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Nipote Hitler

Il nipote di Adolf Hitler e la sua guerra contro lo zio

Quella di William Patrick Hitler è una storia straordinaria che pochi conoscono, e ancora meno hanno raccontato.

Una famiglia è sempre un po’ un destino. In parte saranno questioni genetiche, molto di più, per noi modernisti, viene dall’imprinting, dall’educazione dai messaggi che si ricevono, dai modelli che ci vengono mostrati.

Nipote Hitler
William Patrick Hitler – Boomerissimo.it

In ogni caso, come molte storie di serial killer hanno dimostrato, due sono le strade per gestire il fardello di una educazione ingombrante. Una è quella che di ripetere all’infinito successi ed errori che vengono dal nostro passato. 

Una, opposta, decisamente più imprevedibile, è quella di rovesciare il tavolo e prendere senza esitazione la direzione opposta.

William Patrick Hitler, rappresenta senz’altro un esempio luminoso di questa seconda strada. Nato a Liverpool nel 1911 e morto a New York nel 1987, resterà per sempre una delle figure più paradossali e affascinanti della storia del XX secolo. Una figura paradossale, che lascia dietro di sé molti interrogativi e forse per questo è rimasta oscura, lontana dai libri di storia ufficiali.

William era il figlio di Alois Hitler Jr., fratellastro di Adolf. La sua giovinezza non fu nella Germania, che suo zio avrebbe messo a ferro e fuoco, ma in Inghilterra. E alla fine di una serie di scontri con lo zio, William finì per arruolarsi nella marina americane, per contribuire alla sconfitta dell’atroce parente con cui non aveva mai trovato la giusta lunghezza d’onda. Fortunatamente per lui, verrebbe da dire. 

Un Hitler di Liverpool

William Patrick Hitler nacque il 12 marzo 1911 nel quartiere di Toxteth a Liverpool, figlio di Alois Hitler Jr. e della di lui signora, l’irlandese Bridget Dowling. William viveva in un appartamento al numero 102 di Upper Stanhope Street, che sarebbe stato successivamente bombardato e distrutto dall’aviazione hitleriana durante l’ultimo raid aereo tedesco su Liverpool il 10 gennaio 1942, esattamente 30 anni dopo, a testimonianza di una relazione familiare tempestosa.

Non meno tempestosa era comunque la storia della famiglia più stretta di William. Alois e sua madre si erano conosciuti a Dublino nel 1909, si erano sposati e Londra e successivamente, trasferiti a Liverpool, dove il fratellastro di Hitler lavorava in un caffè di proprietà ebraica. Ma nel 1914  Alois, che non era forse più equilibrato di Adolf,  abbandonò moglie e figlio per un tour europeo di gioco d’azzardo. Approdo in Gemania è sposò un’altra donna: due mogli nello stesso tempo: bigamia.

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Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo lasciò per fortuna di tutti in Germania, mentre il figlio William Patrick cresceva in Inghilterra con la sua mamma irlandese.

Il Periodo Tedesco e i Rapporti con lo Zio

Tra bigamia del padre e separazione la vita della famiglia non era delle più semplici. Ma nel 1929 mamma Bridget che il figlio cominciasse ad andare avanti  e indietro. In visita al padre, certo, ma anche allo zio Adolf, che nel frattempo in Germania stava diventando qualcuno.

E in effetti, visto che tutto il mondo è paese, Hitler cancelliere prese sotto la sua ala il nipote disperso, e lo aiutò nell’ascesa professionale, alla Reich Credit Bank e alla Opel automobili.

Ma il nipote William, forse perché allevato, pur in condizioni difficili, in una democrazia non era cieco, non era un obbediente cortigiano, e i rapporti con lo zio ne risentirono notevolmente. 

William scrisse alcuni articoli critici su Adolf quando tornò in Inghilterra, provocando la furia del futuro Führer. Come racconta lo stesso William: 

“Quando tornai in Inghilterra, pubblicai alcuni articoli su mio zio e fui immediatamente richiamato a Berlino e portato con mio padre e mia zia all’hotel di Hitler. Lui era furioso. Camminando avanti e indietro, con gli occhi spiritati e in lacrime, mi fece promettere di ritrattare i miei articoli e minacciò di uccidersi se avessi scritto altro sulla sua vita privata.”
William Patrick Hitler, Look Magazine, 1939

L’incontro più drammatico avvenne nel 1936 a Berchtesgaden, William lo ha descritto così:

“Questa è la nuova casa di Hitler a Berchtesgaden, che ho visto per la prima volta nel 1936. Ci andai in auto con alcuni amici e mi fecero entrare nel giardino. Hitler stava intrattenendo alcune donne molto belle durante il tè. Quando ci vide, si avvicinò a grandi passi, brandendo una frusta mentre camminava e strappando le cime dei fiori. Colse l’occasione per avvertirmi di non dire mai più che ero suo nipote (…) 
Non dimenticherò mai l’ultima volta che mi mandò a chiamare. Quando arrivai era di pessimo umore. Camminava avanti e indietro brandendo la sua frusta di cuoio… Mi urlava insulti in faccia come se stesse tenendo un discorso politico. La sua brutalità vendicativa quel giorno mi fece temere per la mia incolumità fisica”.
William Patrick Hitler, Intervista 1939

“Perché odio mio zio”

Era una posizione completamente morale? C’è chi sostiene di no. E che il problema fosse nella qualità dei lavori che lo zio gli aveva procurato. C’è persino chi sostiene che William sia arrivato al punto di ricattare Hitler, minacciandolo di rivelare storie compromettenti sulla famiglia, se non fosse stato soddisfatto. 

