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Armstrong, il lupo cattivo del ciclismo

Lance Armstrong: Il lupo cattivo del ciclismo

Lance Armstrong: ex campione e paria. È la figura più deprecata della storia del ciclismo. Il mostro. Ci vuole un bel po’ di di voglia di stare dalla parte sbagliata, per simpatizzare almeno un po’ con questo americano che ha sconvolto la storia del ciclismo, e l’ha fatta diventare cronaca nera. Purtroppo, noi di Boomerissimo siamo fatti così…

“Sia cancellato il suo nome”

Il ciclismo è sport di dualismi, di contrasti, di poche certezze. Le opinioni si dividono, le tifoserie si spaccano. E’ difficile dire con certezza chi sia il più grande, il più cristallino talento di un certo tempo. Ancora più impossibile stabilire chi sia il più grande di tutti i tempi. Quello che a parità di strade, di difficoltà organizzative, di tecnologie, pesi e gallerie del vento, è certamente, senza dubbio e senza ripensamenti, il migliore atleta che abbia mai cavalcato una bicicletta.

Armstrong, il lupo cattivo del ciclismo
Lance Armstrong, il lupo cattivo del ciclismo

E se tutto questo è vero (e lo è), ancora più sorprendente e dura risulta la pena assegnata a quello che tutti, ma veramente tutti, hanno stabilito essere il più orribile esempio che il ciclismo abbia mai saputo dare. L’ uomo che non solo ha ingannato compagni, avversari e tifosi per 7 interminabili anni. Il truffatore che ha avvelenato e bombato il suo fisico e quello dei compagni per ottenere vittorie che non avrebbe mai dovuto ottenere. Non così, almeno.

Quello sport ricco di eroi, tra cui è difficile scegliere il più maiuscolo, ne ha uno e uno solo che tutti sanno essere il più cattivo di tutti: Lance Armstrong. L’uomo nero.

L’angelo era un serial killer

L’ eroe morale, quello che lottava contro la malattia, che risorgeva dal cancro, lo batteva, come tutto e come tutti. Il mito che scampava alla morte per risalire in bicicletta e vincere sette Tour de France consecutivi, tutto questo si è ribaltato nel suo opposto.

Eddy Merchkx, Bernard Hinault e Miguel Indurain danno il benvenuto a Lance Armstrong nel “club dei 5”, da allor a l’americano ne ha vinti altri due, cancellati come i primi cinque – Boomerissimo.it

Vinceva sì, ma dopato. La favola era una storia sporca e nera. L’ angelo era un serial killer. Sicuramente, l’odio che Armstrong è riuscito ad attirarsi, è il riflesso di questo innamoramento tradito.

Siamo stati ingannati, presi brutalmente per il culo. E per questo non solo dobbiamo cancellare le sue vittorie, ma il suo ricordo. Lance Armstrong è diventato un buco nero. Non solo il suo albo d’oro è stato oscurato con una interminabile serie di tratti neri. E’ stato cancellato anche lui.

Pantani, quel giorno al Mont Ventoux – Boomeissimo.it

Nel 2015, anni dopo la sua ultima partecipazione al Tour, la confessione e la degradazione, Armstrong è tornato in Francia per una manifestazione ciclistica benefica, contro il cancro. Doveva percorrere con un giorno d’anticipo una tappa insieme a una squadra di dilettanti. E l’ha fatto, nell’imbarazzo generale. Nessuno ha voluto incontrarlo. Ex compagni, avversari, giornalisti, organizzatori, hanno fatto a gara per ignorarlo e fingere che non fosse lì. Armstrong non deve più esistere.

Porta su di sé i peccati del mondo

Chiariamo a questo punto che il doping non ha scuse. E’ un attentato alla salute degli atleti e alla correttezza delle manifestazioni. Deve essere combattuto con ogni mezzo, sempre, perché ribalta lo sport nel suo opposto: una menzogna ipocrita, pericolosa e un po’ oscena.

Lance Armstrong non è una figura amata, specialmente in Italia – Boomerissimo.it

Armstrong doveva essere degradato, e doveva esserlo probabilmente molto prima. Se colpa c’è, è quella di non aver fermato una carovana che era diventata farmacia e clinica ambulante. Ma Armstrong, sempre più chiacchierato, ha continuato a correre, e vincere, corse sempre più tossiche e artificiali, fino al botto finale.

Cosa ci lascia perplessi in questa storia

Armstrong non era un angelo. Ma non è nemmeno una creatura mostruosa e aliena, piovuta da un altro pianeta per sporcare e capovolgere lo sport. Nei suoi vizi, e anche nelle sue qualità, Armstrong è il ciclismo e lo sport, spinti fino al grado più estremo e in qualche modo (preparate il fucile anche per noi) più “puro” che si possa immaginare.

Armstrong è stato un atleta immenso, con una voglia di vincere a qualunque costo che lo ha spinto a testare il limite in ogni possibile direzione. Nell’inganno sportivo, negli accordi, persino nella corruzione delle squadre “avversarie” (che nel ciclismo a volte sono alleate, come al Palio di Siena). Cose molto brutte, va da sé. Ma senza le quali il ciclismo non esisterebbe.

È difficile dire in quale punto esatto la furbizia, che diventa merito quando vinci, si tramuti in slealtà, truffa e inganno. Il ciclismo è uno sport spietato, fatto anche di trabocchetti. Certamente, 100mila dollari in un panettone sono al di là di qualsiasi ambiguità. E Armstrong ha fatto anche questo, sin dalle prime corse “vere”. Prima di scoprire le meraviglie della farmacologia.

Con lo stesso furore Armstrong si è allenato e ha lavorato. Ferocia, senza mezze misure. Possiamo (anzi dobbiamo) dire che è stato un atleta disonesto. Ma le sue imprese mostruose in pianura e in montagna, da “bombato” come molti altri, restano e devono essere riconosciute come quelle di un atleta straordinario. Malato. Non solo di cancro, ma di una smania di successo che ha bruciato lui e tutto il resto (o quantomeno chi si è fatto beccare). Una smania che ha incenerito il suo albo d’oro, giustamente. Ma non dovrebbe cancellare il ricordo di quelle che, comunque, sono state imprese.

E non dovrebbero cancellare il nome di un atleta che nell’impasto tra bene e male, di cui l’uomo è inevitabilmente fatto, ha esagerato un po’ col misurino del male. Ha vinto molto, ha perso di più, ma è esistito. È stato un “cattivo”. Ma è stato, comunque, un grande.

Il lieto fine

Con Lance Armstrong siamo in America, e in America è giusto aspettarsi un lieto fine.

Armstrong, oggi
Armstrong, oggi: l’atleta più pagato del mondo | Boomerissimo.it

Il finale (almeno per ora) di Armstrong ha lasciato sbalorditi anche noi. Oggi, nel 2023, Lance Armstrong risulta per la rivista “People with Money” l’atleta più pagato al mondo. Oggi, che ha smesso di correre da un pezzo, che la sua bacheca di medaglie e coppe è stata fusa e maledetta per l’eternità.

Oggi, Lance Armstrong che ha guadagnato molto, e molto ha dovuto pagare in danni e cause dei suoi ex datori di lavoro, è ancora lo “sportivo” più ricco del pianeta, grazie a un bernoccolo degli affari che pare essere notevolissimo. Probabilmente, grazie alla stessa feroce voglia di successo che ci ha mostrato in bicicletta. Stay tuned, perché con Armstrong non si sa mai.

Antonio Pintér

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