x

Il meglio, il peggio, il curioso degli anni 80 (e oltre)

Pubblica un Guest Post sponsorizzato con Boomerissimo.it®


TUTTI GLI ARTICOLI
Boom age / News/ PODCAST / Sport / Style / TV e spettacolo /
Villeneuve Arnoux

Gilles Villeneuve e René Arnoux, l’altra sfida: “io lo sapevo”

Gilles Villeneuve e René Arnoux: due piloti, una sfida epica che ha attraversato le stagioni, e un piccolo segreto condiviso. Quando la volontà è più forte della meccanica, perfino di quella di una Ferrari.

Gilles Villenueve è un pilota che tutti hanno amato. Forse non un vincente nel senso classico (nonostante il talento, ha vinto meno Gran Premi e titoli di quanto avrebbe potuto), ma un pilota che ha saputo vincere il cuore dei tifosi Ferrari, dopo aver conquistato quello dell’ Ing. Enzo Ferrari, che in quel pilota spericolato e irragionevole aveva trovato l’uomo col carattere giusto per le sue rosse.

Villeneuve Arnoux
Glilles Villeneuve e René Arnoux – Boomerissimo.it

Un pilota che non mollava mai, che metteva la sua vita sul piatto ad ogni curva, in una lotta senza compromessi per mettere il naso davanti a tutti.  Come quella sfida sia finita, purtroppo, lo sappiamo. E, forse, il sacrificio del giovane aviatore ha contribuito alla sua leggenda almeno quanto le sue imprese in pista.

Arnoux e Villenueve, un duello entrato nella storia

Quella degli anni ‘70 era una Formula 1 diversa da quella che conosciamo oggi. Meno asettica, meno prevedibile, purtroppo molto più pericolosa. Era una Formula 1 che non è esagerato definire romantica, fatta di grandi personalità, grandi rischi, assi del volante dalla personalità temeraria, che richiamava quella degli assi dell’aria della Prima Guerra Mondiale. 

Villenueve Arnoux
Gilles Villeneuve e Enzo Ferrari – Boomerissimo.it

Un mondo spericolato e cavalleresco nel quale grandi personalità si incontravano e si scontravano sulla pista, in una battaglia senza quartiere. 

Una delle coppie storiche del Circus è stata quella di Gilles Villenueve e René Arnoux, il ferrarista e il pilota Renault. Entrambi francofoni, due avversari e due amici capaci di sfidarsi al limite della ragionevolezza (anzi abbondantemente oltre) proprio grazie alla loro amicizia, e al senso di lealtà che li univa. 

Potevano rischiare tutto, come lo stesso Arnoux ha ricordato in una sua famosa intervista, proprio perché confidavano completamente nella correttezza del loro avversario.

Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola donazione a questo link

Il Gran Premio di Francia del 1979 a Digione è entrato nella leggenda della Formula 1 grazie al loro epico duello. Un duello che fece alzare più un sopracciglio, e che si attirò anche gli strali di Niki Lauda, il grande ragionatore e custode della sicurezza in pista, che amava la velocità ma ne conosceva i rischi e rifuggiva dagli eccessi guasconi . Negli ultimi giri di quel Gran Premio,  i due piloti diedero vita a una battaglia serrata per il secondo posto, fatta di sorpassi audaci, ruote che si toccavano e traiettorie al limite.

Una corsa da pazzi, che non sarebbe stata possibile se i due non fossero stati dal rispetto e dalla fiducia. Uno di quei duelli che meritano in pieno l’etichetta “”don’t do it at home” (e tantomeno in strada) ma che proprio per questo verrà ricordato  come uno dei momenti più emozionanti nella storia della Formula 1 (forse, fortunatamente, irripetibile).

L’altro duello: la sfida della curva “in pieno”

Ma c’è un altro duello, meno noto ma altrettanto emblematico, che Arnoux ha raccontato e che illustra perfettamente lo spirito di Villeneuve. Uno spirito indomabile, che il bel René conosceva bene. 

