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Empire State Building

Sopravvissuta: l’incredibile storia di un 11 settembre del 1945

Il disastro delle Twin Towers non è stato il primo a coinvolgere edifici simbolo di New York, anche l’Empire State Building ha rischiato di sparire.

Tutti quelli che hanno assistito in diretta allo schianto degli aerei sulle Torri Gemelle lo ricorderanno per sempre. La sensazione di impotenza ed orrore davanti a quelle persone intrappolate che preferivano lanciarsi nel vuoto che rimanere bloccati in quell’inferno ad aspettare la morte certa.

Empire State Building
L’Empire State Building – Boomerissimo.it

Certo non è stata la tragedia più sconvolgente che il mondo abbia affrontato, ma l’idea che persone muoiano per un atto dimostrativo, che persone normali che svolgevano attività normali non siano tornate alle loro case per un odio ad ampio spettro fa accapponare la pelle.

I precedenti

Come abbiamo raccontato sulle pagine di Boomerissimo, l’11 settembre era stato preceduto da un tentativo, ordito in Brasile, di assassinare il presidente del paese sudamericano facendo schiantare un velivolo di linea su Palazzo Planalto. L’attentatore,  Raimundo Nonato Alves da Conceição, voleva in questo modo vendicarsi per le sfortune che avevano colpito lui e il suo paese. Il tentativo non andò a buon fine, anche se nessuno pensò di cambiare i protocolli di sicurezza. Ma un altro velivolo aveva rischiato di cambiare lo skyline di New York ben prima del 2001.

Le Torri Gemelle – Boomerissimo.it

Mancava poco alla fine della Seconda Guerra Mondiale quando un sabato, il 28 luglio del 1945 il tenente colonnello William F. Smith Jr. Smith decollò  dal Bedford Army Air Field in Massachusetts a bordo di un bombardiere B-25 Mitchell  diretto al Newark Metropolitan Airport in New Jersey.  Doveva essere lì per le 10, dove lo attendeva il suo ufficiale in comando, il colonnello Rogner. Le condizioni atmosferiche non erano ottimali, imperversava una fitta nebbia, la torre di controllo gli consigliò di atterrare all’aeroporto LaGuardia, a New York. Il tenente colonnello decise diversamente. Sentendosi sotto pressione e non volendo far attendere il suo superiore, scelse di proseguire per Newark. La nebbia lo aveva disorientato e, convinto di sorvolare il Jersey, decise di scendere di quota e navigare a vista. Il bombardiere però  era sopra Manhattan e, dopo aver evitato per un soffio il Chrysler Building, alle 9.40 si schiantò contro il lato nord dell’Empire State Building tra il 78° e l’80° piano facendo un buco di 18 metri per 20. Uno dei motori dell’aereo andò a finire sul tetto di un edificio vicino, mentre l’altro cadde nel pozzo dell’ascensore, provocando incendi su più piani. L’aereo era armato con un cannone  e un mitragliatore, ma le munizioni non esplosero.

Un filmato dell’epoca – Boomerissimo.it

Nell’impatto morirono tutti i membri dell’equipaggio ed undici persone che si trovavano nell’edificio, altre ventiquattro persone rimasero ferite. L’incendio causato dall’impatto con l’aereo fu domato in quaranta minuti, la parte dell’edificio non danneggiata fu riaperta 48 ore dopo, mentre per riportare l’Empire State Building alla sua condizione originaria ci vollero tre mesi e un milione di dollari di allora.

Una sopravvissuta da Guinness

All’interno di uno degli ascensori dell’Empire State Building prestava servizio come addetta ai pulsanti la ventenne  Betty Lou Oliver. Al momento dell’impatto i cavi dell’ascensore furono tranciati e la cabina precipitò per 75 piani. Betty Lou sopravvisse miracolosamente, seppur ferita, per tutta una serie di motivi.

I cavi dell’ascensore tranciati, cadendo,  si arrotolarono creando una sorta di cuscino che assorbì parte dell’impatto. La rapida compressione dell’aria nel pozzo dell’ascensore, relativamente ermetico, contribuì a rallentare la discesa ed in più nel sottosuolo dell’Empire State Building era presente un pistone idraulico progettato per agire come ammortizzatore. Subì numerose fratture, ma riuscì a riprendersi, tanto da entrare nel Guinness dei primati.

Le differenze

Qualcuno si chiederà perché l’Empire State Building è rimasto in piedi mentre le Torri Gemelle si sono sgretolate. I motivi anche qui sono molteplici.

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Il bombardiere B-25 era molto più piccolo rispetto ai Boeing 767 utilizzati negli attacchi dell’11 settembre, il B-25 era lungo circa 15 m con un’apertura alare di 20, mentre i 767 erano lunghi oltre 45 m con un’apertura alare di 47 m. La velocità del B-25 era di 320 km/h contro gli oltre 800 km/h  dei  Boeing. Il bombardiere trasportava circa 1700 litri di carburante contro gli oltre 90000 litri dei 767. Anche la struttura degli edifici ha detto la sua negli esiti dei disastri. L’Empire State Building ha una robusta struttura in acciaio con colonne, anch’esse in acciaio, strettamente distanziate che rimasero intatte dopo l’impatto. Subì danni significativi ma localizzati. Le Torri Gemelle avevano un design a tubo cavo con il peso distribuito tra il nucleo e l’involucro esterno, che fu danneggiato severamente dagli impatti. Ma soprattutto la differenza tra i due incidenti fu nell’intenzionalità, il primo fu un errore, il secondo un atto deliberato.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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