Un viaggio tra stile, dettagli e motori: la Cadillac Eldorado Biarritz di Yul Brynner
Qui su Boomerissimo, abbiamo dei personaggi ciclici. Ci piacciono e ci piace indagarli. Magari non piaceranno a tutti, non saranno popolari, digeribili, ma quel ristretto manipolo di lettori che lo leggerà, lo troverà interessante.

Accade, a volte, con nostra somma sorpresa e grande soddisfazione, che uno di questi personaggi “minori” riscuota plauso e gradimento. Tra costoro, il posto d’onore, lo ha conquistato Yul Brynner.
Un solenne arcano
Sebbene per Brynner, l’odiosa espressione, “icona di stile” ci stia tutta, riteniamo che sia stata usata troppo, troppo spesso e per personaggi il cui allure è quantomeno discutibile.
Brynner era un passo avanti, un solenne arcano. La rasatura dei capelli, il fisico atletico, la scelta accurata degli outfit per esaltare il corpo allenato facevano di lui un manifesto estetico, in perfetta coerenza tra immagine e identità. Brynner, ex acrobata e perfetto ballerino, controllava ogni gesto, i movimenti delle mani, la postura eretta, persino il modo di accendere la sigaretta erano studiati per eliminare ogni casualità. Un’eleganza che, come disse il fotografo Cecil Beaton, “non ammetteva sbavature neppure nella quotidianità”.
L’attore anticipò tendenze poi diventate mainstream, non solo la rasatura, ma anche gli abiti unisex (si fece ritrarre indossando delle tuniche per Vogue). Come un araldo, preconizzava senza imposizioni, trasformando l’eccentricità in nuovo canone. Per farlo, però, bisognava avere carattere.
Il suo era un fascino ibrido e rivoluzionario.
Brynner non ebbe timore ad usare il suo corpo come strumento espressivo. Le foto giovanili che lo ritraggono nudo nel 1942 fotografato da George Platt Lynes, rivelano una fiducia in sé stesso fuori dal comune per l’epoca, anticipando una sensualità non convenzionale.
Le sue auto
Era un uomo che amava la bellezza e si circondava di oggetti incantevoli. Tra questi c’erano le automobili, che collezionava. Nella sua personale raccolta ce n’era una davvero lussuosa e ricercata: La Cadillac Eldorado Biarritz del 1955.

La Cadillac Eldorado Biarritz rappresentava il massimo del lusso americano degli anni ’50. Questo modello non era solo un’automobile, ma un vero e proprio status symbol.
L’auto aveva un motore V8 da 5.4 litri, che erogava 270 cavalli grazie anche all’adozione di due carburatori quadruplo corpo, una soluzione tecnica assolutamente nuova per quegli anni. La trasmissione era automatica Hydra-Matic a quattro rapporti, che garantiva una guida fluida e confortevole.
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Le dimensioni erano imponenti: la vettura misurava oltre 5,4 metri di lunghezza e pesava più di 2.100 kg, con un passo di ben 3,27 metri che garantiva. Poteva superare facilmente i 180 km/h e andava da 0 a 100 km/h in poco più di 12 secondi. Prestazioni smisurate per una cabriolet di lusso degli anni ’50.
La Eldorado Biarritz era dotata di sospensioni anteriori a ruote indipendenti con molle elicoidali e posteriori a ponte rigido con balestre, con freni a tamburo. Gli pneumatici bianchi da 15 pollici, le pinne posteriori pronunciate e il tettuccio automatizzato erano dettagli di stile che la distinguevano da qualsiasi altra auto sul mercato.
Il comfort era ai massimi livelli: vetri elettrici, radio AM, sedili regolabili elettricamente e una ricca dotazione di cromature. Nel 1955 furono prodotti meno di quattromila esemplari di questa versione cabriolet, rendendola già allora un oggetto esclusivo e dal prezzo elevato (oltre seimila dollari dell’epoca pari a quasi settantamila di oggi).
Come noi vi sarete soffermati a guardare la targa personalizzata “YB 33” e l’outfit dell’attore intento ad accendersi l’immancabile sigaretta. Nulla stona, perfetto il jeans risvoltato con i mocassini e la giacca sportiva chiara, molto simile a una Harrington (o comunque a una tipica giacca “blouson” anni ’50).
Niente accessori vistosi, pardon, eccetto la Biarritz.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it”®


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