Cosa accomuna una serie televisiva dal lieto fine assicurato ad uno degli assassini più spietati della storia recente?
E’ una di quelle serie rassicuranti NCIS, si sa per certo che al termine dell’episodio il colpevole sarà assicurato alla giustizia o perirà in apposito conflitto a fuoco, dove colui che lo fredda, null’altro ha potuto fare.

Del resto i poliziotti americani quando fermano qualcuno lo fanno sdraiare “per la sua sicurezza”. I “cops” sono decisamente più agitati rispetto alle nostre forze dell’ordine, dato che c’è la concreta possibilità che chi sta loro di fronte possa essere armato fino ai denti.
Un protagonista indiscusso
Per vent’anni il protagonista indiscusso della serie è stato Leroy Jethro Gibbs, il capo della squadra. Burbero e di poche parole, ha avuto la fiducia completa dei suoi sottoposti, i quali da lui accettavano anche comportamenti un po’ sopra le righe. Dopo diciannove stagioni, Gibbs ha mollato il colpo e il suo interprete ha potuto dedicarsi un po’ più a sé stesso e alla sua famiglia.

Mark Harmon, l’attore che lo ha interpretato, è un attore di lungo corso ed è ben noto al pubblico. Ha preso parte a numerose serie televisive in passato, sia come protagonista che in veste di guest star che hanno contribuito a renderlo estremamente popolare. E poi, detto tra di noi, ha anche un bel personale.
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Il pubblico tende ad identificare l’attore con il personaggio e a proiettare le qualità portate sullo schermo nel carattere dell’interprete.
Ma Mark Harmon ha un bel caratterino. Sono noti i suoi screzi con altri interpreti di NCIS, con una in particolare, Pauley Perrette, Abby Sciuto.
Il personaggio di Gibbs ha fatto completamente dimenticare che l’aitante Harmon in passato ha prestato il suo volto ad uno dei personaggi più malvagi che la storia ricordi: il serial killer Ted Bundy.
Mark Harmon e Ted Bundy
Ted Bundy, per i pochi che non sanno chi sia, è stato uno dei serial killer più efferati del secolo scorso. Nato nel 1946, faccia da bravo ragazzo, istruito ed affascinante, Bundy ha seminato cadaveri di giovani donne per più di un decennio. Lui stesso ha confessato trentasei omicidi.
Particolarmente brutale nell’esecuzione, era anche un abile manipolatore. Riusciva a conquistare la fiducia di giovani donne che poi stuprava ed assassinava. Arrestato e fuggito più volte, si è anche difeso da solo in tribunale. In un delirio di onnipotenza pensava che la sua intelligenza e il suo fascino gli avrebbero salvato la vita.

Così non fu. Riconosciuto colpevole, è stato giustiziato sulla sedia elettrica nel 1989. Le persone radunate fuori dal penitenziario indossavano magliette con su scritto: Burn Bundy Burn. L’America si era liberata di un incubo, alla sua maniera.
Mark Harmon nel 1986, con Bundy ancora in vita, ha vestito i panni del serial killer in una miniserie televisiva, The Deliberate Stranger (Il mostro, in italiano). La serie era tratta dal libro di Richard W. Larsen, cronista del Seattle Times pubblicato nel 1980. Larsen aveva conosciuto Bundy nel 1972, quando il killer era ancora un giovane attivista che lavorava come volontario per la rielezione del governatore Evans. Quando Bundy fu identificato come l’autore degli omicidi, che avevano lasciato una scia di vittime, Larsen seguì tutta la vicenda.
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Per quella interpretazione, Harmon ottenne il plauso dell’avvocato di Bundy, Polly Nelson, che gli riconobbe la ricostruzione estremamente accurata della postura rigida e dello sguardo particolare dell’assassino. Per quel ruolo Harmon ricevette una candidatura al Golden Globe, ma non ebbe la soddisfazione di essere visto dal vero Bundy, il quale, rinchiuso nel braccio della morte, non ebbe alcun interesse a guardare la serie.
Antonietta Terraglia


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