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1979: Fiat creò il crossover che non sapeva di esserlo

Crossover ibride, elettriche. Tutta la tecnologia di cui le case automobilistiche sono capaci nulla potrebbero contro una vera “corazzata” delle auto, della Fiat per dirla tutta. Roba da fare impallidire saloni dell’auto ed esperti del settore. Noi, invece, l’abbiamo vista sfrecciare…

Il parlamento europeo ha dato l’ok. Dal 2035 saranno bandite le auto diesel e benzina.

127 rustica
Non se ne fanno più (Instagram) Boomerissimo.it

Nella speranza di salvare il nostro pianeta dal cambiamento climatico in un processo di non ritorno, saranno sacrificate le automobili, perlomeno nelle forme in cui finora le abbiamo conosciute.

Come cambia il mondo dell’auto

La direttiva intende arrivare ad emissioni 0 di Co2 entro dodici anni. Per fare questo si è deciso che dal 2035 non saranno più prodotte vetture e veicoli commerciali dotate di motori alimentati con combustibili inquinanti.

Pianta
Salviamo il pianeta Boomerissimo.it Foto di AndreasAux da Pixabay

Questo significa una vera rivoluzione per tutto il mondo dell’automotive, chiamato, in un arco di tempo davvero breve, a riconvertire la produzione. Ci si interroga anche su tutte le persone che in quel settore lavorano; non solo di veicoli si parla ma di tutto l’indotto. Produzione, manutenzione, riparazione. Migliaia di persone chiamate a riconvertirsi per non perdere il treno del cambiamento, dell’innovazione. Gli unici a salvarsi saranno quelli coinvolti nella cosiddetta “clausola Ferrari”. Chi produce meno di 1000 veicoli l’anno è esente dall’adeguamento alla nuova normativa, mentre, chi costruisce fino a 10000 auto e/o 22000 furgoni potrà avvalersi di una deroga. Le polemiche intanto non mancano. C’è chi afferma che il processo di produzione delle auto elettriche non sia così “sostenibile”. Pare che per produrre una super ecologica auto elettrica, l’impronta di carbonio lasciata sul pianeta sia bella grossa e profonda. Una vera pedata…

Ma noi avevamo lei! La 127 Rustica

E se queste discussioni necessitano di una competenza che non noi non abbiamo e di una voglia che in pari modo non intendiamo mettere in campo, il cuore corre ad automobili che di ecologico avevano forse solo il nome. Rustica! Aggettivo geniale per un’automobile che era un crossover senza saperlo. Un aggettivo che da’ la sensazione di “pane al pane e vino al vino”, senza sovrastrutture, fronzoli. Un’auto che fa quello che deve fare. Punto.

127 rustica
Un vero e proprio crossover (Instagram @fiat147c) Boomerissimo.it

La “divina” vide la luce nel 1979. Elaborata sulla scocca della 147, con un motore 1050 da 50 CV, nell’idea dell’azienda torinese doveva essere quell’auto da utilizzare a fini commerciali o da campagna. Leggermente rialzata, aveva un’allestimento alquanto spartano. Caratteristiche erano le griglie parasassi posizionate davanti ai fari, i cerchi neri, nel suo colore beige che ricordava le deiezioni di pollo.

Gli interni della 127 Rustica (Instagram @fiat147c) Boomerissimo.it

La versione iperaccessoriata prevedeva anche un robusto portapacchi sul tetto, che trasportava, a seconda della latitudine, cassette piene di pomodori, patate, legna o attrezzi vari. Inspiegabilmente il crossover torinese non incontrò il favore del grande pubblico e sparì definitivamente nei primi anni Ottanta.

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Ma noi, che abbiamo fatto in tempo a vederla sfrecciare seminando zolle di terra sul selciato, avremo sempre un posto speciale per lei nei nostri cuori a scoppio.

Antonietta Terraglia

Rispondi

Comments (

3

)

  1. Max

    L’ho avuta, avevo 20 anni, era un mulo. Un capodanno l’ho fusa e l’ho cambiata con una polo VW. Ero felice del cambio. Ora la rimpiango pur avendo 2 fuoristrada in casa. Rimpiango l’auto o la felicità del periodo?

    1. Antonietta Terraglia

      Una domanda che ha in sé la risposta

    2. Antonietta Terraglia

      Io ho avuto la 127 non rustica. Non penso di essermi totalmente rimbambito, quando ricordo che era una macchina veramente divertente, ben fatta, scattosa… Forse non bellissima, ma nemmeno brutta. La mia successiva fu una Opel Ascona. Dalle prime curve capii che *non* era la 127: teneva la strada come una banana immersa nel sapone. Alla fine mi ci ribaltai in un fosse (anche se, onestamente, no fu tutta colpa dell’Ascona…). In sintesi… la 127 era una gran macchina, imho. (Sono Antonio Pintér, non Antonietta Terraglia, ma non riesco a districarmi tra gli account)

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