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Gary Ridgway

Green River Killer, il non pentito: nessuna pietà, nessuna redenzione

Una persona ordinaria, con un lavoro normale, credente devoto e marito premuroso. Il ritratto di un serial killer.

Era una persona tranquilla, cordiale, metodica e molto riservata. Così lo descrivevano tutti.

Gary Ridgway
Il Green River killer – Boomerissimo.it

Nessuno sospettava che avesse una vita segreta; Gary Ridgway non aveva scatti d’ira, non si comportava in modo strano, non aveva un aspetto inquietante. Viveva la sua routine ordinata, tanto da risultare quasi invisibile nel tessuto sociale della periferia di Seattle. 

Gary Ridgway

Gary Leon Ridgway nasce a Salt Lake City, nello Utah. Cresce in una periferia grigia vicino Seattle, in una famiglia segnata da tensioni sotterranee e silenzi pesanti. La madre, figura dominante e spesso umiliante, come spesso capita ai serial killer (vedi Ed Gein, ad esempio) lo segna profondamente.

Il giovane Gary – Boomerissimo.it

Gary continua a bagnare il letto anche da adolescente e la madre per punirlo, lo lava con violenza. Una reazione che aveva anche la madre di Gein. Il ragazzo finisce per odiare la mamma, ma allo stesso tempo sviluppa per lei una inappropriata tensione sessuale. Il padre, autista di autobus, non lascia tracce evidenti nella formazione del ragazzo, se non per la sua severità. Non è uno studente brillante, si dibatte tra la dislessia e un QI tra 80 e 85, ma soprattutto si distingue per la sua incapacità di relazionarsi con gli altri. A sedici anni accoltella un bambino di sei anni al fegato senza motivo apparente. Più tardi la vittima ricorderà Ridgway andare via sogghignando lasciandolo agonizzante. Gary non viene catturato per questo crimine.

The Green River killer

Dopo il diploma ottenuto a vent’anni, Ridgway si arruola nella Marina e sposa Claudia, la prima delle sue tre mogli. Il matrimonio non sopravvive alla distanza e ai tradimenti reciproci: Claudia si allontana e i rapporti si interrompono rapidamente. Tornato a casa, fa molti lavoretti saltuari fino a quando trova impiego come verniciatore di camion, un impiego monotono che manterrà per quasi trent’anni. Ed è proprio la vernice una delle prove che lo incrimineranno.

Gary e Judith – Boomerissimo.it

Si sposa per la seconda volta, con  Marcia, dalla quale avrà il suo unico figlio, Matthew. Anche questa relazione si sgretola, Marcia non sopporta la religiosità ostentata e ossessiva del marito e tanto meno il suo continuo controllo. Lui le impone la lettura della Bibbia, piange ascoltando i sermoni e vuole che tutta la famiglia segua rigidamente i precetti religiosi. Di notte, però, chiede alla moglie pratiche sessuali particolari e adesca prostitute. Una doppia vita che nessuno sospetta. Di giorno è un uomo riservato, di notte percorre la Pacific Highway South, “the Strip”, nei pressi dell’aeroporto di SeaTac, la zona a luci rosse, alla ricerca di donne, prostitute o ragazze senza legami. Le avvicina con modi gentili, talvolta mostrando la foto del figlio per sembrare affidabile, offre loro un compenso insolitamente alto per fare sesso. Le porta in zone isolate, consuma rapporti sessuali e poi le strangola con le mani o con un laccio, in genere da dietro, per evitare qualsiasi tipo di lotta. Abbandona i loro corpi nei boschi, vicino al Green River o in altri luoghi poco battuti. Non è un assassino d’istinto, sceglie le sue vittime con cura, sono donne che nessuno cercherà, invisibili agli occhi della società.

