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Citroën DS: lo squalo che salvò la vita alla Francia

Citroën DS, ovvero “Lo Squalo”. Talmente avanzata e sicura che riuscì a salvare il Presidente De Gaulle da un attentato, come nessun altra auto al mondo avrebbe potuto fare.

La chiamavano “Lo Squalo” ma di cattivo non aveva nulla. Era un’auto che sembrava fatta per un altro mondo, più moderno, più perfetto. E in realtà lo era. Una di quelle auto nate dall’intuizione e dalla magia, che saltano generazioni a piè pari.

Charles De Gaulle e la sua DS 19 – Boomerissimo.it

Nel 1946, mentre Charles De Gaulle si ritirava dalla vita politica francese insoddisfatto della Quarta Repubblica, e soprattutto della sua Costituzione frutto di troppi compromessi, gli ingegneri Citroën stavano già lavorando al progetto che avrebbe rivoluzionato l’automobile.

Il generale si era ritirato sdegnosamente nella sua tenuta di Colombey-les-deux-eglises. Ma non sarebbe stato un ritiro definitivo, anzi. Nel 1947 De Gaulle tentava già un rientro fondando il Rassemblement du Peuple Français, ma il vento nelle vele del nuovo movimento si sarebbe sgonfiato presto, pèortandolo a un nuovo ritiro (altrettanto provvisorio) nel 1953.

Mentre il generale, deciso a non essere un semplice comprimario in una scena politica multipartitica che detestava, inventava per sé il ruolo di “Riserva della Repubblica”, ossia dela grande figura che attende di essere richiamato a guidare il paese a furor di popolo, quando tutto fosse finito irrimediabilmente a catafascio, nei laboratori Citroën, l’ingegnere Paul Magès sviluppava le rivoluzionarie sospensioni idropneumatiche che avrebbero debuttato sulla DS. Nel 1952 la parte anteriore della vettura era quasi definita, mentre si lavorava ancora sul posteriore. De Gaulle usciva (provvisoriamente), la DS arrivava.

Il ritorno del Generale e il debutto dello Squalo

Il 1955 segnò il debutto della DS al Salone di Parigi. La vettura rappresentava una rivoluzione totale: design avveniristico, sospensioni idropneumatiche, freni a disco anteriori e numerose altre innovazioni tecniche.

De Gaulle Citroën DS
De Gaulle DS (wikipedia commons) – Boomerissimo.it

C’era, sì, qualche piccolo compromesso motoristico (dentro quel concetto futuribile c’era un motore che a metà degli anni ‘50 non era certamente né troppo brillante né molto avveniristico). Ma era un’auto pronta a cogliere il suo grande momento. 

Tra quella automobile unica al mondo e quel figlio grandioso e visionario della Francia, c’era una naturale identità di vedute, e a testimoniarlo c’è l’amore privato e personale di De Gaulle per lo Squalo, che acquistò come privato cittadino, ancora lontano da ogni carica pubblica. 

Solo in seguitò trasformò la DS nell’ “auto ufficiale della Francia”. Ma lo fece dopo essere stato richiamato, come aveva sperato per anni, a salvare la Francia da una crisi tragica, culminata in un quasi-colpo-di-stato militare.

Nel 1958 la Francia stava vivendo in pieno il trauma e l’umiliazione della decolonizzazione, e in particolare della perdita dell’Algeria, che per i francesi era un pezzo di Francia come tutti gli altri. La “Riserva della Repubblica” era l’unico uomo che potesse salvare la Nazione dal caos: arrivò sulla sua DS, l’auto che gli avrebbe salvato la vita.

Non tutti in Francia avevano accettato la rinuncia all’Algeria e una parte delle forze armate si era trasformata in forza terrorista, con il nome di OAS: la Francia e l’Algeria erano scosse da assassinio e attentati, molti dei quali diretti allo stesso Presidente De Gaule. De Gaule giocava con il terrorismo spostandosi velocemente e continuamente sulla sua DS, personale. Uomo diritto, rigoroso, severo, non aveva voluto nessuna auto di Stato.

Acquistava personalmente le sue DS dal concessionario di fiducia nel 16° arrondissement di Parigi, non lontano dal Trocadéro. Non scelse mai una versione Prestige con divisorio, ma optò sempre per normalissime DS 19 e poi DS 21 di serie, rigorosamente nere.

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De Gaulle amava sedersi accanto al suo commilitone autista, il maresciallo Francis Marroux, con cui chiacchierava a lungo durante i viaggi (De Gaulle era uomo che amava molto ascoltare il suono della sua voce, e il maresciallo era la spalla ottimale per la sua oratoria da viaggio). Per questo vezzo, De Gaulle era dispostissimo a rinunciare alla sicurezza aggiuntiva di un divisorio antiproiettile, benché sapesse benissimo che un pezzo importante della sua Francia aveva deciso di ucciderlo (alla fine della sua carriera si sarebbero contati oltre 30 tentativi di attentato). 

Per lui l’agilità del suo squalo, uno squalo in cui poteva parlare senza limiti, era più che sufficiente.

22 agosto 1962

E fu proprio come uno squalo che scivola nell’acqua, possente e veloce, senza che nessuno possa fermarlo, che una Citroën DS 19 nera, guizzò via dalla morte la sera del 22 agosto 1962, salvando la vita al suo proprietario-presidente, inguaribile chiacchierone.

