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Raffaella Carrà rotta

Sanremo “rompe”? C’è chi l’ha fatto prima (e meglio) degli altri

Nulla si crea e nulla di distrugge a Sanremo. Salvo la pazienza del pubblico e, a volte, gli strumenti delle rockstar. Tra corsi e ricorsi storici, ecco chi lo ha fatto prima, e meglio degli altri, lasciando a bocca aperta Regina Raffaella e il carrozzone Rai. Fu davvero una storia di alcool? O qualcosa di molto diverso?

Sanremo ha molti meriti e molti pregi. Ma nessuno ha mai pensato che fosse una manifestazione dedicata all’arte di avanguardia, alla rottura con schemi e costumi. Sanremo è una grande celebrazione dove tutto si fa, simpaticamente, maniera. L’ amore puro dei fan, quello disincantato di chi si immerge nel trash con ironia. E anche il conformismo anticonformista di chi Sanremo mai, le canzonette mai. Piuttosto mi chiudo in casa. Rileggo Spengler. Sì, un po’ come fanno tutti.

Raffaella Carrà rotta
Raffaella Carrà, al centro di un festival di rottura, e di una clamorosa prima volta | Boomerissimo.it

A Sanremo non risuonano musiche che rompono gli schemi. Non è fatto per quello. Suonano ritornelli, quello del ragazzo perbene, dei giovanotti sorridenti e sbarazzini che sono lì ma mica perché volevano, la cantante stonata, il look che sconvolge (chi?), il momento accorato, la cultura “così il popolo si eleva mentre si diverte”, l’impegno un tanto al chilo ma sentito, lo sberleffo.

Sanremo, il trionfo del già suonato

A Sanremo tutto suona già suonato, e questo è un po’ il suo bello. Ci sediamo davanti, o con la schiena girata al teleschermo, pronti a stupirci, divertirci, indignarci. Proprio come se fosse una cosa vera. Non stupiamoci quindi se un giorno sul palco dell’ Ariston dovessero arrivare i Maneskin a spaccare chitarre già spaccate, persino da loro Non indigniamoci, non corriamo in emeroteca a dimostrare che tutto era già stato fatto sessant’anni prima, quando ancora…

Qualche anno prima, Pete Townshend… – Boomerissmo.it

O forse sì, forse dobbiamo fare questo, e suonare anche noi qualche altro prevedibile ritornello, rodato, riciclato. E quindi a basso impatto ambientale ed ecocompatibile come ormai deve essere tutto, e figuriamoci Sanremo e il suo pubblico. Cerchiamo, per una volta con ragione, di non farci rispondere “Ok, boomer”, innescando un’altra spirale del già visto, già sentito, già discusso, già indignato.

Keith Moon, The Who – Boomerissimo.it

“Nulla è più inedito del già edito” , diceva Umberto Eco, che di queste cose se ne intendeva. E ok. Ma cerchiamo di non aggiungere troppa carne ad un fuoco che già produce calorie a sufficienza.

Siete pronti a dire “Oooooh?”

Accostiamoci dunque a questa notizia, peraltro ripescata, come se fosse davvero una cosa nuova, una cosa che fece vibrare il sistema. Qualcosa che stupisce e sconcerta, come non si era mai visto prima.

Qualcuno pensi ai bambini
Quando il gioco si fa duro… “Qualcuno pensi ai bambini! | Facebook (meme) | Boomerissimo.it

Ebbene sì, tenetevi forte, un giorno a Sanremo arrivò un gruppo decisamente alternativo (come solo a Sanremo ne appaiono), deciso a mostrare come la sua presenza nella fluida e pettinata kermesse italiana fosse del tutto fuori posto. Un gruppo arrabbiato, un gruppo deciso a fare cose nuove, mai viste. Un gruppo di rockstar che (fate un grande “ooooooh”) avevano bevuto molto, ed erano dunque scompaginati, fuori di testa, ancor più rabbiosi e alternativi del solito. Un gruppo che salito sul palco, sotto le luci e davanti ai cameramen di mezza età di mamma Rai, prese a suonare e spaccò tutto. Insomma non proprio tutto, nella rottura è bene non esagerare. Ma spaccò, questo sì, la chitarra contro l’amplificatore sotto gli occhi di una sbigottita Raffaella Carrà, e nella costernazione e indignazione generale.

Quando i Placebo spaccarono la chitarra

Correva l’anno 2001 e tra gli ospiti speciali e di rottura che avrebbero dovuto animare un Sanremo non particolarmente brillante (as usual) condotto da Raffaella Carrà, c’erano Brian Molko e i Placebo.

Brian Molko dei Placebo. Oooooooh…. – Boomerissimo.it

Il gruppo arrivava da una serie di successi anche discreti. Il loro terzo disco “Black Market Music”, stava funzionando abbastanza, testimoniando che la band non sarebbe stata la solita meteora “lanciata sul mercato sottostante” da discografici senza scrupoli. Ma qualcosa di almeno minimamente più serio e duraturo.

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Arrivarono a Sanremo dopo le usuali trattative tra tivù di stato, impresari, direttori di rete e discografici, per presentare il singolo “Special K”, e tutto sarebbe potuto finire così, ennesima comparsata dimenticata di un Festival che digerisce e metabolizza tutto. Ma non andò proprio così, tanto che siamo qui ancora a scriverne. Dopo poco più di 4 minuti di uno show abbastanza privo di brivido, Brian Molko, leader dei Placebo, “il fenomeno rock del momento”, prese a spaccare la sua chitarra contro l’ amplificatore. Anch’esso subì seri danni. Forse fatali.

Mistero e costernazione al Festival

L’ azione non era nuova, ma lo shock fu vero. Vigili urbani, pingui assessori e il resto del pubblico di Sanremo saltarono nelle loro poltrone. Finì a cori di “scemo, scemo…” (non proprio un trionfo, insomma). Raffaella Carrà, provata, si scusò col pubblico in sala e a casa per il terribile spettacolo. Brian Molko spiegò l’insano gesto come un raptus improvviso, con queste parole: “La reazione di disgusto che il pubblico del teatro ha avuto al nostro ingresso in scena, aggiunta all’alcol che avevamo bevuto in gran quantità nei camerini, ha provocato il resto” A 23 anni di distanza pochi credono ancora alla spontaneità di quel gesto, che anche le immagini mostrano come abbondantemente premeditato. Forse uno sberleffo verso un Festival che “non sentivano”. Forse una trovata pubblicitaria un po’ lisa, ma in fin dei conti efficace visto che ce la ricordiamo. Fatto sta che la storia registra e registrerà per sempre Brian Molko e i Placebo come i primi spaccachitarre live della kermesse. La cosa non era nuovissima in assoluto ma quantomeno all’ Ariston sì.

L’insano gesto dei Placebo a Sanremo 2001 | Boomerissimo.it

Dopo 23 anni, i tempi sono abbastanza maturi per un altro eterno ritorno dell’edito sotto forma di eccitante inedito? Chi sarà il prossimo a “scandalizzarci” con schegge e scintille distruttive? L’ attesa e l’emozione sono, come sempre, fortissime. La tensione si taglierà col coltello. L’ ultima parola sarà del pubblico a casa.E del suo televoto.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®

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