Milanese Giallo, dal 23 ottobre ogni venerdì su Boomerissimo: Milano 1975, una trattoria, un rullino da far sparire. Un occhio a Scerbanenco, l’altro per il riso in pentola.
C’è un mondo di tesori piccoli e grandi che abbiamo dimenticato, o che, anche se non lo abbiamo fatto, conviene tenere a mente. Sta negli angoli che la memorialistica e la cronaca hanno trascurato. Dalla storia alla cronaca, fino allo spettacolo, Boomerissimo usa il respiro che il tempo ci ha lasciato per scoprire, per divertirsi e per divertire chi è giovane da parecchio tempo, ricorda ancora certe cose ma forse non le ha viste per intero quando era il momento.

Lo facciamo ogni giorno. Oggi, con uno sforzo di tutta la redazione e con l’aiuto del nostro nuovo acquisto, Victoria Jones, abbiamo deciso di fare qualcosa di più: rivivere insieme un tempo, le sue atmosfere, un mondo che conserva un fascino anche per chi non c’era. Per chi non ha vissuto l’epopea della TV in bianco e nero, dei banditi per strada, del sesso su carta e al cinema che invadeva le nostre vite e a volte le rendeva dannatamente interessanti. Siamo rientrati in quel mondo, in quegli alberghi, in quelle trattorie, in quelle città grigie ma piene di vita. E vogliamo riportarvelo. Da venerdì 23 ottobre, ogni venerdì, Boomerissimo ospiterà un capitolo di “Milanese Giallo”. Un giallo a puntate, un’immersione nella Milano del 1975. Sappiamo come comincia, in buona parte l’abbiamo già progettato, ci siamo dentro fino al collo. Ma non siamo del tutto certi che andrà come avevamo previsto. È questo il bello. Ogni settimana, per voi, una portata di “Milanese Giallo”, il romanzo a puntate di Boomerissimo e della vostra vita, che l’abbiate vissuta con noi o no. Iscrivetevi alla mailing list, seguiteci, fate tutto quello che le meraviglie di oggi permettono per rientrare mani e piedi nel mondo di ieri. In contemporanea, ogni venerdì, anche in inglese su Boomerissimo Substack.
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MILANESE GIALLO (Bloody Risotto)
Milano, 1975. Ricky Rota ha lasciato i fotoromanzi e il porno di carta per una trattoria in via Sammartini, a due passi dalla Stazione Centrale. Formica, neon, ferrovieri, un risotto al giorno. Una vita che si è scelto perché nessuno gli dica cosa fare.
Poi squilla il telefono. Un vecchio amico, troppo in alto per sporcarsi le mani, gli chiede un favore: c’è un rullino da far sparire prima che lo trovi la polizia. Non è un crimine, dice. Solo problemi. Ricky dice di no. Poi dice di sì.
Da quel momento i morti gli arrivano addosso. Un monolocale vuoto a Porta Venezia. Una direttrice che non paga e non spiega. Un editore che deve parlargli, ma non al telefono e non a casa. E il commissario Caputo, che lo conosce dai tempi del buoncostume e non ha nessuna intenzione di lasciarlo in pace.
Ricky non vuole tornare in quel mondo. Il mondo, però, è già sulla porta della trattoria.
Un giallo asciutto, grigio, senza redenzione. Un occhio a Scerbanenco, l’altro per il riso in pentola.


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