Una delle scene più esilaranti del cinema di Renato Pozzetto vede un lancio di monetina decisivo, quando occorre scegliere tra amore e avventura… Chi si ricorda se è stato davvero il caso a scegliere?

È arrivato mio fratello è un film italiano (del 1985) relativo alle peripezie che il pacifico e remissivo insegnante Ovidio Ceciotti (interpretato da Renato Pozzetto) si trova a dover affrontare a causa dell’ospitalità da egli offerta a suo fratello gemello Raffaele Ceciotti alias Raf Benson (anch’egli interpretato da Pozzetto), un musicista di piano bar con parecchi precedenti penali.
I due fratelli si accomiatano
Risolti tutti i guai anche grazie allo stesso Ovidio, che si finge Raffaele/Raf facendogli guadagnare un ingaggio presso il locale notturno The dunes di Las Vegas, i due fratelli si separano: Raffaele parte per gli Stati Uniti (iniziando una nuova vita), mentre Ovidio convola a nozze con Lidia Cairoli (sua fidanzata da tempo immemore).
Ma Ovidio… Tuttavia, una volta giunti all’aeroporto e ormai prossimi a imbarcarsi per il viaggio di nozze, Ovidio sente casualmente l’annuncio della partenza di un volo (il 204 della TWA) per Las Vegas, al che è combattuto tra il raggiungere il fratello e il partire per la luna di miele: affida, dunque, la scelta al “testa o croce”, salvo poi decidere in prima persona andando contro quanto scaturito dal lancio della monetina.
«Las Vegas… Las Vegas… Testa vado, croce rimango. Croce! Vado lo stesso».
–Ovidio Ceciotti, “Testa o Croce” (1985)
Sorte o non sorte? Il comportamento adottato da Ovidio Ceciotti è un esempio di come a volte si finga di affidarsi al caso mentre in realtà si agisca (giustamente) in autonomia oppure si vada contro quanto deciso dalla sorte, prendendosi delle responsabilità e accettando eventuali conseguenze negative: tutto, infatti, ha comunque una componente aleatoria e ogni scelta consiste sostanzialmente in una scommessa.
Giuseppe Livraghi – Copyright Boomerissimo.it


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