A volte un’idea molto stupida può avere conseguenze geniali. Nel caso di Bill Murray è successo nella vita vera, non in un film. E forse col contorno di qualche ceffone.
Bill Murray è quel tipo di comico che non solo ti fa ridere, ma ti fa sentire più intelligente. Freddo, misurato, talvolta criptico, ti fa sorridere strizzandoti l’occhio. Ti fa sentire parte di una cerchia che riesce a capire anche quello che gli altri non riescono a capire. Forse non tutti lo amano, ma per chi lo ama non c’è quasi nessun divo di Hollywood che sappia dare questa emozione, che sappia stuzzicare la tua mente in modo così interessante, evoluto.

È abbastanza ironico, forse tipico di un talento così, che tutto questo sia cominciato con una delle idee più imbecilli e meno comiche che un uomo possa avere.
C’è un uomo che mi deve la sua vita e la sua reputazione
–Bill Murray
Una battuta che non solo non era in grado di fare ridere nessuno, ma che si è dimostrata idiota alla massima potenza, causando una reazione a catena di conseguenze catastrofiche, che hanno spaventato tutti e cambiato la vita di un giovane studente di medicina.
Uno stupido compleanno
Come molti attori di Hollywood, che si sono fatti strada letteralmente dal nulla, Bill Murray viene da una famiglia che in America si definisce “working class”, sua madre una commessa, suo padre un venditore di attrezzature per idraulici. Due onesti lavoratori, disposti a fare notevoli sacrifici per assicurare al figlio un futuro migliore nel selettivo e terribilmente costoso sistema educativo americano. Il ragazzo, benché zuzzurellone, era piuttosto intelligente. A vent’anni stava facendosi strada al Regis College di Denver, Colorado, ben avviato alla professione che negli Stati Uniti spalanca le porte della ricchezza: il medico.

Ma vent’anni sono anche un compleanno importante, e per festeggiarli adeguatamente il giovane Bill aveva pensato bene di prendersi qualche giorno di pausa dagli studi per rientrare a Chicago. Non conosciamo nel dettaglio il programma dei festeggiamenti, che deve essere stato però particolarmente intenso se, sulla strada del rientro, ancora all’aeroporto, il giovane Murray si fece passare per la testa la battuta che non depone molto a favore della sua lucidità. Sicuramente la più stupida e infelice della sua carriera.
Mentre era in fila al gate, insieme a un passeggero che gli sembrava la vittima ideale di un bello scherzo, Murray gli fece intendere di avere una bomba con sé, nel bagaglio a mano. Il compagno di volo rimase pietrificato e incredulo. Ma un assistente di volo, ancora più privo di senso dell’umorismo, decise di andare a fondo della faccenda e fare intervenire la polizia aeroportuale.
Le cose si fanno ancora più stupide
Alzi la mano chi non ha fatto scherzi stupidi da ragazzo. La mia resterà certamente ben ferma e allineata alla riga dei pantaloni. Eppure occorre ammettere che per quanto pericolose e idiote siano state alcune delle nostre imprese, nessuna che io conosca ha raggiunto l’eccellenza di quella del giovane aspirante dottor Murray.
Portato in separata sede per un’attenta perquisizione, Murray passò momenti di vero terrore. Le forze dell’ordine complete di artificieri, una volta forzata la valigia si trovarono davanti una totale sorpresa. Nessuna bomba, niente plastico, TNT, nitroglicerina. Ma ben 20 chilogrammi di marijuana: un carico di tutto rispetto con il quale il giovane dottore pensava evidentemente di sostenere le spese dei gravosi studi in Colorado.
20 chili di marijuana non sono pochi: si configurava l’ipotesi di avere sventato un traffico di un certo rilievo. Quando la polizia balzò addosso all’incauto giovane per passare a una perquisizione ancora più minuziosa, il ragazzo si dimenò e ingoiò qualcosa che successive ricerche non riuscirono mai a ricostruire fisicamente.
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Murray ha raccontato di avere ingoiato in quel momento un assegno. Era il pagamento di uno dei suoi “clienti”. Un uomo che, sostiene Murray, da quel giorno gli deve la vita e la reputazione, in quella che supponiamo sia stata una brillante carriera da dottore. Visti i successivi sviluppi della questione, qualche radiografia gratis è stata comunque un bonus importante.
Fine del Dottor Bill Murray
Era qualcosa di più di uno scherzo da ragazzo, tanto che finì sulle prime pagine dei giornali e Murray fu processato per direttissima, come succede nei casi importanti di traffico di droga.
Nei precedenti vent’anni, Murray non aveva ancora concepito una battuta così, diciamo, “efficace”, per cui non aveva precedenti criminali. Se la cavò con cinque anni e la libertà condizionata. Ma la sua carriera di medico era finita.
Dopo una breve discussione con la famiglia (non erano ancora i tempi della pedagogia più moderna e ci piace pensare che siano anche volati un paio di meritati ceffoni da parte del padre tubista), si decise che era meglio ritirare il ragazzo dal College, prima che le comunicazioni del tribunale portassero all’espulsione con ignominia.
Passarono anni prima che di Bill Murray si risentisse parlare. Gli anni della libertà condizionata, forse vigilata anche da una famiglia comprensibilmente alterata, e preoccupata.
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Finito il tempo degli aspiranti dottori, Murray si legò a gente che apprezzava il suo curioso senso dell’umorismo più degli ospiti di quell’aeroporto a Chicago. Dal sodalizio artistico e amicale con Dan Aykroyd e John Belushi, nacque il Bill Murray che conosciamo. Decollò, questa volta senza ulteriori incidenti, dal National Lampoon Radio Hour, prima di diventare un protagonista di Saturday Night Live e approdare al cinema.
Il resto è storia, risate e, come dicevamo, arguzia finissima. Un’overdose di intelligenza e umorismo che abbiamo potuto godere grazie a uno stupidissimo e infelicissimo giorno a Chicago.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


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