La capacità della DS nella marcia su 3 ruote – Boomerissimo.it

L’auto presidenziale sfrecciava verso l’aeroporto di Villacoublay quando, nelle prime ombre della sera parigina, un uomo con un cappello grigio sventolò un giornale. Era il segnale: centinaia di proiettili iniziarono a piovere sulla vettura del generale Charles De Gaulle. Alla fine la scientifica contò oltre 180 bossoli, esplosi da diverse armi automatiche. 150 proiettili arrivarono a segno. Sei colpirono la vettura, uno sfiorò la testa di Madame De Gaulle. Due pneumatici furono squarciati: qualunque auto normale, a quel punto sarebbe stata ferma, sotto il fuoco incrociato di una squadra che era lì per uccidere. Ma quella del Presidente, benché fosse una normalissima vettura di serie, non corazzata e non blindata, era una Citroën DS: l’opposto di un’auto normale.

A parte le linee avveniristiche, il punto inimitabile della DS erano le sue rivoluzionarie sospensioni idropneumatiche, introdotte nel 1955, quelle che permisero alla vettura di mantenere l’assetto e continuare la corsa.

Citroën DS De Gaulle
Citroën DS, lo schema delle sospensioni – Boomerissimo.it

Spiegare il funzionamento del sistema non è semplice, nemmeno per me, che molti anni dopo l’attentato a De Gaulle mi sono trovato a fargli pubblicità, scrivendo pagine e pagine sull’ammiraglia Citroën che a quel punto era ormai la XM.

Il sistema, ideato da Paul Magès, utilizzava una pompa ad alta pressione che alimentava un accumulatore principale. Questo inviava liquido in pressione verso due correttori di altezza che, a loro volta, riempivano i cilindri di sospensione di ciascuna ruota, mantenendo costante l’altezza da terra.

Era una sospensione che usava il gas contenuto in quattro sfere come elemento elastico, regolava l’altezza della macchina, la rigidizza delle sospensioni  e (soprattutto) era in grado di tenere la vettura livellata, orizzontale, spingendo nelle sfere una quantità variabile di odio. 

Non mi illudo che nessuno abbia capito, come del resto non ho mai capito io la misteriosa capacità autoregolante del sistema. Fatto sta che la DS di De Gaule, pur con due gomme colpite, fu in grado di allontanarsi ad alta velocità dall’imboscata, rimanendo salda nelle abili mani del maresciallo Marroux. 

“Questi non sono nemmeno capaci di sparare”
_- Charles De Gaulle

Miracolosamente nessuno rimase ucciso, e nemmeno ferito. Ormai fuori pericolo, spazzando le schegge di vetro dei finestrin esplosi dal grembo, pare che il Generale De Gaulle abbia pronunciato una delle sue frasi immortali.

L’eredità tecnologica di quella DS 19

Dopo l’attentato, De Gaulle fu costretto a rinunciare alle sue DS personali e ad accettare una DS blindata speciale, costruita da Chapron. Una specie di carro armato con uno spesso vetro che lo isolava, nel mezzo.

Citroen DS De Gaulle
Citroën DS 19 (wikimedia commons) – Boomerissimo.iit

Si piegò alla necessità di dotarsene ma non l’amò mai: troppo imponente, troppo distante dalla sua idea di semplicità. La usò solo tre volte, continuando a usare la sua DS personale per gli spostamenti quotidiani.

Le sospensioni idropneumatiche che avevano salvato De Gaulle (e fatto molto altro, come trasformare la DS in un improbabile campionessa dei rally) divennero un marchio di fabbrica Citroën, simbolo di innovazione e comfort superiore. Un’eredità tecnologica che ha attraversato decenni, rendendo le Citroën automobili del tutto uniche, con un loro pubblico particolarissimo, che io ho sempre identificato nell’ “uomo col cappello”, eppure con una passione per la tecnologia e il futuro. Forse un conservatore in tutto, ma mai nella tecnologia. 

Un uomo molto simile a Charles De Gaulle, se vogliamo. Un ufficiale che aveva contributo a rivoluzionare la dottrina militare, introducendo (inascoltato in patria) la guerra corazzata. E che pure nessuno aveva mai sospettato di simpatie politiche progressiste. 

La sospensione idropneumatica che salvò la vita di Charles De Gaulle, e probabilmente la Francia da una guerra civile, restò un marchio di fabbrica Citroën per altre decine di anni. Era complicata, dalla manutenzione costosa e frequente. Ma era dannatamente unica, nessuna marca di auto al mondo aveva nulla di nemmeno lontanamente simile. 

L’attentato del 1962 – Boomerissimo.it

Come dicevo, io ho ancora fatto in tempo a fargli un po’ di pubblicità. Poi l’appiattimento generale del mondo auto ha colpito anche lei.  Nel 2017 le idropneumatiche sono andate in pensione, troppo costose per quello che rendevano. L’amministratrice delegata Linda Jackson promise naturalmente sistemi ancora più avanzati per garantire il confort tipico di Citroën, e solo di Citroën.

Ovviamente, a parte nomi degni di un premio alla buona volontà del marketing, nulla di simile è stato mai più prodotto. Oggi le Citroën sono delle ottime auto normali, anche abbastanza difficilmente catalogabili come francesi. Sono cittadine del mondo, con la testa in un continente, la fabbrica in un altro, l’anima non pervenuta.

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Farebbero ancora impazzire il Generale De Gaulle? È lecito dubitarne. E persino temere che la sua risposta potrebbe essere quella di un altro famoso generale francese. 

Si chiamava Cambronne, e aveva il dono della sintesi.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it

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