Il 4 luglio 2003 moriva Barry White, mentre aspettava un trapianto di reni. L’amore perdeva la sua voce più leggendaria.
Barry White è stato la colonna sonora dell’amore per moltissimi di noi in tutto il mondo. Ma non solo: è stato un esempio, quello che oggi si definisce un role model, per tantissimi ragazzi, nati come lui in una situazione familiare difficile, e che hanno vissuto in ambienti in cui l’unica strada verso il successo sembrava passare per il crimine.

Nato a Galveston (Texas), nel 1944, Barry White si trasferì presto con la sua famiglia a South Central, Los Angeles. Uno dei quartieri più terribili del mondo, regno delle gang, del crimine. Uno di quei luoghi che abbiamo imparato a conoscere anche noi, attraverso storie come quella di Gomorra.
Posti in cui la ricchezza sembra allo stesso tempo impossibile e portata di mano. Impossibile, per ragazzi tagliati fuori dalla scuola, dalla carriera, da ogni possibilità di vita di vita normale. Facilissima e brevissima, per chi decide di prendere la scorciatoia al di fuori della legge. Una strada accelerata verso il denaro, e spesso verso il carcere e la morte.
Quando l’amore è più forte di tutto
In questo ambiente il “piccolo” (che piccolo non è mai stato) Barry è cresciuto. La strada e le sue tentazioni da una parte. La musica dall’altra, rappresentata da sua mamma, una cantante di Gospel. Barry amava accompagnarla al piano, nella musica e nell’amore di sua madre c’era l’antidoto alle tenebre che lo aspettavano ogni giorno in mezzo alla strada.

La luce e il buio, lo Yin e lo Yang. Ma perché Barry White decidesse che la sua strada correva in direzione opposta a quella delle gang che ogni giorno seminavano terrore e morte intorno a casa sua, occorreva arrivare fino ai limiti estremi, a un passo dalla tragedia, proprio come succede nelle grandi storie.
Il furto, l’arresto, il fratello ucciso dalle gang
Nel 1980, dopo anni passati dentro e fuori dai confini della legge, conosce il carcere per un grosso furto di gomme. Un magazzino da 30mila dollari, che invece di renderlo precocemente ricco, lo trascina ancora minorenne in carcere.
Tre anni dopo, nel 1983, suo fratello Darryl viene ucciso per strada da una gang rivale, per una disputa da pochi dollari.

È il passo finale, da lì si può solo sprofondare oppure rinascere. E per rinascere, Barry White troverà un alleato inaspettato: la sua voce:
“Una mattina a 14 anni mi svegliai. Rivolsi la parola a mia madre e ci spaventammo tutti e due”
Barry White
Quella voce splendida ma terrorizzante, arrivata così all’improvviso. Quella voce che gli fa vibrare il petto e lo spaventa, quasi quanto spaventa sua madre, quella voce, che i suoi amici vogliono sentire e risentire, perché non riescono a crederci, diventerà la sua forza per trovare un’altra strada verso il successo. Lontana dalle armi, dalla droga, dalla morte.
La strada dell’amore per la musica, del sacrificio, della volontà di ripartire da zero, lo porterà lontanissimo.
Così è finito a letto con te
Barry si piazza a Hollywood, davanti alle sedi delle case discografiche, ammira il successo ed è deciso ad ottenerlo, partendo da zero. Chiede a tutti, senza vergognarsi, qualsiasi lavoro gli venga proposto, pur di entrare nel magico mondo della musica.
Chiede con la sua voce, che lo farà ben presto notare e che insieme alla volontà feroce di farcela, sarà il suo ascensore verso il successo.

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Un grande uomo e la sua grande macchina
Nei primi anni ’70 infila una hit dopo l’altra: ““Can’t Get Enough of You Baby”, “You’re my first, my last, my everything”. 41 dischi di platino, oltre 100 milioni di dischi venduti, ne fanno uno dei musicisti di maggiore successo di ogni tempo.
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Non è solo un successo economico, è un riscatto. Nell’amore che mette nel suo lavoro, che celebra, e che in buona parte produce con la sua musica, Barry White ha sempre visto l’opposto del mondo che si è lasciato dietro le spalle.
Aveva cominciato a guardare le grandi macchine, gli accessori di lusso, i segni del successo che quel mondo gli mostrava. Ma aveva deciso di arrivarci un centesimo alla volta, con il talento e con la fatica. E di mostrare ai ragazzi come lui una strada possibile. Anche per questo Barry White quei segni del successo ha sempre amato mostrarli, non per ostentarli, ma per far capire a chi viveva sulla strada, che un’altra strada era possibile. Non nascose mai da dove veniva e il suo passato difficile, e i ragazzi lo ascoltavano, lo ammiravamo. Qualcuno fortunatamente decise di imitarlo.

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La morte
Barry White aveva una voce, una presenza, dei vizi esagerati. Fumava 150 sigarette al giorno e il suo peso negli ultimi anni gli consentiva di muoversi solo a malapena.
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Nel 1995 cominciò ad accusare i primi disturbi, svenendo dopo un concerto. Nel 1999 dovette cancellare un mese di tour per l’esaurimento fisico. Le sue condizioni da allora non fecero che peggiorare. Sofferente di diabete, sottoposto a dialisi, non era in grado di reggere un’operazione di trapianto.
Morì il 4 luglio del 2003, aspettando un miglioramento che non arrivò mai. Il giorno in cui era nata la leggenda americana, ne moriva un’altra che ha saputo rappresentare l’America come poche altre. Nel suo volto spietato e terribile e anche nel suo riscatto.
Antonio Pinter – Copyright Boomerissimo.it®


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