva cinque anni, nel 1875, il padre, già molto anziano, morì di infarto. La madre, trovatasi priva di sostegno economico, affidò Hamilton all’orfanotrofio di St. John’s a Washington. Qui il bambino problematico si trasformò in un sadico cannibale.

In istituto Fish subì abusi fisici sistematici: veniva picchiato, frustato e umiliato davanti agli altri bambini. Invece di sviluppare terrore per il dolore, il giovane scoprì di provare eccitazione sessuale durante le punizioni. Un condizionamento precoce che creò un legame malato tra dolore e piacere nella sua fragile psiche.

Le suore dell’orfanotrofio – Boomerissimo.it

Quando la madre trovò un lavoro stabile, riprese Hamilton con sè. Il ragazzo aveva allora dodici anni e per segnare tangibilmente la fine di quel periodo, cominciò a farsi chiamare Albert, come il fratello morto. Cancellò Hamilton, che i compagni di orfanotrofio chiamavano per scherno “Ham & Eggs”. 

Albert frequentava i bagni pubblici per spiare i ragazzi e nello stesso periodo un ragazzo lo introdusse a pratiche deviate come l’urolagnia e la coprofagia. 

Cominciò a lavorare come pittore e decoratore e a ventotto anni si sposò con una donna selezionata da sua madre. Ebbero sei figli. Ma la tenuta mentale di Fish peggiorava. Quando la moglie lo lasciò, la sua dissociazione dalla realtà fu totale. Per un periodo continuò a vivere con i figli, coinvolgendoli nelle sue pratiche sadomasochistiche. Chiedeva loro di colpirlo con una mazza chiodata, fingendo fosse un gioco.

Fish praticava l’autolesionismo estremo, inserendosi aghi nella regione pelvica tra scroto e ano. Le radiografie rivelarono circa 29-30 aghi conficcati nel suo corpo. Si percuoteva anche con una pala borchiata e inseriva stracci imbevuti di liquido infiammabile nel retto, poi li accendeva.

Gli omicidi

Fish era un perverso sadomasochista, assassino e cannibale che  prima di sposarsi, aveva avuto esperienze di prostituzione ed aveva anche stuprato dei ragazzi.

the Boogeyman
Fish nel 1903 (Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=432763) – Boomerissimo.it

Nel 1903 era stato arrestato per furto ed appropriazione indebita. Incarcerato a Sing Sing ebbe frequenti incontri sessuali con altri detenuti.

Il suo sadismo si riversava sui più deboli, probabilmente un retaggio di quanto aveva subito lui stesso in orfanotrofio. Nel 1910 torturò e uccise un ragazzino disabile e qualche anno dopo ne accoltellò un altro.

Ma è negli anni Venti del secolo scorso che la sua follia raggiunse l’abisso. 

Il 15 luglio 1924, Francis McDonnell, un bambino di otto anni, stava giocando con gli amici davanti al portico della sua casa a Staten Island, New York. Fino ad allora era stata un’allegra giornata estiva.

Francis McDonnell – Boomerissimo.it

All’improvviso si materializzò un uomo anziano. Testimoni oculari, videro il bambino allontanarsi con quest’uomo dai capelli e baffi grigi.

La madre di Francis aveva notato l’uomo in precedenza nel corso della giornata, descrivendolo alla polizia: “si trascinava per strada borbottando tra sé e facendo strani gesti con le mani… Ho visto i suoi folti capelli grigi e i suoi baffi grigi cadenti. Tutto di lui sembrava sbiadito e grigio”.

Fu proprio questa descrizione dettagliata che portò al soprannome di “The Gray Man” per Albert Fish.

Venne presto organizzata una squadra di ricerca. Il corpo del bambino fu trovato appeso a un albero nel bosco vicino  casa. La scena era raccapricciante: Francis era stato strangolato con le sue stesse bretelle.

L’autopsia rivelò che Francis era stato aggredito sessualmente, strangolato e parti della sua carne erano state rimosse dal corpo. Le gambe e l’addome erano coperti di tagli, il tendine del ginocchio sinistro era stato quasi completamente strappato via. 

Nel 1927, Billy Gaffney, un bambino di quattro anni, stava giocando con altri due bambini nel corridoio fuori dal suo appartamento a Brooklyn. Il più grande dei tre rientrò per qualche minuto in casa. Quando uscì, dopo qualche minuto, Billy e l’altro bimbo di soli tre anni erano spariti. Il più piccolo fu ritrovato, solo, sul tetto. Quando gli fu chiesto cosa fosse successo a Billy, il piccolo testimone disse che “il boogeyman” lo aveva portato via.

L’unica immagine rintracciata di Billy – Boomerissimo.it

Il bambino descrisse il “boogeyman” come un uomo magro e anziano con capelli e baffi grigi. La testimonianza diede origine al soprannome che seguì Fish per il resto della sua vita. Divenne la personificazione delle paure più profonde dell’infanzia. Il mostro che i genitori usavano per spaventare i bambini disobbedienti era diventato tragicamente reale.

La descrizione corrispondeva perfettamente a quella dell’Uomo Grigio vista nel caso McDonnell.

Un autista di tram disse di aver visto un uomo anziano che corrispondeva alle descrizioni di Fish insieme a un bambino che piangeva su una vettura a Brooklyn. Il bambino, che non aveva cappotto, piangeva e diceva che voleva andare a casa dalla sua mamma. L’autista identificò successivamente il bambino come Billy Gaffney.

