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Landru

Landru, il caso del secolo: tante vittime, nessuna prova

Un piccolo borghese parigino diventato il più celebre caso criminale della Francia, un uomo il cui nome è diventato sinonimo di assassino

Certe parole si pronunciano senza avere esatta cognizione del loro significato. Quando da piccola ascoltavo i grandi associare una persona al nome Barbablu o Landru, sapevo che dovevo avere paura, ma non sapevo perché.

Landru
Il Barbablu di Gambais – Boomerissimo.it

Qualche anno più tardi mi si è squarciato parzialmente il velo. Guardavo il film Totò e le donne in cui Totò, appunto, veniva bullizzato dalle donne di casa, moglie, figlia e fantesca. E’ un film del 1952, niente di strano che gli stereotipi di genere fossero ancora radicati. 

Nel tentativo di sottrarsi alle vessazioni continue e salvaguardare la sua sanità mentale, il cav. Filippo Scaparro si rifugiava in soffitta, in una salutare solitudine. Lì,infrangendo la quarta parete, esortava gli uomini alla resistenza con queste parole: «Uomini di genere maschile! Contro il logorio della donna moderna, soffittizzatevi.”

Irresistibile Totò – Boomerissimo.it

Nume tutelare del suo rifugio, debitamente incorniciato, era un uomo calvo, con folte sopracciglia, barba e baffi: Henri Désiré Landru.

Il Barbablu di Gambais

Henri Désiré Landru nacque a Parigi nel 1869 da una famiglia povera: il padre Julian Alexandre Silvain Landru era un pompiere e la madre Flora Henriquel lavorava come sarta e lavandaia. I suoi erano devoti e il giovane Henri frequentò la scuola cattolica nell’Île Saint-Louis, divenendo anche diacono. Ebbe un’infanzia tutto sommato serena. Henri era un bambino tranquillo e ben educato, bravo a scuola e portato per la matematica. Perizia che gli venne buona in seguito.

La moglie di Landru
Il matrimonio di Landru (screenshot YouTube)- Boomerissimo.it

A circa vent’anni cominciò a frequentare una lontana parente, forse figlia di un cugino o di una cugina, Marie-Catherine Rémy. Le cronache la descrivono come una bellissima donna. Ma la loro conoscenza fu da subito viziata dalla menzogna. Henri si presentò come “un tecnico che stava ultimando la pratica in architettura”, mostrando quella tendenza all’inganno che avrebbe poi messo a frutto. La relazione si interruppe quando Landru fu richiamato a svolgere il servizio militare obbligatorio, che allora durava tre anni. Purtroppo, la ragazza rimase incinta prima della partenza dell’innamorato.

Come volevano le consuetudini, urgeva matrimonio riparatore, che fu celebrato immediatamente dopo il congedo di Landru. 

I due ebbero quattro figli.  La pressione economica era enorme per la giovane famiglia. L’uomo cambiò ben quindici lavori prima di darsi sistematicamente alle truffe.

Gli omicidi

La sua carriera criminale iniziò per necessità economiche. La prima truffa che mise in atto fu una campagna pubblicitaria per vendere biciclette. Peccato che le biciclette non esistessero. Landru intascava gli anticipi dai clienti per poi sparire. Questo schema fraudolento lo portò a numerosi arresti e condanne per truffa tra il 1900 e il 1914.

Landru
La prima truffa (screenshot YouTube)- Boomerissimo.it

Nel 1906, dopo un tentativo di suicidio in carcere, alcuni psichiatri lo dichiararono malato di mente. Proprio durante uno dei suoi soggiorni in prigione il truffatore perfezionò la strategia che lo avrebbe reso famoso. Landru, con notevole intuito sociologico, escogitò un sistema per sfruttare il contesto della Prima Guerra Mondiale. La guerra aveva lasciato migliaia di vedove di ogni età e condizione economica, molte delle quali cercavano un nuovo amore attraverso gli annunci sui giornali, il Tinder di inizio secolo scorso. Il suo piano era metodico e cinico: pubblicava annunci generici come “Signore serio desidera sposare vedova o donna incompresa tra i 35 e i 45 anni” per poi alzare il tiro inserendo anche il reddito della persona con cui desiderava entrare in contatto. Utilizzava sempre identità false, presentandosi di volta in volta come Dupont, Petit, Fremyet, o Guillet. Fingeva anche di avere una ferita di guerra per suscitare compassione.

Landru – Boomerissimo.it

Il suo fascino non risiedeva nell’aspetto fisico. Era un uomo piccolo, esile, con sopracciglia folte, occhi grandi e una caratteristica barba rossiccia, ma, come spesso accade con gli assassini seriali, era un abile manipolatore, confidava nella sua eloquenza, nei modi raffinati e nella capacità di fingere una certa agiatezza economica. Attirava le vittime simulando di avere una invidiabile posizione e facendo loro intravedere un probabile matrimonio.