Nipote di Hitler
“Al diavolo Hitler” – Boomerissmoit

Nel 1938, Adolf chiese a William di rinunciare alla cittadinanza britannica in cambio di un lavoro di alto rango. Fidarsi di Adolf Hitler forse non era il caso, temendo una trappola e ormai certo dell’esplosione dei conflitto, William fuggì dalla Germania e tornò a Londra.

Una volta al sicuro, William scrisse il famoso articolo per la rivista Look intitolato “Why I Hate My Uncle” (Perché odio mio zio), pubblicato il 4 luglio 1939. L’articolo occupava sei pagine del principale rotocalco del tempo e offriva una prospettiva dir poco unica sul Führer emergente. William descrisse così uno dei loro primi incontri: 

“Lui (Adolf Hitler) mi autografò questa foto. Mangiammo torte e panna montata, il dolce preferito di Hitler. Rimasi colpito dalla sua intensità, dai suoi gesti femminili. C’era della forfora sul suo cappotto”

Ma c’era molto di peggio

“Quando visitai Berlino nel 1931, la famiglia era in difficoltà. Geli Raubal, la figlia di Hitler e della sorella di mio padre, si era suicidata. Tutti sapevano che Hitler e lei avevano avuto una relazione intima per molto tempo e che lei era incinta, un fatto che fece infuriare Hitler. La sua pistola fu trovata accanto al corpo della ragazza”
William Patrick Hitler, Look Magazine, 1939

Hitler non la prese bene e cominciò a riferirsi a William come al “mio odioso nipote”, promettendo vendetta. Detto dal Führer non era una minaccia da prendere alla leggera.

La guerra del nipote contro la Germania nazista

L’attenzione della stampa si era svegliate. Nel gennaio 1939, William e sua madre visitarono gli Stati Uniti per un tour di conferenze su invito del magnate dei media, William Randolph Hearst. La serie di appuntamenti si intitolava “My Uncle Adolf” e il succoso contenuto erano storie private su Hitler e gli alti gerarchi nazisti. 

William Patrick Hitler in divisa US Navy – Boomerissimo.it

Quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, i due non ebbero altra scelta che rimanere negli Stati Uniti. 

William si era ormai immedesimato nella battaglia contro il Führer e la Germania nazista e chiese di arruolarsi. Un’idea che gli americani respinsero, perché avere il nipote del comandante in capo nemico a bordo non sembrava un’idea percorribile.

William non si arrese, e scrisse direttamente al presidente Roosvelt

“Sono il nipote e unico discendente del famigerato Cancelliere e Leader della Germania che oggi cerca in modo così dispotico di schiavizzare i popoli liberi e cristiani del mondo.
Più di ogni altra cosa, vorrei vedere il combattimento attivo il prima possibile e quindi essere accettato dai miei amici e compagni come uno di loro in questa grande lotta per la libertà.”
William Patrick Hitler, 1940

La lettera fu rapidamente trasmessa al direttore dell’FBI J. Edgar Hoover, che investigò su William e alla fine lo autorizzò al servizio. 

Ma gli assurdi capovolgimenti al limite della commedia della sua storia non erano finiti. Spedito a un centro di reclutamento, finì sotto lo cure di un ufficiale di arruolameneto di nome Hess, che dopo aver sentito il suo nome lo apostrofò in modo che è rimasto memorabile.

“Felice di vederla Mr. Hitler, il mio nome è Hess”
Centro di reclutamento US Navy, 1940

Rudolf Hess era il numero due di Hitler nella Germania nazista. E la concidenza era davvero assurda. Comunque, William Patrick Hitler fu Afrruolato nella US Navy come farmacista, aveva il compito di curare le truppe ferite.  Nel 1945 venne ferito in modo talmente grave da guadagnarsi una Purple Heart per le sue imprese.

Addio Hitler

William aveva dimostrato sul campo la sua fedeltà, e la sua lontananza dal regime nazista. Ma dopo la guerra cominciò a sentire il peso del suo nome. Nel 1946 l’aveva già cambiato in Stuart-Houston. Nel 1947 sposò Phyllis Jean-Jaques, si stabilirono a Long Island ed ebbero quattro figli, di cui uno, curiosamente, porta il nome Adolf. 

Il nipote di Hitler e una eredità difficile da cancellare – Boomerissimo.it

William Stuart-Houston (già Hitler) è morto nel 1987, dopo una vita anonima, all’ombra delle competenze mediche guadagnate in marina. 

Ma il tragico destino della famiglia Hitler non è finito con lui. Nessuno dei suoi tre figli sopravvissuti ha voluto sposarsi o avere figli. Il loro segreto di famiglia è un peso insopportabile, una tragedia che portano insieme, che li ha tenuti vicini e che non hanno intenzione di condividere con nessuno. Né di trasmettere.

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Solo alla loro morte, la storia assurda e criminale della famiglia Hitler sarà sepolta per sempre.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it©

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