Un sottile filo lega l’artista marziale alla tragedia che ha sconvolto l’America. Il terrorismo ha una ricaduta anche sulla cultura popolare
L’11/9 รจ una data destinata ad essere ricordata. Tutti gli americani sanno dire dove fossero e cosa stessero facendo quando arrivรฒ la notizia e le immagini dell’attacco alle torri gemelle. Ma anche il resto del mondo occidentale รจ rimasto incollato alla tv a guardare gli aerei schiantarsi e le torri collassare.

Un momento dirimente nell’arco di una vita.โFino ad allora un’altra data faceva da spartiacque nella vita degli statunitensi, il 22 novembre 1963, il giorno in cui venne assassinato il presidente Kennedy.
L’attentato che ha cambiato tutto
Sperando di non urtare troppo coloro che hanno l’indignazione facile (nel caso accadesse ce ne faremmo una ragione) non si puรฒ evitare di considerare l’attentato dell’11/9 come un momento topico.

I terroristi che colpirono gli USA al cuore, nel centro della loro cittร piรน rappresentativa e rappresentata, praticamente in diretta tv, ci ha fatto sentire tutti un po’ piรน vulnerabili, in pericolo. New York non era un posto “caldo”, un luogo di tensioni politiche, un territorio non nuovo a scontri armati, perlomeno non come l’Afghanistan o altre latitudini dove la pace รจ solo un breve momento in un continuum di guerre piรน o meno dichiarate.
New York era la cittร dove tutto รจ possibile, la cittร che non dorme mai, il luogo sognato da intere generazioni. Ora era il posto dove andavi a lavorare al mattino in uno dei palazzi di maggior prestigio e da dove non saresti tornato mai piรน.
Oltre ad avere ovvie ripercussioni sulla politica internazionale, gli aerei che hanno fatto crollare le torri gemelle hanno avuto impatto sulla cultura popolare. Se lo skyline della Grande Mela prima di allora faceva da sfondo in quasi tutti i film in essa ambientati, da allora in poi e per un lungo momento sparรฌ. Sparรฌ per non mostrare quella gigantesca ferita, per non riportare alla mente le persone che si gettavano da altezze impossibili pur di non morire bloccati e bruciati.
Ma cosa c’entra Jackie Chan con l’11/9?
Anche l’industria cinematografica ha dovuto fare i conti con quell’evento. Alcuni film che prevedevano scene ambientate alle Twin Towers o limitrofi sono state modificate in tutta fretta, cosรฌ come sceneggiature che trattassero di attacchi terroristici.
Un esempio รจ stato il film Danni collaterali che all’epoca ha subito un forte ritardo nella realizzazione. La sceneggiatura fu ritoccata per eliminare proprio un attentato e il film vide la luce solo nel 2002. Ma ci furono pellicole che morirono ancora prima di essere realizzate. E’ il caso di Nosebleed che avrebbe dovuto avere tra i protagonisti proprio l’artista marziale di Hong Kong, Jackie Chan, come riferisce il sito inews.co.uk.

Chan era ormai abbastanza affermato negli Stati Uniti grazie al successo di Rush Hour ed era in procinto di cominciare a girare un nuovo film action-comico, Nosebleed per l’appunto, i cui diritti erano stati acquistati dalla MGM nel 2000.
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L’artista marziale avrebbe dovuto interpretare un lavavetri in forza proprio al World Trade Center. La trama prevedeva che il manutentore avrebbe fortuitamente assistito ad una conversazione tra terroristi che pianificavano un attacco alla Statua della Libertร /Torri Gemelle. Nell’arco della pellicola Chan avrebbe sventato l’attentato, tra numeri acrobatici e risate.
Il film, che avrebbe visto alla regia Renny Harlin, un veterano del genere, giร regista di Die Hard 2, non fu mai neanche iniziato. La sceneggiatura รจ rimasta segreta, solo qualche battuta, molti anni dopo รจ trapelata, la cui lettura, oggi con il senno di poi, appare sinistramente profetica:
โIt represents capitalism. It represents freedom. It represents everything America is about. And to bring those two buildings down would bring America to its knees.โ
Poteva essere un grande film, forse il capolavoro di Jackie Chan. ร diventato una delle vittime dell’attentato che ha sconvolto il mondo.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerisssimo.it ยฎ


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