Schwarzenegger ha una ferita per ogni film, ma è in True Lies che ha fatto il suo stunt più arduo
Se c’è qualcuno che all’appello per il miglior Action Hero può rispondere “presente!”, quello è sicuramente Arnold Schwarzenegger.

Certo, è un primato che deve dividere con il suo rivale/amico Stallone ed eredi più giovani (leggi Jason Statham), ma lui è stato un Terminator. Come a dire, “dopo di me, nessuno”.
Tanta preparazione, tante controfigure, tante ferite
Seppur bodybuilder pluripremiato, Schwarzenegger, nella sua lunga carriera d’attore, ha fatto più volte ricorso a controfigure. Il fatto di essere muscoloso non rende automaticamente agile e abile in ogni tipo di sport. Il suo stunt-man storico è Peter Kent. Ha eseguito le acrobazie al posto di Schwarzy in ben quindici film. Alla pericolosità delle azioni doveva aggiungere il fastidio di indossare delle protesi “muscolari” per raggiungere l’imponenza dell’attore austriaco. Questi posticci, attaccati con la colla, erano essi stessi causa di ferite. Ma Arnold, dal canto suo, quando poteva, non si tirava indietro.
Durante le riprese di Atto di forza, l’attore si ferì in una scena apparentemente semplice. Mentre il suo personaggio fuggiva attraverso una stazione della metropolitana, doveva rompere il finestrino del vagone con la pistola. Il gesto non fu eseguito alla perfezione e Schwarzy si tagliò così profondamente il polso che dovette essere suturato durante una pausa dalle riprese. Eseguita la medicazione e nascoste le bende con la giacca, continuarono a girare. Anche le riprese di Conan il Barbaro non furono una passeggiata di salute. In una scena Conan doveva fuggire su delle rocce inseguito da lupi che in realtà erano cani pastore tedesco con sangue di lupo nelle vene. I cani, però, non erano ben addestrati e avevano già attaccato il loro stesso proprietario prima di cominciare a girare. Al ciak andò tutto storto. Arnold non riuscì a trovare il punto giusto per arrampicarsi sulla roccia e mentre indugiava alla ricerca di un appiglio, uno dei cani gli saltò sulla schiena, facendolo cadere. Nonostante l’intervento immediato dell’addestratore per allontanare l’animale, Arnold rimediò un profondo taglio sulla schiena. Primo giorno di riprese, primi punti di sutura, prima di mezzogiorno. Non andò meglio con Predator, ma non a causa di gesti atletici mal riusciti. Il film fu girato nella giungla messicana e le riprese furono un vero incubo sia dal punto di vista logistico che fisico. Tutta la troupe fu colpita dalla classica dissenteria del viaggiatore, o per dirla con una terminologia più affascinante, dalla cosiddetta “vendetta di Montezuma”. L’hotel aveva problemi con il filtraggio dell’acqua, così che la quasi totalità di attori e lavoratori sviluppò febbre alta e diarrea con conseguente disidratazione. Schwarzenegger evitò inizialmente l’epidemia, ma poi si ammalò verso la fine del film per aver assaggiato street food. Non fu possibile però interrompere le riprese. Dovette girare una scena con una flebo nel braccio perché la produzione era già molto in ritardo. La location isolata e le riprese notturne in un canyon resero tutto ancora più difficile. Il lavoro dell’attore può essere davvero rischioso, Soprattutto se si fanno film d’azione. Ma è un altro il film che ha richiesto ad Arnold la sua performance più difficile.
True Lies e il tango
Il film, come direbbero quelli che sanno, è un action comedy. La trama è godibile e, come spesso accade, non è farina del sacco statunitense. Trattasi di un remake di un lungometraggio d’oltralpe: La Totale!. Il film pone fine alla trilogia dell’accoppiata Cameron- Schwarzenegger.
Questa volta i rischi che Schwarzenegger avrebbe dovuto affrontare erano noti al regista sin dalla sceneggiatura: le scene di tango. Come racconta lo stesso Cameron: I sent Schwarzenegger the script, and in the margin I put an arrow next to the tango and wrote, “This is your most dangerous stunt.” Tutto può dirsi dell’attore austriaco, ma non che sia leggiadro e lieve come un ballerino. Il tango, poi, è un’espressione di eleganza, nostalgia e intensità emotiva, sincronizzata con la musica. È una danza che ha come passo base il camminare insieme. Per chi rammenta la camminata di Schwarzenegger, sa che nel suo incedere c’è nulla di simile all’appassionato ballo argentino. Negli anni Settanta Arnold aveva preso lezioni da Marianne Claire, istruttrice di balletto e coreografia a New York, con l’intento di migliorare le sue pose per la competizione di Mr. Olympia. Si trattava, però, di pose statiche e senza partner. Per essere presentabile in un tango, Schwarzy si sottopose a sei mesi di lezioni, dimostrando ancora una volta dedizione e disciplina.
Il brano scelto per il ballo nel film è Por una Cabeza. Il brano, il cui titolo significa letteralmente “per una testa [di cavallo]” in riferimento al gergo ippico, è molto amato in ambito cinematografico. È stato utilizzato in numerosi film come Scent of a Woman – Profumo di donna e Schindler’s List.
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La sua partner di danza è Tia Carrere. L’attrice ricorda divertita e con una punta d’orgoglio di essere stata definita “la stunt più pericolosa” di Arnold. Nonostante le evidenti difficoltà e qualche pestone sui piedi, Carrere ha sempre lodato la performance di Schwarzenegger: I think Arnold did an amazing job in the tango. He has great posture, and that’s all you really need.
Schwarzenegger può dire di aver affrontato qualsiasi rischio sul set – che si trattasse di un finestrino, una zuffa con un cane, o la vendetta di Montezuma. Ma tra lanciarsi da un elicottero e uno stacchetto di Por una Cabeza, il vero stunt è uscire dal ballo senza calpestare i piedi della partner. Non è roba da tutti, nemmeno da chi è un Terminator.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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