La sua attività omicida raggiunge l’apice tra nei primi anni Ottanta. Decine di donne scompaiono senza lasciare traccia. Ridgway agisce con metodo, elimina ogni possibile prova, taglia le unghie delle vittime, depista gli investigatori lasciando oggetti estranei sulle scene dei delitti. Non è uno sprovveduto. Quando la pressione della polizia aumenta, Ridgway rallenta. Di tanto in tanto torna nei luoghi dove ha abbandonato i cadaveri per praticare necrofilia con i resti in decomposizione. Agli inquirenti poi spiegherà che sebbene la necrofilia non sia così soddisfacente dal punto di vista sessuale, riduce almeno la necessità di trovare nuove vittime, limitando il rischio di essere catturato. Per contrastare l’odore della morte, inventa una sorta di disinfettante profumato, una miscela di alcol e Aqua Velva.

Si sposa una terza volta, con Judith, una donna conosciuta a un gruppo di sostegno per genitori single. Con lei sembra trovare stabilità. Judith descriverà sempre il marito come attento e premuroso, una vita serena, la loro. Dopo l’arresto la moglie, racconta in un’intervista che Ridgway lasciava il lavoro all’alba con la scusa degli straordinari, ma in realtà utilizzava quelle ore per commettere omicidi. Inoltre, ad un certo punto in casa sparisce il tappeto. In seguito gli inquirenti le rivelano che Gary l’aveva usato per avvolgere un corpo. A seguito della sentenza, Judith taglierà ogni rapporto con lui, mentre il figlio Matthew avrà con lui contatti sporadici. Non è facile accettare un padre serial killer.

Nessun pentimento per il Green River Killer – Boomerissimo.it

Negli anni successivi il suo terzo matrimonio, il Green River killer (così era stato chiamato dalla stampa) continua a uccidere, ma con minore frequenza. L’attenzione delle forze dell’ordine, la paura di essere scoperto e forse quella stabilità familiare finalmente conquistata contribuiscono a un rallentamento della sua attività. Ma non smette del tutto: alcune vittime vengono uccise anche negli anni Novanta, l’ultima accertata è del 1998, anche se qualcuno sospetta che abbia proseguito fino al 2001.

Per anni, la polizia insegue un fantasma. Ridgway viene anche interrogato, nel 1983 supera un test del poligrafo, torna nell’ombra.

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Ad un certo punto nella storia entra anche Ted Bundy. Bundy nel 1984 offre i suoi servizi alla squadra che si occupa degli omicidi del Green River. Nella lettera che scrive si rivolge agli inquirenti con queste parole: “Don’t ask me why I believe I’m an expert in this area, just accept that I am and we’ll start from there”. Incontra più volte il detective che si occupa del caso, fornendo indicazioni che a posteriori si rivelano esatte. Si dice convinto che l’assassino torna sui luoghi di sepoltura per praticare atti di necrofilia con i cadaveri, qualcosa che lui stesso aveva fatto.

Solo i progressi della tecnologia del DNA permettono, all’inizio del nuovo millennio, di collegarlo agli omicidi, oltre alle particelle di vernice trovate sulle vittime. L’arresto avviene senza clamore: Ridgway confessa, accetta di collaborare con le autorità in cambio dell’esclusione della pena di morte. Guida gli investigatori nei luoghi dove ha occultato i corpi, ricostruisce con precisione le sue azioni, mostra una freddezza che non si incrina mai. 

Green River killer
Gary Ridgway in tribunale (screenshot Youtube) – Boomerissimo.it

Durante la confessione dice: In most cases, when I killed these women, I did not know their names. Most of the time I killed them the first time I met them, and I do not have a good memory of their faces.” A chi gli chiede il perché risponde: “I wanted to kill as many women as I thought were prostitutes as I possibly could“.

Condannato a quarantanove ergastoli, Ridgway trascorre i suoi giorni nel penitenziario di Walla Walla. Ogni tanto collabora ancora con la polizia per individuare altri resti. Di recente infatti è stato portato nella prigione della Contea di King a questo scopo. Le sue ex mogli hanno tagliato ogni legame. La sua storia si dissolve tra i corridoi della prigione, senza redenzione né spiegazioni. Rimane il vuoto lasciato da decine di donne scomparse, scelte perché nessuno le avrebbe cercate. Nessuna morale, nessun riscatto: solo la cronaca di una lunga, metodica assenza di pietà.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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