Volto epico, vita da marine, duelli al bourbon, l’indomabile Lee Marvin, tra western e eccessi senza redenzione
Il volto di Lee Marvin ha un che di epico, ci leggi la vita dentro. Nellโalbum delle figurine degli attori non sapresti se metterlo tra i cattivi o tra i โtough guysโ. Forse meriterebbe un posto in entrambe le sezioni.

Probabilmente nel cinema di oggi faticherebbe a trovare una collocazione. Gli attori di ultima e penultima generazione strizzano un poโ troppo lโocchio alla piacevolezza visiva, al lineamento perfetto, regolare, che catturi la luce nel mondo giusto. In questa ricerca del naso che non proietti ombre, dello zigomo alto, finisce che attrici ed attori si somiglino un poโ tutti, con la conseguente confusione di nomi e volti.
Henry Cavill e Matt Bomer potrebbero essere fratelli, cosรฌ come Emma Mackey e Margot Robbie.
Le affinitร (non elettive) di molti attori si possono spiegare in due modi principalmente: cโรจ un โtipoโ che tira di piรน e si tende a spingere sempre lo stesso, oppure, come variante della prima, hanno tutti lo stesso chirurgo.
Lee Marvin era diverso.
Lee Marvin
Marvin รจ nato con un albero genealogico importante. Tra i suoi antenati ci sono, documentati, George Washington e il generale confederato Robert E. Lee. Insomma possiamo dire che la genetica lo ha alquanto aiutato per i suoi ruoli da duro.

Suo padre prima di essere un pubblicitario era stato un veterano della Prima Guerra Mondiale e questo probabilmente ha spinto il giovane Lee ad arruolarsi, appena diciottenne, nel 1942. Il futuro attore ha servito nella 4ยช Divisione dei Marines come cecchino esploratore nel Teatro del Pacifico durante la Seconda guerra mondiale. Fu anche ferito in combattimento, colpito da una raffica di mitragliatrice che gli recise il nervo sciatico. Sebbene decorato e con il massimo grado raggiunto di caporale, fu congedato come soldato semplice. Retrocesso per aver creato continuamente problemi.
Allora non si parlava di PTSD, ma Marvin ha continuato a soffrirne per tutta la vita.
Il suo incontro con la recitazione avvenne per caso. Dopo la guerra aveva iniziato a lavorare come idraulico a Woodstock. Il direttore del Maverick Theater notรฒ questo omone possente e con voce profonda, mentre riparava un gabinetto. Fortuna volle che un attore si ammalรฒ durante le prove di una produzione e il direttore si ricordรฒ di Marvin. Assunto.
Ma la guerra continuava a perseguitarlo e lui lโannegava nellโalcol.
Un duello leggendario
Marvin รจ stato uno splendido interprete di western, pistolero, villain, ma il duello di cui vogliamo parlare non si รจ svolto su una strada assolata a suon di colt, seppure sempre di shot si tratta.
Nel 1975 Marvin stava girando Il grande scout (The Great Scout & Cathouse Thursday) a Durango, in Messico. Tra le altre star del film cโera Oliver Reed. I due attori condividevano oltre che lโarte della recitazione una certa propensione per lโalcol.
Durante una pausa dalle riprese, Lee e Oliver si sfidarono in una cantina del posto. Si impegnarono in una maratona di bourbon durata ben dieci ore. Alimentati dalla reciproca competitivitร , si affrontarono colpo su colpo fino a quando Marvin non crollรฒ a terra privo di sensi, lasciando a Reed il ruolo del vincitore. I fortunati testimoni del duello hanno descritto la scena della cantina come uno spettacolo di vanterie e risate sguaiate, con Reed che alla fine esclamรฒ a gran voce โI screwed Lee Marvin!โ
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Lโattore statunitense, seppur bevitore leggendario, famose erano le bevute con Charles Bronson tra una scena e lโaltra de La sporca dozzina aveva scelto male il suo avversario. La reputazione di Reed come bevitore era ineguagliabile. Una volta affermรฒ di aver trangugiato 106 pinte di birra in una sola seduta. Fu anche il celebrato inventore del โGunkโ, un orribile intruglio che mescolava ogni liquore disponibile in un bar.
Negli anni Novanta, la salute di Reed si deteriorรฒ. Gotta e problemi ai reni lo costrinsero a una temporanea sobrietร , ma le ricadute furono inevitabili. Durante le riprese de Il Gladiatore promise a Ridley Scott che non avrebbe bevuto in orario di lavoro, al massimo lo avrebbe fatto nei fine settimana. Il 2 maggio 1999, durante una pausa a Malta, Reed sfidรฒ i marinai della Royal Navy a una gara di bevute: Dopo otto pinte di birra, dodici shot di rum e mezza bottiglia di whisky, collassรฒ e morรฌ per un attacco di cuore durante il tragitto verso l’ospedale.
Lee Marvin e la sua crepa – Boomerissimo.it
Diversamente da Reed che negรฒ sempre i suoi problemi con lโalcol dicendo: โI donโt have a drink problemโฆ I would be brave enough to drink myself into the graveโ, Marvin a seguito di problemi cardiovascolari, cominciรฒ a condurre una vita piรน regolare. Ci lasciรฒ comunque abbastanza presto. Morรฌ di infarto nel 1987 a 63 anni.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ


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