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Minnie Minoprio caramelle

Carosello, la caramella che ci piaceva cantare tanto

Tutto passava per Carosello. Oggi non solo non esiste più il mitico interspazio dopo il telegiornale, ma sono spariti anche molti dei prodotti che lo hanno fatto grande.

Il tempo cambia, la pubblicità pure. La pubblicità segue, rincorre la società e il costume. Prova ad intercettare tendenze, in alcuni casi le crea.

Minnie Minoprio caramelle
Minnie Minoprio – Boomerissimo.it

Senza adeguato battage pubblicitario (quanto ho desiderato scrivere questa parola, battage…), certi prodotti rimarrebbero invenduti sugli scaffali. Certe bevande con supposte (la scelta di codesto participio è voluta) proprietà rinvigorenti, ringiovanenti e molti altri -enti farebbero la polvere sugli scaffali se qualche pubblicitario non si fosse lambiccato il cervello per renderle appetibili. Che poi ci sia qualcuno che abbocca va a vantaggio di chi ha fatto il lavoro e a svantaggio di chi si è fatto abbindolare.

I prodotti di una volta

Certi prodotti sono davvero spariti. Sparita la brillantina Linetti, l’amaro al carciofo, il concentrato di carne. Se ve li ricordate siete parte del club, quello fatto da persone che sanno scrivere in corsivo, hanno un orologio con le lancette e riescono a sopravvivere senza il cellulare.

Liebig
Una pubblicità d’epoca del concentrato di carne (ebay.it)- Boomerissimo.it

Tra le cose che sono sparite dalla pubblicità ci sono anche le caramelle. Intendiamoci, esistono ancora spot su caramelle che però devono essere balsamiche, proteiche, dietetiche (qui il suffisso che va per la maggiore è -eico).

In tempi carosellici, la caramella era tale e basta. Dolce, zuccherosa e buona al gusto, non salutare. Si prendeva per quello che era, dura e pura, zucchero, più o meno colorato, più o meno aromatizzato.

Chi vi scrive non è mai stata grande fan delle caramelle. Di qualsiasi gusto fossero mi facevano davvero schifo, dure, morbide, mou, non faceva differenza. Sono sempre stata dall’altra parte della barricata, cioccolato tutta la vita, fondente, gianduia e nocciolato. 

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Di caramelle ne tolleravo solo due tipi, le Golia, che erano la passione di mio padre. Ne aveva sempre le tasche piene, un retaggio di quando era fumatore. Nascondeva la scatola nella sua parte dell’armadio, nel cassetto dei calzini, ma era un nascondere per finta. L’altra caramella, che poi non era tale, bensì pastiglia balsamica era la Valda. Appannaggio di mio nonno, arrivava a noi bambini di sera. Il nonno aveva l’abitudine di mangiarne una prima di dormire e nel contempo faceva un giro con la sua scatoletta di latta concedendola ai piccoli di casa. Inutile dire che l’Arsenio Lupin che vi scrive sapeva benissimo dove l’avo le custodiva, nel primo cassetto del suo comò, ma diversamente da mio padre che era un pezzo di pane, mio nonno era un tizzone, prendeva fuoco con nulla e le sue reazioni erano spropositate e violente. La sottrazione di una Valda comportava un rischio di cazziatone a molti decibel. Si poteva fare solo a scatola aperta da poco, in cui non era possibile la conta delle rimanenti pastiglie

La caramella cantata

Eppure, uno dei miei caroselli preferiti era quello di una caramella: le Dufour. Non che abbia spostato di un centimetro il mio disgusto verso il prodotto, ma mi piaceva guardarlo. 

Dufour
La caramella che mi piace tanto (ebay.it)- Boomerissimo.it

Mi piaceva moltissimo il jingle che accompagnava la pubblicità: “voglio la caramella che mi piace tanto e che fa du du du du du du du du Dufour”. 

Il brano era la rielaborazione di una canzone degli anni Trenta dal titolo Quel motivetto che mi piace tanto, di Dan Caslar, che, come suggerisce il nome, era autentico napoletano. 

La canzone originale – Boomerissimo.it

Originariamente interpretato da Marisa Del Frate, nei primi anni Settanta la soubrette passò il testimone a Minnie Minoprio. Virginia Anne Minoprio, inglese di Ware naturalizzata italiana, è stata molto altro, oltre che testimonial. Artista di teatro, cantante jazz, autrice di programmi tv e scrittrice è rimasta per molto tempo ingabbiata nel ruolo della svampita. Minnie incarnava il sogno erotico degli italiani, soprattutto grazie alla canzone che aveva interpretato con Fred Bongusto, Quando mi dici così, sigla finale della trasmissione Speciale per noi.

E anche se di caramelle Dufour non ne ho mai assaggiata una, in testa mi è rimasto un motivetto, che mi piace tanto, ancora oggi.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it

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Comments (

2

)

  1. Susanna Tuttapanna: quando il personaggio diventa prodotto – Boomerissimo

    […] Ai tempi epici di Carosello, quello che diceva la televisione era bibbia. Le fake news e la consapevolezza a pioggia della loro esistenza erano di là da venire. Il fatto che una ditta si industriasse, spendesse e chiamasse attori di grido per reclamizzare i prodotti era di per sé indice della bontà del prodotto stesso. […]

  2. È tornato Carosello, e lo trovi su Boomerissimo – Boomerissimo

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