Il nome Ted Bundy è diventato sinonimo di serial killer. Crudele e spietato quanto affascinante e manipolatore.
Anche i meno interessati alla materia sanno chi è Ted Bundy. La sua faccia da bravo ragazzo, l’innato fascino hanno, per lungo tempo, aiutato la sua carriera di spietato e crudele omicida.

I suoi atroci crimini hanno scioccato il mondo e lasciato dietro di sé una scia di devastazione.
Chi era Ted Bundy?
Tra il 1974 e il 1978, Bundy si rese responsabile di oltre trenta omicidi di giovani donne. Le preferiva carine, castane, con i capelli lunghi e la riga in mezzo, come la prima ragazza, quella che lo aveva rifiutato.
Era solito avvicinare le ragazze mostrandosi in difficoltà, con le stampelle o con un finto gesso ad un arto per spingere le ragazze a seguirlo. Un gesto di gentilezza che si tramutava nell’inizio della loro fine.

A dispetto dei modi gentili, gli omicidi di Bundy sono stati cruenti, violenti, conditi da atti di necrofilia. Lui è quello che in una parola, molte volte usata a sproposito, si può definire un mostro. La sua carriera di assassino terminerà il 24 gennaio del 1989, quando andò al suo ultimo appuntamento, quello con Old Sparky, la sedia elettrica.
Il loro incontro
Bundy e Carole Ann Boone lavoravano insieme per il Department of Emergency Services di Olympia, Washington. In sostanza, si dava da fare per trovare le ragazze scomparse che lui stesso aveva ucciso. Carole era reduce da un divorzio ed aveva già un figlio adolescente di nome James.

Di lui disse che era un uomo timido e aggiunse “He certainly was more dignified and restrained than the more certifiable types around the office.”
Durante il processo, Carole era sempre in aula per sostenerlo ed è proprio nell’aula del tribunale che fu “celebrato” l’atipico matrimonio. Da buon studente di legge qual era stato, Bundy era a conoscenza di una vecchia norma della Florida, che rendeva valido un matrimonio se la proposta veniva fatta davanti ad un giudice. E così fece.
Il momento della proposta – Boomerissimo.it
Nonostante la condanna a morte, Carol continuò a credere nella sua innocenza e durante una delle visite concepirono la loro bambina, a cui fu dato il nome Rose.
Una storia d’amore o di manipolazione emotiva?
Fu vero amore? Per una persona con disturbo antisociale e narcisistico di personalità, quale il killer era, un sentimento come l’amore non è possibile, una persona priva di qualsiasi forma di empatia verso il genere umano non è capace di provare un simile sentimento.
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Per Boone è possibile, data l’estrema l’abilità di Ted nel dissimulare quella che era la sua vera natura. Lo ha aiutato, pare, dandogli dei soldi in concomitanza di una delle sue fughe rocambolesche.
Boone si è arresa non davanti alle testimonianze delle vittime superstiti e neanche davanti alle prove forensi. Ha ceduto solo quando Ted, sentendo approssimarsi il suo appuntamento con la morte, ha cominciato a confessare. Rivelare dove aveva sepolto le sue vittime, quella che non erano ancora state ritrovate, poteva essere una strategia per guadagnare tempo.

La rivelazione fu uno shock per Carole. Da un giorno all’altro smise di fargli visita e non gli fece mai più vedere Rose. Chiese il divorzio e per sottrarsi all’attenzione dei media, sparì, fece perdere le sue tracce.
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Si dice che sia morta in una casa di riposo statale nel 2018, a settant’anni.
Nessuno sa come ha vissuto la sua vita. Possiamo solo immaginare i sentimenti di vergogna e colpa che la donna ha provato. Certamente la sua vita e quella dei suoi figli è stata completamente stravolta.
Rose, che oggi ha quarant’anni, seppur cercata più volte per interviste, ha sempre declinato le offerte. Non per tutti la pubblicità è un bene.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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