Il duello di Digione 1979 – Boomerissimo.it

Il circuito di Watkins Glen è caratterizzato da un celebre curvone che porta sulla linea dei box. Un curvone velocissimo, pericolosissimo, uno di quei punti ad alta velocità che invita a tenere il piede premuto schiacciato sull’acceleratore fino al limite estremo, quello in cui la Il vettura cede alla forza centrifuga e non riesce più a stare in pista. 

È uno di quei test a cui la Formula 1 sottomette i piloti, perché più che l’abilità di guida è il coraggio estremo, unito a una sensibilità quasi paranormale, quello che strapperà il centesimo di secondo fatale, che segna la differenza tra la vittoria e la sconfitta. 

Era una curva che nessun pilota riusciva a percorrere “in pieno”, ovvero tenendo sempre premuto il pedale del gas “a tavoletta”. Durante le prove, proprio questo fu l’argomento di discussione tra Arnoux e Villenueve. 

“Tu riesci a farla in pieno’?” Chiese Villenueve ad Arnoux durante una pausa dalle prove libere. Gilles confidò ad Arnoux che lui non ci riusciva, a un certo punto della curva doveva alzare leggermente il piede dal gas, per poi premerlo di nuovo a fondo in uscita. “E tu?” chiese il canadese incuriosito. “Io faccio la stessa cosa”, rispose Arnoux. La sua Renault soffriva di un leggero sottosterzo e giocare un po’ col pedale del gas era vitale per mantenere la traiettoria. 

“Comunque oggi pomeriggio, nelle prove ufficiali, ci provo”.

Ad Arnoux, che la pista la conosceva bene, quella promessa fece venire un brivido per la schiena.

“Voi non sapete cosa voleva dire “ci provo” per Gilles Villenueve.
Io lo sapevo.”
– René Arnoux

Nel pomeriggio, alla partenza delle prove ufficiali, quella chiacchierata era già dimenticata. Arnoux partì per il suo giro cronometrato, per arrivare un paio di minuti dopo all’inizio del curvone incriminato.

Proprio là, spiaccicata sul guard rail, c’era una Ferrari senza una ruota, completamente distrutta. Negli attimi di tensione di una curva difficile da governare, gli occhi di Arnoux corsero al muretto. Un pilota con il casco in mano stava camminando piuttosto scocciato in direzione dei box. Nel pieno del curvone, sottoposta a sollecitazioni estreme, una sospensione aveva ceduto, la ruota era volata via: La Ferrari era distrutta ma Villeneuve era salvo. 

Quel giorno le prove di Watkins Glen si conclusero senza ulteriori incidenti. Nei box, nella confusione e nel fervore del dopo prove, Arnoux incrociò di nuovo il canadese..

Rene Arnoux racconta Villeneuve – Boomerissimo.it

C’era spazio per poche parole, ma aveva bisogno di sapere. “Allora?” Chiese Arnoux al pilota Ferrari. Villeneuve scosse la testa.

“Non si può fare in pieno”
–Gilles Villenueve

Aveva sfidato il limite. Ma quella volta il limite aveva vinto.

Ai meccanici Ferrari restava il compito di rimettere insieme i pezzi. L’anno prima, nel 1979, Villenueve era partito dalla seconda fila, per vincere uno dei suoi gran premi più leggendari sotto la pioggia, proprio davanti ad Arnoux.

Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola donazione a questo link

Nel 1980 partì col 18esimo tempo, tentando di recuperare le posizioni perdute, andò a sbattere di nuovo al 49esimo giro. Anche agli dei della Formula 1, i miracoli non riescono proprio sempre.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it

PUBBLICA UN GUEST POST SU BOOMERISSIMO.IT®

Rispondi

Comments (

0

)

Translate »

Scopri di più da Boomerissimo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere