Cosa mai può legare una serie televisiva di argomento mistico con la saga più amata tra tutti i film di fantascienza? Molto più di quanto si potrebbe immaginare.
Noi di Boomerissimo abbiamo già parlato del “making of” Gesù di Nazareth, della scelta del protagonista e delle difficoltà che Robert Powell ha dovuto affrontare dopo aver interpretato il Salvatore.

Ma le sorprese legate alla miniserie salvifica diretta da Franco Zeffirelli sono ben più d’una.
Ieratico
Chi ha avuto la fortuna/sfortuna di vederlo (ognuno decida in base al suo sentire) non può non ricordare il volto di Robert Powell. Si narra che la troupe evitasse di usare linguaggio volgare e blasfemo quanto c’era Powell in assetto da Cristo. Il suo aspetto ascetico/estatico era dovuto sicuramente alle luci, ma tanto faceva anche il trucco.

Come ha riportato Listverse, la makeup artist dell’attore, Maria Laura Corridoni, aveva creato una miscela di fondotinta ad hoc per esaltare i lineamenti di Powell.
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Sebbene a posteriori, critici e pubblico sono abbastanza concordi nel considerare l’attore inglese perfetto per la parte, non era affatto la prima scelta di Zeffirelli. Il regista fiorentino puntava ad Al Pacino in un primo momento, ma l’interprete di Michael Corleone proprio non riusciva a vedersi nei panni dell’agnello di Dio.

Zeffirelli, da regista estremamente attento ai dettagli, era convinto che per dare a Gesù un allure sovrannaturale, l’attore dovesse limitare, quanto più possibile, l’aprire e chiudere le palpebre. Sguardo fisso e perso nell’immenso, una vera tortura, potremmo pensare, alla stregua di Guantanamo.
L’involontario crossover
La miniserie televisiva fu girata in Tunisia, dove Zeffirelli pareva aver riconosciuto un’ambientazione che potesse ricordare la Palestina del tempi del Cristo. Girare in Israele, nei luoghi reali non era neanche ipotizzabile per ovvie ragioni politico/religiose, ma anche perché i luoghi sono completamente cambiati e “urbanizzati”.
In quei giorni….ehm, mi sono fatta prendere la mano, riformulo. Nel 1977 in Tunisia si trovava un’altra troupe per girare un film che sarebbe diventato molto più famoso del Gesù di Zeffirelli, si trattava di Star Wars. John Landis aveva scelto la Tunisia per girare le scene dell’arido pianeta Tatooine. All’epoca nulla lasciava presagire che si fosse di fronte ad un capolavoro in divenire.
La troupe e il cast del film, arrivati a Tozeur, si resero conto che i migliori hotel del posto erano stati requisiti dalla troupe del Gesù, per cui dovettero ripiegare su hotel meno titolati se non di fortuna.
Durante la lavorazione del film, in una scena, il droide R2-D2 doveva scomparire al tramonto dietro una duna di sabbia. In effetti così fece, solo che finì oltre il raggio d’azione del telecomando finendo per fare un’incursione sul set di Gesù.

Inutile dire che l’arrivo di un essere proveniente dal futuro nel momento in cui si comincia a contare il tempo suscitò non poco caos. Non si hanno notizie certe delle reazioni degli astanti, ma dato che entrambi i film sono stati portati a termine con successo, non devono esserci stati danni irreparabili.
Forse Powell, troppo convincente nel suo ruolo, avrà attirato il droide esclamando “chi segue me, non camminerà nelle tenebre”…
Antonietta Terraglia


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