Sono passati quarantacinque anni da “10”, ma Bo Derek continua ad essere associata a quel film, nel bene e nel male.
Fare un film di successo ad inizio carriera apre le porte dello star business, certamente, ma finisce, in qualche caso anche per limitare le occasioni.

Il pubblico e le major finiscono per proporre all’attrice/attore sempre lo stesso ruolo e bisogna faticare non poco per liberarsi dai ceppi del personaggio. Non รจ poi cosรฌ raro. Pensiamo agli attori della saga di Harry Potter. Tutti li riconoscono, ma non come Daniel Radcliff, o Emma Watson, bensรฌ come il maghetto che ha sconfitto Voldemort e la sua amica secchiona. Bisogna lavorare parecchio per costruirsi un a nuova verginitร attoriale.
Tanti esempi
Ma Harry Potter รจ solo uno dei tanti esempi di attori rimasti imprigionati da un personaggio. Pensiamo a Mark Hamill, dopo Luke Skywalker nella saga di Star Wars, sfidiamo chiunque a farselo venire in mente in un film diverso.
Anthony Perkins, per quanto sia stato un attore versatile, รจ rimasto per tutti Norman Bates, il mite ragazzo armato di coltello e William Shatner che nonostante abbia superato i novant’anni, continua ad essere per tutti il capitano Kirk, comandante dell’astronave Enterprise “…diretta allโesplorazione di strani nuovi mondi alla ricerca di altre forme di vita e di civiltร , fino ad arrivare laddove nessun uomo รจ mai giunto primaโ
A questo si aggiunge anche l’iconografia. Per cui Daniel Radcliffe anche a sessant’anni dovrร avere il caschetto e gli occhialini tondi, Mark Hamill dovrร essere sempre biondo ed efebico (ahinoi non รจ piรน cosรฌ) e cosรฌ via.
E’ il ricordo che si cristallizza e che non permette al pubblico e di conseguenza all’attore, di andare avanti.
Bo Derek e le treccine
Bo Derek appartiene a questa categoria. Per quanti film abbia fatto prima e dopo “10”, รจ rimasta legata, anzi intrecciata, non solo al ruolo, ma in modo ancora piรน grave, all’immagine.
Tutti la ricordiamo in costume da bagno, correre sulla spiaggia, con bionde treccine afro.
Quel look, che l’ha resa immediatamente popolare e amata da generazioni di ragazzi, รจ perรฒ diventata per lei, negli ultimi anni, un problema.
E’ stata infatti accusata di volersi appropriare di una cultura, quella afro, che non รจ la sua. In un delirio di politicamente corretto le sono piovute addosso critiche tra le piรน feroci per un’acconciatura, da lei portata in un film e che di certo non aveva scelto in autonomia.

Il film รจ del 1979 e, all’epoca, le decisioni sulla sua immagine le prendeva colui che non solo era suo marito, ma anche il suo scopritore e pigmalione, John Derek. L’attrice ha inoltre ricordato come, all’uscita del film, molte fan la ringraziarono per aver “sdoganato” quel tipo di acconciatura, che quarant’anni fa non era vista di buon occhio in alcuni ambienti lavorativi. Un po’ come se al giorno d’oggi vedessimo cameriere/i con vistosi anelli o unghie finte lunghissime, ricettacoli di vario materiale, escherichia coli in testa.
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L’accusa di appropriazione indebita di cultura non sua non ha perรฒ scalfito la sicurezza dell’attrice che ha trovato la polemica non solo priva di fondamento, ma assolutamente sterile e pretestuosa. Le sue parole in merito non potrebbero essere piรน chiare:
“…of all the important racial and cultural issues we have right now, people are going to focus on a hairstyle? No, no. Iโll save my efforts toward important racial and cultural issues.โ
In fin dei conti si tratta solo di una pettinatura… E se domani i gruppi etnici con i capelli biondi facessero una campagna contro le tinture, cosa dovremmo fare? O i siciliani mettessero una tassa per ogni volta che viene esclamato “m…..a”? Non sarร una deriva pericolosa?
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ


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