Una sostituzione fortunata e l’inizio di una carriera lunga e di grande successo
Attori, attrici, cani attori e attori cani. Non è una disamina sulle capacita di protagonisti del cinema, non ci metteremmo mai nella posizione di subire querele.

Tra i protagonisti della tv dei ragazzi c’erano anche gli animali particolarmente dotati, per la facilità di addestramento in pole position c’erano i cani. Da Rin Tin Tin a Lassie fino ad arrivare a Rex la lista degli animali la cui ars recitatoria ci ha lasciato stupiti è lunga. Un posto d’onore spetta però a Lassie, un collie che per primo ha infranto un tabù, interpretando lui, cane maschio, una femmina, in nome del gender fluid. La sua fu definita dal Saturday Evening Post “la più spettacolare carriera canina nella storia del cinema”.
Pal Aka Lassie
La storia di Lassie, anzi Pal (questo era il suo vero nome) inizia il 4 giugno 1940 a North Hollywood, California. Nato per diventare un cane da esposizione, fallì ancora prima di cominciare. Dopo attento esame venne chiaro che non aveva caratteristiche fisiche per rientrare negli standard per i concorsi canini dell’epoca.

All’età di otto mesi, Pal venne adottato dal trainer Howard Peck, ma anche qui non si dimostrò particolarmente volenteroso. Aveva sviluppato due abitudini particolarmente fastidiose: abbaiava continuamente e inseguiva le motociclette con una determinazione che metteva in pericolo tanto lui quanto i malcapitati biker. Questi comportamenti spinsero Peck a cercare aiuto da un altro professionista, l’addestratore di animali di Hollywood, Rudd Weatherwax.
Rudd Weatherwax era una figura rispettata nel mondo dell’addestramento animali per il cinema. Insieme al fratello Frank, aveva costruito una reputazione solida nel difficile settore degli animali da spettacolo (nessun doppio senso, please). Weatherwax riuscì a controllare il problema dell’abbaiare eccessivo, ma non riuscì mai completamente a correggere l’ossessione di Pal per le motociclette. Deluso dagli scarsi risultati ottenuti, Peck decise di vendere il cane a Weatherwax, che a sua volta lo cedette a un amico.
La scelta
Ma Il destino era alle porte. Il destino del cane “problematico” cambiò quando Weatherwax venne a sapere che la Metro-Goldwyn-Mayer stava mettendo in produzione un film basato sul romanzo “Lassie Come Home” di Eric Knight. Si ricordò di Pal e riconoscendogli un certo potenziale convinse il suo amico a rivenderglielo per soli 10 dollari. Una cifra irrisoria che si sarebbe rivelata uno degli investimenti più redditizi nella storia del cinema.
Pal si presentò all’audizione insieme a circa 1.500 altri cani. La prima valutazione fu deludente. I casting director della MGM bocciarono Pal per diversi motivi soprattutto fisici: era maschio mentre il personaggio di Lassie era femmina, aveva gli occhi troppo grandi per gli standard dell’epoca, la testa troppo piatta e una caratteristica macchia bianca sulla fronte che lo distingueva troppo dagli altri collie.
Fu scelta, in quella prima selezione, una femmina di collie che aveva già vinto diversi concorsi di bellezza. Weatherwax venne comunque assunto come addestratore per preparare la prescelta, mentre Pal fu relegato al ruolo di controfigura per le scene più pericolose.
Ma Pal era un predestinato. Durante una delle prime settimane di riprese i produttori della MGM decisero di sfruttare una massiccia inondazione del fiume San Joaquin per girare alcune sequenze. Una scena richiedeva che Lassie attraversasse a nuoto le acque turbinose, si trascinasse esausta sulla riva e si accasciasse sfinita.
La femmina di collie originariamente scelta per il ruolo si rifiutò categoricamente di entrare nelle acque alte e agitate. La produzione si trovò in una situazione critica, con tempi e budget da rispettare. Weatherwax, presente sul set con Pal, colse la proverbiale palla al balzo e si offrì di far eseguire la sequenza alla controfigura.
Quello che accadde è entrato nella leggenda di Hollywood. Pal eseguì l’intera sequenza composta da cinque fasi in una sola ripresa, dimostrando non solo coraggio, ma, da grande attore, anche una comprensione istintiva di ciò che la scena richiedeva dal punto di vista drammatico. La sua performance fu così convincente e toccante che il regista Fred M. Wilcox si commosse fino alle lacrime.
Divenne la vera star del film, pagato 250 dollari a settimana, contro i 150 della coprotagonista, una ragazzina di nome Elizabeth Taylor.
Altro che film da cani
La performance di Pal andò ben oltre la semplice sostituzione dell’attrice canina originale. I dirigenti della MGM rimasero così colpiti dalla profondità della sua recitazione che decisero di rivoluzionare completamente l’approccio al film. La produzione, originariamente pianificata in bianco e nero come un film di serie B, fu promossa a produzione di prestigio con supporto pubblicitario completo e, soprattutto, fu girata in Technicolor.
Il Technicolor era una tecnologia costosa per l’epoca e veniva riservata solo ai film di sicuro successo. La scelta di investire così tanto nel film mostra quanto fosse stata straordinaria l’interpretazione della “controfigura”.
Pal dimostrò di essere non solo un attore nato, ma anche un professionista affidabile. Raramente richiedeva una secondo ciak, eseguiva le sue scene con entusiasmo e svolgeva personalmente tutti suoi stunt. Qualità che lo resero estremamente prezioso per una industria che doveva sempre fare i conti con tempi e budget.
Dal cinema alla tv
Il successo di Torna a casa Lassie lanciò Pal in una carriera cinematografica che si estese per quasi un decennio. Tra la metà degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta, Pal interpretò Lassie in sei film per la MGM.

Nel 1950, come succede alle vere star, fu pubblicata la sua biografia. Rudd Weatherwax, insieme al co-autore John H. Rothwell, pubblicò “The Story of Lassie: His Discovery and Training from Puppyhood to Stardom”, un libro che narrava la vita e la carriera del cane diventato una star di Hollywood. Dopo la conclusione della serie cinematografica, Pal non si ritirò immediatamente.
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Partecipò a spettacoli, fiere e rodei in tutti gli Stati Uniti, mantenendo vivo il suo legame con il pubblico. Nel 1954, all’età di 14 anni, Pal tornò davanti alle telecamere per girare due episodi pilota per quella che sarebbe diventata la serie televisiva “Lassie”.
Dopo aver completato i pilota, Pal si ritirò ufficialmente dalle scene, ma la sua storia non finì lì. Suo figlio, Lassie Jr., prese il suo posto come protagonista della serie televisiva che andò in onda dal 1954 al 1973 per un totale di 591 episodi.
Durante questo periodo, Pal mantenne un ruolo speciale nella produzione. Ogni giorno accompagnava suo figlio negli studi di registrazione, dove aveva una cuccia riservata dietro il set. Il personale dello studio lo chiamava rispettosamente “The Old Man”, riconoscendo il suo status di patriarca e fondatore della dinastia Lassie.
La sua fu una vera e propria dinastia. Dopo Lassie Jr. (1954-1959), il ruolo passò a Spook (1960), poi a Baby (1960-66), Mire (1966-71) e infine Hey Hey (1971-73). Tutti cani erano discendenti diretti di Pal e tutti addestrati dalla famiglia Weatherwax. Una continuità artistica e familiare che non ha niente da invidiare a famiglie come i Fonda, i Douglas o ai Windsor, intrattenitori anche loro.
Antonietta Terraglia – Boomerissimo.it®


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