Un film che per qualcuno è oggetto di culto non è stato subito capito. Anzi qualcuno l’ha addirittura snobbato. Ahi loro.
“Oh, oh my love. Oh my darling. I’ve hungered for your touch. A long and lonely time. And time goes by so slowly. And time can do so much. Are you still mine…”

Qualcuno leggendo l’avrà cantata, sentendo arrivare la lacrimuccia, altri avranno sentito salire la glicemia per l’eccesso di zucchero, ma il film Ghost nel bene e nel male rimane un successo.
Ghost
Un film che ha consacrato Patrick Swayze, Demi Moore e Whoopi Goldberg come stelle da blockbuster.
La storia è presto riassunta, storia d’amore oltre la morte, in cui il morto, seppur non vampiro o zombie, uccide il perfido vivo, proteggendo la sua amata.
Non era così? Beh, magari ho taciuto qualche dettaglio, la creta, i “ti amo e ti proteggerò per sempre”, ma in buona sostanza la storia è quella descritta in due righe.
In tempi non sospetti, quando uscì al cinema, correva l’a.D. 1990, ricordo con una fitta intercostale e la sensazione di ammorbamento il finale, in cui Sam, ormai compiuta la sua missione, si avviava verso la luce (evviva la novità), ma non si decideva a sparire, nonostante Oda Mae lo incoraggiasse a gran voce. Un po’ come le telenovelas o i film di serie B dove la vittima colpita a morte e/o sul punto di esalare l’agognato ultimo respiro, impiega una mezz’ora buona a farlo, avendo tutto il tempo per raccontare fatti e misfatti.
Da allora, ad ogni passaggio televisivo lo evito con accuratezza o mi limito a qualche battuta di Whoopi Goldberg (escluse le più melense) o le incursioni dell’adorabile Vincent Schiavelli, nei panni del fantasma della metro.
Ma quello che ne penso io non fa testo, lo fa il fatto che sia considerato a furor di popolo un cult movie, complice la colonna sonora e il fascino dei protagonisti.
Sam
Si può immaginare Ghost senza Patrick Swayze nei panni di Sam? Noooooo… In realtà, come spesso succede, Swayze non era la prima scelta per la parte del morto.
I produttori del film, nella ferma volontà di fare di quella sceneggiatura un film di successo, provarono a mettere in campo armi letali e proibite per riuscirci. Scelta la protagonista femminile, l’allora emergente Demi Moore, la furbata dei produttori fu quella di proporre al suo allora compagno Bruce Willis di interpretare Sam, l’amore che l’avrebbe protetta oltre la morte. E’ facile immaginare che il pubblico che vive le storie dei suoi beniamini come fossero proprie, sarebbe accorso come uno sciame di mosche sul miele (ho detto miele…) per vedere la fiction che diventa realtà o viceversa.
Ma Willis, leggendo il copione, pensò che non fosse una grande idea la storia d’amore tra un essere etereo ed una in carne ed ossa e rifiutò. Si mangiò le mani quando il film superò per incassi sia Pretty Woman che Mamma ho perso l’aereo. Fu per questo che accettò di entrare in versione defunta nel cast del Sesto senso? Forse aveva capito che il morto tira.
Incassato il rifiuto di Willis, si tentò con un altro big dell’epoca, quel Michael J. Fox che, essendo ritornato dal futuro, sarebbe potuto rientrare anche dal regno dei morti. L’interprete di Marty McFly lo ha confessato direttamente a Whoopi Goldberg durante la trasmissione The View:
Il regista Jerry Zucker ha anche rivelato che la produzione, in prima battuta, per quel film non aveva pensato né a Willis, né a Fox. Pensava che il Sam perfetto sarebbe stato Harrison Ford. Lo invitarono a pranzo, ne parlarono, ma Ford non riusciva a capire che tipo di film sarebbe stato e passò.

Recepiti gli autorevoli rifiuti, regista e produttori si orientarono altrove. Swayze lesse il copione e si convinse della bontà della sceneggiatura. Dovette combattere per avere il ruolo e si batté anche per avere Whoopi Goldberg nel cast. La Goldberg era considerata un personaggio troppo “ingombrante” che avrebbe potuto mettere in ombra la storia. La produzione, pur di avere, finalmente, un protagonista, prese tutto il pacchetto. Finalmente avevano un morto.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it


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