Buster Keaton aveva un volto imperturbabile, ma era un comico di un livello superiore e un soldato, per così dire, sui generis
Per tutti quelli che hanno visto da bambini Oggi le comiche, il nome di Buster Keaton è, non solo familiare, ma foriero di risate.

Tra un “arrivedorci, arrivedorci” di Stanlio e Ollio, Harold Lloyd appeso alle lancette dell’orologio di un grattacielo e gli inseguimenti dei Keystone cops appariva lui. Ridevi sì, ma risate non sguaiate, di quelle che una vagonata di facili scurrilità portano con sé.
Great stone face
L’elemento divergente della sua comicità era l’espressione impassibile, che gli valse il soprannome di “The Great Stone Face”. Manteneva inalterata questa maschera stoica, indipendentemente dal caos che prendeva vita intorno a lui. Questo contrasto paradossale amplificava l’effetto comico.
Keaton era uno straordinario atleta, una eredità diretta della sua formazione nel vaudeville americano, dove si esibiva fin dall’età di tre anni. La sua comicità nasceva da quelle acrobazie. A differenza di altri comici dell’epoca, Keaton eseguiva personalmente quasi tutte le scene pericolose. Le sue gag erano fatte di cadute, salti e manovre fisiche complesse, eseguite con precisione matematica. In mancanza di computer grafica, di AI, bisognava studiare tutto nel dettaglio, pianificare ogni singolo movimento ed usare
con maestria effetti ottici e prospettiva. Nei suoi film a macchina da presa è in posizione arretrata per permettere al pubblico di vedere la creazione della gag: cerchi, triangoli, linee parallele e, naturalmente, la forma dell’inquadratura stessa. Il pubblico era, in questo modo, invitato a cogliere l’effetto comico,
Pvt Keaton
Nel 1917 Buster Keaton era già una stella del vaudeville, quando decise di mettere in pausa la sua carriera per servire il suo Paese. La Grande Guerra era nella sua fase finale, ma questo lo sappiamo noi a posteriori.
A ventidue anni si unì al 40° Reggimento di Fanteria (9ª Divisione) come artigliere.
Assegnato al campo di addestramento di Camp Kearny (California), Keaton sfruttò la sua fama per insegnare il tiro con la pistola. Lontano dall’essere un istruttore del genere Sergente Hartman di Full Metal Jacket, usava metodi poco ortodossi.
Si divertiva ad organizzare gare di tiro al bersaglio i cui premi erano le sigarette, insegnava la respirazione controllata usando tecniche da equilibrista e creava scenari ispirandosi a spettacoli del circo.
Pare che durante un’esercitazione notturna inscenò una caduta per mostrare come reagire agli imprevisti, trasformando l’addestramento in uno spettacolo.
Il 31 ottobre 1918 la sua divisione salpò da Hoboken sulla USS Pocahontas, undici giorni prima dell’armistizio di Compiègne, destinazione Francia. Keaton trascorse gran parte del periodo francese tra Nevers e Bourges.
Nonostante le buone intenzioni, Keaton non partecipò mai attivamente a scontri, anche se rimase oltreoceano per sette mesi.
Generale per una sera
Mentre attendeva, con la sua divisione, di tornare a casa, Buster Keaton fece quello che gli riusciva meglio, l’intrattenitore nelle feste militari. Spesso si esibiva in numeri da vaudeville accompagnato dalla banda del reggimento. Uno dei numeri più richiesti era la “snake dance”, in cui il ruolo del serpente era affidato a delle salsicce.
Un giorno, gli fu ordinato ufficialmente di eseguire il numero ad una festa per un generale di brigata. Il luogo dove esibirsi distava sedici chilometri dal suo accampamento, distanza che il Keaton si fece a piedi. Al termine dello spettacolo, mosso a compassione, l’aiutante del generale gli offrì un passaggio a bordo dell’automobile ufficiale del graduato.
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Mentre erano in auto verso l’accampamento, Keaton sfruttò l’occasione per fare un memorabile scherzo. Chiese all’autista di lasciarlo davanti all’Hotel Grand, dove migliaia di ufficiali, sottufficiali e soldati stavano festeggiando. Come è logico che sia, i membri dell’esercito non erano perfettamente inappuntabili, grazie anche all’abbondanza di alcol.
Quando l’auto si fermò davanti all’hotel, con le insegne bene in vista, tutti provarono a ricomporsi balzando in piedi sull’attenti, nel fragore delle bottiglie lasciate cadere. L’autista, complice, mantenendo il protocollo, scese dalla vettura, fece il giro e aprì cerimoniosamente la portiera a Keaton. Con perfetto tempo teatrale, Keaton disse all’autista, anch’egli sull’attenti: “Non avrò più bisogno di lei per questa sera”.
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Dopo qualche metro tutti lo riconobbero. Il silenzio composto lasciò il posto ad una valanga di improperi e lanci di oggetti di varia natura. Qualcuno provò anche a raggiungerlo per dargli quello che si meritava, ma Keaton, usando le abilità atletiche che avrebbe mostrato nei suoi film, riuscì a sottrarsi.
Il giorno seguente, la notizia era arrivata al comandante della sua compagnia che lo convocò. L’ufficiale gli disse: “Those were two great shows you put on last night. But I liked the second one best-I could court martial you I suppose, but you sure put life into the old town square last night, not to mention scaring the hell out of a lot of my young officers who thought they were in for a surprise tour of inspection. We mustn’t let them get too smug, must we, corporal?”
Di quella promozione sul campo non c’è traccia in archivi ed annali, ma non c’è male per uno che si era arruolato undici giorni prima della fine della guerra.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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