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Waco

Waco, Messia senza maschera: le “spose” e i figli di David Koresh

Il massacro di Waco costituisce una ferita indelebile per gli americani, un momento di eclisse del Paese che si è assunto il ruolo di baluardo della libertà.

Nessuno vuole assolvere David Koresh. E non ci sono motivi per farlo, ma per ridurre un uomo alla ragione ci doveva pur essere un modo meno cruento e definitivo di quello usato a Waco.

Waco
David Koresh e i suoi fantasmi – Boomerissimo.it

Sono stati commessi enormi errori nella gestione di quell’evento, sia da parte delle autorità intervenute che da Koresh stesso. Grazie all’enorme copertura mediatica il mondo ha assistito impietrito, impotente ad una tragedia annunciata per tutti i cinquantuno giorni dell’assedio. David si considerava il Messia, che ci credesse davvero o fosse solo un modo per affermare il suo potere non lo sapremo mai, ma di certo non ha avuto paura di morire.

Vernon Wayne Howell

Vernon Wayne Howell non era nato sotto una buona stella. Sua madre, Bonnie Sue Clarke, lo mise alla luce ancora minorenne, aveva appena quattordici anni e il suo padre biologico Bobby Howell, un carpentiere ventenne, abbandonò Bonnie per un’altra prima che lui nascesse

Vernon/David e la sua altra grande passione: la musica – Boomerissimo.it

La ragazza ebbe altre storie con uomini sbagliati, violenti ed alcolisti e quando Vernon aveva appena quattro anni lo lasciò a casa della nonna. Il bambino crebbe nell’incertezza sia economica che emotiva.

La mamma si rifece viva solo tre anni più tardi, con un nuovo marito. Con una famiglia disfunzionale alle spalle non c’è da stupirsi che il bambino avesse difficoltà a scuola. Vernon era dislessico ed in più combatteva con problemi di vista. Nell’impossibilità di stare al passo con gli altri fu messo, come si faceva allora, in una classe speciale.

A diciannove anni si convinse di essere il Messia. Che avesse avuto una rivelazione dall’Altissimo, non lo crediamo, ma che una persona con una infanzia così disturbata potesse sviluppare una sorta di allucinazione come modo di rivalsa sulla vita, questo ci appare più possibile. Come ha raccontato la giornalista Mary Garofalo che si occupò degli eventi di Waco nel 1993, David raccontava di aver avuto la chiamata da bambino quando Dio gli disse:  ‘You’re the chosen one. You are my messiah’.

I figli

Koresh, ormai sedicente Messia, usava in modo distorto e blasfemo la massima di Gesù, “lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il Regno di Dio” (Marco 10,13-16).

A lui più che i bambini piacevano le  bambine. Ha avuto molte “spose”, da alcune testimonianze la più giovane aveva appena dieci anni  quel che è peggio con queste ragazzine ha generato molti figli. Si parla di più di venti, ma di loro non si conoscono tutti i nomi. Quello che è terribile è che tra i bambini che morirono nell’incendio, nel rogo di Mount Carmel c’erano anche alcuni suoi figli.

Dana Okimoto
Una delle spose di Koresh, Dana Okimoto (screenshot YouTube) – Boomerissimo.it

Koresh esercitava il suo potere su tutti gli abitanti del compound, bambini compresi suoi e  non. Secondo quanto riporta il sito di Abc News, Dana Okimoto, madre di due dei figli di Koresh, ha raccontato che erano previste punizioni corporali severe per i bambini, anche per infrazioni risibili, come far cadere qualche goccia di latte. Lei stessa ha ricordato di aver picchiato suo figlio fino a farlo sanguinare, perchè era quello che Dio voleva da lei, il dio Koresh.

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Come è ovvio che sia, i figli di Dana preferiscono vivere nell’anonimato, ma in passato Skye Okimoto ha espresso a GMA Network tutta la difficoltà di vivere con il peso di essere il figlio del Messia dei Branch Davidian. “Mi sentivo come se ci fosse qualcosa di sbagliato in me perché così tante persone odiavano mio padre.”

Da ragazzo era oppresso dalla rabbia, in fin dei conti suo padre era stato ucciso, solo intorno ai tredici anni si è lasciato il furore alle spalle e ha deciso di essere di nuovo felice.

Rabbia, dolore, ritorno alla vita che loro possono raccontare grazie alla madre. Dana  lasciò Mount Carmel mesi prima che l’assedio cominciasse. Una fortuna che molti dei loro fratelli non hanno avuto.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it® 

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