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Ida Lupino

Ida Lupino, la diva che disse no: punizione a Hollywood

Da “nuova Jean Harlow” a regista di film che nessuno studio voleva produrre: come Ida Lupino trasformò una punizione di Hollywood nella sua carriera più importante.

Ci sono no che fanno crescere e altri che devi dire ma che ti distruggono la vita. La vita di Ida Lupino è un paradosso. Un incrocio tra due risultati completamente opposti, ma in qualche modo entrambi veri. E non occorre essere stati divi di Hollywood per sentire nella propria vita e nella propria biografia, per quanto minore l’eco di questo dilemma.

Il grande no di Ida

Il momento centrale di questa storia, anzi delle due storie di Ida Lupino sembra un pezzo di noir hollywoodiano. Un ufficio con le veneziane socchiuse, un faldone sulla scrivania. E dietro il legno massiccio, un dirigente che non alza mai il tono perché non ne ha bisogno. Le porge il copione per la terza volta. Lei lo ha già letto due volte, ha già detto no due volte. Lo dice ancora. La porta si chiude in silenzio  e non ci sono tragedie, né urla.

Ida Lupino
Ida Lupino – Boomerissimo.it®

Arriva soltanto la punizione, che alla Warner si chiama sospensione, e funziona come un digiuno forzato: niente ruoli, niente stipendio, niente di niente, finché la ribelle non impara la lezione. Una lezione che Ida Lupino, invece, ha intenzione di rigettare del tutto.  Passa dall’altra parte della macchina da presa. Due anni dopo è sul set di The Hitch-Hiker. La prima donna a dirigere un film noir nella Hollywood classica, un thriller duro su due uomini in ostaggio, nessuna concessione al glamour che l’aveva resa famosa. La lezione, adesso, comincia a impartirla lei.

Ida Lupino
Ida Lupino con Humprey Bogart – Boomrissimo.it®

La “English Jean Harlow” che non voleva esserlo

Lupino arriva a Hollywood con un’etichetta già cucita addosso: bionda, inglese, sensuale, la risposta della Paramount prima e della Warner poi a Jean Harlow. Il tipo di ruolo che ti costruisce una carriera veloce, e poi la seppellisce. In un colpo solo. Lei accetta per un po’. Poi capisce, e comincia a rifiutare.

Ida Lupino
Ida Lupino regista – Boomrissimo.it®

Non i ruoli difficili — quelli, semmai, li cerca. Rifiuta i ruoli leggeri, decorativi, quelli che allo studio interessano di più, perché vendono i biglietti. La Warner la punisce, nella carriera e nel portafoglio, con una sanzione durissima.  Lupino, la diva che non può recitare, comincia a studiare. Passa il tempo della sospensione sui set — non recitando, osservando. Guarda come si monta una scena, come si dirige un attore, come si costruisce la tensione narrativa. Comincia a rubare il mestiere che hanno deciso di negarle. Nel 1949 co-fonda una casa di produzione indipendente, la Emerald Productions (poi The Filmakers), e comincia a scrivere, produrre, dirigere. Sceglie i soggetti che nessuno studio vuole toccare: una gravidanza fuori dal matrimonio (Not Wanted, 1949), la bigamia (The Bigamist, 1953), e nel 1953 il suo capolavoro, The Hitch-Hiker — l’unico noir classico diretto da una donna, un film girato con budget minuscolo e tensione da manuale. Non si definisce femminista. Anzi, lo nega esplicitamente in interviste dell’epoca. Conta quello che fa, comunque lo si voglia chiamare: mentre gli studios la sospendono per insubordinazione, lei costruisce, da sola, una delle prime carriere autoriali femminili del cinema americano.

Dimenticata da Hollywood, non da noi

Qui a Boomerissimo.it siamo abituati a non scegliere la via più breve, né la più semplice. Cerchiamo gioielli e storie memorabili in quello che il resto del mondo ha dimenticato, ma che qualche testa pensante di buona memoria ricorda ancora. Ida Lupino è una di queste storie. ha fatto la cosa sbagliata al momento sbagliato. Dirigere film indipendenti a basso budget su temi tabù, negli anni ’50, non era la via più rettilinea per creare una leggenda. Esclusione, emarginazione, per scelta sono col tempo, molto tempo, diventati culto. E non importa se i grandi studios la classificano come “difficile”, se la critica dell’epoca, abituata a vederla come diva, non sa bene dove metterla come regista. E se persino il cinema d’autore, quando finalmente è arrivato a riconoscere i suoi meriti, lo ha fatto decenni dopo, con un ritardo che ha il sapore dell’ingiustizia. La sua vita privata è stata turbolenta quanto la sua carriera: tanti matrimoni, tra cui quello con l’attore Howard Duff, problemi di salute fin da giovane. Gli ultimi anni quasi nascosta, ma con l’umorismo tagliente di chi ha smesso da tempo di dover piacere a qualcuno. Sul set, secondo diversi colleghi, dirigeva con un piglio pratico e diretto — poca retorica, molta decisione — lo stesso registro, viene da pensare, con cui rispondeva ai copioni che non voleva fare. Ida Lupino è rimasta un nome che solo i cinefili conoscono. Il suo capolavoro, The Hitch-Hiker, è conservato nel National Film Registry. La sua carriera da regista viene citata sempre più spesso nei discorsi su donne dietro la macchina da presa — ma il nome resta, per i più, uno sconosciuto.

Ida Lupino disse “NO” – Boomerissimo.it®

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Antonio Pintér – Boomerissimo.it

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