Le vittime e la cattura

Landru è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio di undici persone. La prima vittima fu Jeanne-Marie Cuchet, una vedova di trentanove anni, scomparsa insieme al figlio André nel gennaio 1915. Le altre vittime del 1915 furono Thérèse Laborde-Line, Marie-Angélique Guillin, Berthe-Anna Héon e Anne Collomb. Nel 1916 scomparvero Andrée-Anne Babelay, di soli 19 anni, e Célestine Buisson. Le ultime vittime furono Louise-Joséphine Jaume, Anne-Marie Pascal e, nel gennaio 1919, Marie-Thérèse Marchadier, vedova e proprietaria di una pensione.

le vittime di Landru
Alcune delle vittime in un giornale dell’epoca (screenshot YouTube)- Boomerissimo.it

Era un uomo metodico. Dopo aver conquistato la fiducia delle donne, le convinceva a firmare una procura con cui si impossessava dei loro conti bancari. Successivamente le invitava nella sua villa isolata affittata a Gambais. Lì, presumibilmente, le strangolava dopo averle stordite con sonniferi. Il lavoro, però, non era ancora terminato. Ne smembrava i corpi e li bruciava nel forno della cucina, spargendo poi le ceneri nei campi. Ma l’imprevisto era dietro l’angolo.

Marie Lacoste, preoccupata per la scomparsa della sorella, Célestine Buisson, contattò il sindaco di Gambais, il quale, non avendo notizie di prima mano le suggerì di mettersi in contatto con Victorine Pellat, che aveva fatto la stessa richiesta per Anna Collomb. Le due donne si incontrarono e confrontarono le informazioni, realizzando che entrambe le sorelle erano scomparse dopo aver avuto a che fare con un uomo che usava diversi pseudonimi ma la cui descrizione fisica corrispondeva a quella di Landru.

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In modo assolutamente fortuito, Landru fu riconosciuto da una testimone a Parigi mentre faceva acquisti in Rue de Rivoli. La signora avvisò Marie Lacoste che a sua volta avvisò la polizia. I gendarmi risalirono facilmente al suo indirizzo: 76 Rue de Rochechouart, Montmartre. La polizia lo arrestò nel suo appartamento mentre si trovava con la giovane amante Fernande Segret, di appena 24 anni.

I corpi mancanti

Durante le perquisizioni, la polizia trovò un quaderno dove Landru annotava con precisione contabile i suoi contatti e i relativi  profitti, meglio di un foglio excel. Nel taccuino erano registrati i nomi di 283 donne con cui aveva avuto corrispondenza, 72 delle quali non furono mai rintracciate. A Gambais, i vicini avevano più volte segnalato alle autorità l’odore acre emanato dal fumo che usciva dal camino anche in periodi in cui il riscaldamento non era necessario.

La stufa dove inceneriva i resti – Boomerissimo.it

Nella villa furono rinvenuti oggetti personali delle vittime: la fibbia di un reggiseno, una parrucca, una dentiera. Ma soprattutto, tra l’interno della stufa e il giardino furono trovati circa cento chili di cenere, una quantità spropositata per il normale uso domestico. I periti conclusero che Landru poteva aver incenerito in quella stufa proprio i corpi delle malcapitate.

Il processo e la condanna

Il processo ebbe un’enorme eco mediatica. Molte celebrità non seppero sottrarsi al processo del secolo, tra cui Colette e Maurice Chevalier. L’assassino era difeso da Vincent de Moro-Giafferri, uno dei più celebri avvocati di Francia, che costruì la sua strategia sull’assenza dei corpi delle vittime. Si trattò di un processo sostanzialmente indiziario.

La macabra reliquia – Boomerissimo.it

Landru si professò innocente. Più volte in aula chiese che gli venissero mostrati i cadaveri o almeno quanto ne rimaneva. La corte decise per la colpevolezza e fu condannato a morte. La grazia gli fu rifiutata.

La ghigliottina fu allestita nel cortile della prigione di Saint-Pierre a Versailles. Tra i giornalisti presenti c’era anche Pietro Nenni per l’Avanti! Nenni scrisse:

“Landru è di fronte alla ghigliottina. Nella chiara luce del mattino, la sua figura tozza si disegna nitidamente. Il volto è bianco come la camicia. Gli occhi – che la leggenda vuole che avessero un potere magnetico – sono straordinariamente spalancati. La testa è eretta. Un attimo appena di esitazione, e poi gli aiutanti lo sospingono sulla bascule. Il corpo cade pesantemente in avanti. Deibler fa scattare la macchina e, con un rumore sordo, la lunette cade sul collo di Landru. Uno spruzzo di sangue. E’ finita.”

Dopo l’esecuzione, la testa mozzata di Landru fu raccolta e mummificata, come macabro souvenir. Oggi è possibile “ammirarla” al Museum of Death di Hollywood. Sempre che ci sia qualcosa da ammirare.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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