Certi personaggi non possono essere declinati al passato. Alcuni di loro sono, punto. E questa storia vede protagonisti due presenti imperituri: Raffaella Carrà e Diego Armando Maradona.
Anche la moneta e il francobollo. Di Raffaella c’è stato tutto, trasmissioni, dischi, magliette, bambole con la sua effigie, ad indicare che siamo davanti ad un persona che è passata attraverso le generazioni essendo la beniamina di tutti, in modo trasversale, senza distinzioni di genere.

Per il suo pubblico ha sempre dato il massimo, ma quando svestiva gli spettacolari costumi di Luca Sabatelli e lasciava che il riccio naturale avesse la meglio sui suoi capelli, era difficile trovarla nei posti dove vip e presunti tali si accalcavano. Del resto la notizia della sua morte ci è giunta senza preavviso, senza nulla cedere ai social.
Un archetipo: la Carrà
La signorina Pelloni è stata decisamente caparbia. Ha studiato danza e recitazione e non si è fatta scoraggiare quando il successo tardava ad arrivare. I suoi primi passi li ha mossi nel cinema, ma è stata la televisione che l’ha resa “la Carrà”.
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Cosa sarebbe stata Canzonissima senza di lei? Cantava, ballava, presentava. Erano anni in cui la trasmissione del sabato sera ospitava non “scappati di casa”, ma divi del cinema, grandi artisti e lei interagiva con loro in modo solo apparentemente spontaneo, con la sua risata ampia, portando il capo all’indietro, muovendo i capelli, in quel gesto che era solo suo. Nulla era lasciato al caso, da grande professionista qual era.
A riprova che il suo carisma era reale e non volatile, Raffaella è diventata famosa in tutto il globo terracqueo (scusate la citazione, ma nel suo caso è vero). Spagna ed America Latina sono diventate la sua seconda patria e per loro è sempre stata solo Raffaella, basta la parola…
L’amore che ha ricevuto dalle persone di questi posti è stato concreto e fattivo. E’ stata proprio Madrid la prima città a dedicare una piazza alla nostra showgirl. Piazza Raffaella Carrà, tra calle Fuencarral e calle Augusto Figueroa tra Malasaña e Chueca, è stata inaugurata il 6 luglio scorso, in occasione del Gay Pride, perchè Raffa è stata anche una icona gay.
Disposto a finire in galera
Raffaella riempiva gli stadi come le grandi rockstar soprattutto in America Latina, ben prima dei Maneskin. Tra i fan della prima ora c’è stato anche un calciatore dal buon piede, tale Diego Armando Maradona.

In una intervista al Messaggero, la showgirl raccontò le assurde modalità del loro primo incontro (a distanza). Nel 1979 Raffaella si trovava a Buenos Aires per un concerto. All’epoca, la mano de D10s non aveva ancora compiuto diciotto anni, ma già si era fatto notare nel mondo del pallone.
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Da fan accanito di Raffaella tentò di entrare allo stadio, anche se i posti erano esauriti. Giovane, ma già dotato di carattere eccentrico nonché permaloso tendente al fumantino reagì male quando la polizia gli impedì l’ingresso. Nel maldestro tentativo di bypassare il blocco, ricorse all’infelice frase “lei non sa chi sono io…” Le porte dello stadio non si aprirono, ma quelle della guardina sì.
Antonietta Terraglia


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