Solo dopo l’arresto di Fish si conobbe la sorte del bambino. Secondo la sua confessione, Fish portò Billy in una casa vuota nei pressi dei depositi di Riker Avenue. Lì, lo spogliò il bambino, gli legò mani e piedi, lo imbavagliò, bruciò i vestiti e lo lasciò lì solo, tutta la notte.

Il giorno successivo, Fish tornò con i suoi “strumenti dell’inferno”. Il bambino fu brutalmente torturato e mutilato.  Poi fece a pezzi il corpo. Parte lo gettò via e parte lo portò a casa dove se ne cibò.

L’ultimo omicidio

Nel 1928, Edward Budd, un ragazzo diciottenne in difficoltà economiche, pubblicò un annuncio di lavoro sull’edizione domenicale del New York World. Pochi giorni dopo, un uomo anziano dai capelli e baffi grigi bussò alla porta della famiglia Budd. Si presentò come Frank Howard, un agricoltore proprietario di una fattoria a Long Island. L’uomo disse di essere interessato ad assumere Edward come bracciante. Le condizioni che offriva erano ottime.  

Grace Budd
Grace Budd e la sua famiglia (By Albert F. Budd Sr. – Asbury New Press. 14 December 1934 edition (p.1), Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=146167780) – Boomerissimo.it

La signora Delia Budd fu così colpita dalla gentilezza dell’uomo che lo invitò a rimanere a pranzo, in modo che potesse conoscere anche il marito.

Fish si mostrò estremamente educato, garbato e rispettabile. Parlò della sua presunta famiglia, raccontando di avere sei figli e di essere rimasto vedovo. I suoi modi raffinati e il suo atteggiamento paterno conquistarono completamente la famiglia Budd.

Improvvisamente Grace, la figlia di dieci anni, entrò in sala da pranzo. Fish ne fu, purtroppo, colpito. Cambiò i suoi piani criminali: anziché portare via Edward, decise che Grace sarebbe diventata la sua prossima vittima.

L’uomo regalò alla bambina 50 centesimi per le caramelle, mostrandosi affettuoso e premuroso nei suoi confronti. Grace si sedette anche sulle ginocchia di “Frank Howard” e lo baciò innocentemente.

Il sedicente agricoltore disse ai genitori della piccola che doveva recarsi alla festa di compleanno della nipote e che gli sarebbe piaciuto portare con sé anche Grace. I genitori inizialmente esitarono, ma Fish li rassicurò dicendo che avrebbe riportato Grace a casa entro le nove. 

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La bambina, eccitata, indossò un abito bianco nuovo per l’occasione. La famiglia attese tutta la notte il suo ritorno. Quando si resero conto che qualcosa non andava, denunciarono la scomparsa alla polizia. Le indagini rivelarono rapidamente che non esisteva nessun Frank Howard nella zona di Long Island.

Fish aveva portato Grace in treno fino a Irvington, in un casa abbandonata situata in una zona isolata. La casa era nota come “Wisteria Cottage”.

Una volta arrivati, Fish disse alla bambina di rimanere fuori a giocare e raccogliere fiori. Nel frattempo, lui salì al piano superiore dove si tolse i vestiti per evitare di macchiarli di sangue.

Quando tutto fu pronto, Boogeyman le disse di entrare. Quando lo vide nudo, iniziò a piangere e tentò di scappare. Dopo averla uccisa, Fish smembrò il corpo utilizzando gli strumenti che aveva portato con sé. Portò via parti del corpo della piccola vittima e le consumò nell’arco di nove giorni. Ciò che ne rimase lo seppellì nei boschi vicino alla casa abbandonata

La cattura e la fine

Per sei lunghi anni, la famiglia Budd non ebbe notizie di Grace. Le indagini su “Frank Howard” non portarono a nulla di concreto. La polizia non aveva indizi per risolvere il caso, che rimase uno dei misteri irrisolti più angoscianti di New York.

The Boogeyman a processo – Boomerissimo.it

Nel novembre 1934, Fish commise l’errore fatale che lo portò alla cattura: scrisse una lettera ai genitori di Grace. La lettera iniziava con “Mia cara signora Budd…” e narrava i particolari della morte di Grace.

Aveva commesso l’errore fatale. La polizia, grazie alla carta da lettere, riuscì a risalire alla locanda dove Fish viveva. Non tentò nemmeno di negare l’omicidio di Grace.

Prima di Jeffrey Dahmer e Hannibal Lecter – Boomerissimo.it®

Il Dr. Fredric Wertham del  Bellevue Hospital condusse l’esame psichiatrico di Fish. Wertham identificò diciotto diverse parafilie praticate da Fish, tra cui: pedofilia, cannibalismo, sadismo, masochismo, necrofilia. Di lui disse: “Sembrava un piccolo vecchio mite e innocuo, gentile e benevolo, amichevole e educato. Se avessi dovuto scegliere qualcuno a cui affidare i tuoi bambini, sarebbe stato proprio lui”.
Nonostante l’evidente malattia mentale, Fish fu dichiarato “disturbato ma sano di mente” e quindi processabile. Il processo durò dieci giorni. Fu condannato a morte tramite sedia elettrica.  Prima dell’esecuzione, avrebbe dichiarato: “Sto per vivere la suprema emozione della mia vita”.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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