Per catturare un serial killer non basta un buon detective, ne serve uno eccezionale, anzi due.
๐ฌ๐ง English Translationโ[click here]
Ted Bundy รจ una figura che continua ad affascinare. La sua cattura e le rivelazioni sul suo modo di pensare, sul modus operandi hanno fornito informazioni importanti per tutti coloro il cui mestiere รจ assicurare gli assassini alla giustizia.

Certo, la segreta speranza รจ che un giorno non ci sia piรน bisogno di utilizzare queste informazioni.
La caccia
Ted Bundy ha compiuto i suoi crimini in unโepoca in cui la scienza forense era agli albori. Niente DNA, niente tracce tali da poter risalire senza ombra di dubbio al colpevole. Negli anni Settanta, in piรน, non esisteva la video sorveglianza, il grande fratello che coglieva ogni spostamento. Oggi, per male che vada, una qualche videocamera di negozio, o su strada e autostrada coglierร lโassassino, se non in flagrante, quanto meno in prossimitร .
Dalle videocamere รจ poi piรน semplice risalire ai tratti somatici dellโindiziato, ai tempi, invece, si faceva affidamento sui ricordi dei testimoni, che, come รจ noto, sono ben lontani dallโessere precisi ed accurati, soprattutto se costoro sono interrogati a distanza di tempo dallโevento a cui hanno assistito.
Un altro minus dellโepoca (parlando di indagini, ovviamente) era lโassenza dei telefonini. Non solo perchรฉ chiedere aiuto voleva dire rintracciare una cabina telefonica, ma anche perchรฉ oggi grazie ai cellulari esiste lโalta probabilitร che qualcuno scattandosi lโennesimo selfie o fotografando qualcosa di profondamente inutile abbia beccato nel campo visivo dellโocchio della videocamera con illimitati pixel proprio il sospettato.
In quegli anni si era fortunati se di un evento si potevano rintracciare una decina di fotografie sperando che alcune di queste fossero utili, in primis a fuoco e che mostrassero qualche dettaglio. Quando dovevi pagare per sviluppare le foto prima di vederle si era decisamente piรน parsimoniosi negli scatti.
La caccia
La caccia a Bundy si fece con i vecchi metodi. Parlando con le persone, cercando di ravvisare analogie tra i delitti, delitti che erano avvenuti in luoghi anche molto distanti tra loro, in stati diversi con tutte le difficoltร anche burocratiche di mezzo.
E se la caccia andรฒ a buon fine, se il โmostroโ fu catturato lo si deve principalmente a due detective che non hanno mollato mai: Robert Keppel e Kathleen McChesney.
Quando a Keppel fu assegnato il caso della sparizione di Janice Ott di 23 anni e Denise Naslund di appena 19, Robert era entrato in forze allโufficio dello sceriffo di King County da appena una settimana.
Le due ragazze erano scomparse una splendida giornata di luglio dal lago Sammamish. Scomparse in piena vista, approcciate da un ragazzo con un braccio visibilmente ingessato. Qualche testimone ricordava che il ragazzo, prestante, dallโaspetto ordinato ed educato si era presentato come Ted, o Ed. Keppel arrivรฒ a Bundy dopo aver esaminato migliaia di indiziati, ma non aveva nulla in mano per fermarlo. I resti delle vittime furono rinvenuti solo mesi dopo, ormai ridotti ad ossa. Ma Keppel ormai era convinto di sapere chi fosse il colpevole e continuรฒ ad indagare su di lui.
Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola offerta cliccando qui
Quando fu chiaro che la sparizione di tante studentesse fosse da ricondurre ad un unico colpevole, lโufficio dello sceriffo di King County reclutรฒ Kathleen McChesney. McChesney allโepoca aveva 24 anni, ed era la prima donna mandata di pattuglia nello stato di Washington. McChesney aveva piรน o meno l’etร delle vittime e le sue deduzioni furono di grande aiuto per comprendere il modus operandi dellโassassino. Le ragazze erano quasi tutte studentesse del college, con una buona educazione e di certo non delle sprovvedute, era chiaro che potevano essere state ingannate solo da qualcuno che ritenevano non pericoloso, che sentivano vicino, all’incirca della loro stessa etร , uno studente. Keppel ebbe lโidea di fare incrociare la mole di dati sino ad allora raccolta ad un computer. La lista dei probabili colpevoli venne ristretta.

Un lavoro certosino quello di questi due detective che portรฒ alla cattura di Bundy. Ted si professรฒ innocente fino quasi alla fine, quando poco tempo prima dellโesecuzione, giocรฒ la sua ultima carta. Chiese un incontro con Keppel per fargli delle rivelazioni. Cโerano dei resti ai quali non avevano potuto dare un nome, giovani sparite e mai ritrovate. Keppel mise un registratore davanti a Bundy in carcere. Il detective voleva dare un’identitร ai resti ritrovati nel 1974 nel parco di Issaquah.
Ted gli diede dei nomi, ricordava perfettamente chi, dove e come. Mantenne un tono di normale conversazione mentre narrava lโorrore che aveva messo fine alla vita di quelle ragazze. Keppel, lottando contro sรฉ stesso per mantenersi impassibile, gli chiese di unโultima ragazza. Keppel non giudicรฒ le informazioni di una rilevanza tale da intercedere per lui con il governatore della Florida. Il perchรฉ si puรฒ giudicare guardando questa breve clip.
Keppel dopo Bundy รจ diventato unโautoritร nella caccia ai serial killer, a lui si deve anche la cattura del Green River Killer. La detective McChesney รจ poi passata allโFBI dove รจ rimasta per 24 anni raggiungendo il grado di Executive Assistant Director.
Ma entrambi non hanno mai dimenticato il loro primo caso.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it


Rispondi