Quando l’estate arriva, la televisione va in vacanza, ma è il momento migliore per apprezzarle delle “perle”.
Estate, televisione mia non ti conosco. Se non si è ben corazzati con qualche piattaforma streaming, l’estate è il momento in cui più ti senti frodato dall’assurdità di pagare il canone televisivo.

Oddio, l’assurda gabella è oltremodo odiosa quando programmi che dovrebbero intrattenere invece di svolgere la loro funzione fanno nell’ordine: 1) incavolare, 2) irritare, 3) addormentare.
Non si capisce perché non si riesca a trovare una qualsiasi forma di intrattenimento alternativa al classico contenitore televisivo, o conduttori che abbiano fatto le scuole dell’obbligo invece che passare per isole, grandi fratelli e/o similari.
Resta il fatto che la televisione ha davvero ben poco da offrire al sofferente telespettatore, che è già nervoso per non essere in ferie, oltre che accaldato e appiccicaticcio per il clima subtropicale.
Repliche
I mesi caldi sono il regno delle repliche o dei “il meglio di…”. Meglio di cosa non si sa, perché certi programmi non solo non hanno un meglio, ma neanche una mediocre sufficienza.
Una volta l’estate era il regno dei Festivalbar o delle serate di Saint Vincent, in cui cantanti famosi si affrontavano per lo scettro della classifica estiva. Ora nessuno ha più voglia di mettersi in competizione (come cantavano i Rokes, Bisogna saper perdere) e le uniche canzoni che capita di ascoltare con il solleone sono i tormentoni di qualche scappato di casa che mette insieme qualche facile rima.
L’unica trasmissione della tv generalista che valga la pena di vedere in questo periodo, sia pure per puro intento di ricerca sociologica e storiografica e Techetechete.
Con il mio compagno di merende, il buon Antonio Pintér, spesso ci scambiamo impressioni su questo o quel cantante, rivalutandone alcuni e inevitabilmente affossarne altri.
Capita di sovente che a presentare i personaggi ci sia l’inossidabile e duraturo Pippo Baudo che per un lunghissimo momento ha monopolizzato i programmi della RAI. Baudo conduceva in un modo molto “energico”, aveva sicuramente in mano la situazione. Mi ricorda un po’ il relatore della mia tesi all’università, che in sede di discussione mi fece una domanda rivelandomi che del mio sforzo letterario non aveva letto neanche una riga.
Probabilmente Baudo aveva dei bigini sui vari personaggi, perché è impossibile che conoscesse tutto di tutti. Di tanto in tanto incorreva in delirio di onniscienza. Ed è così che mi è tornato in mente un personaggio che incarna in pieno l’eccesso di trash degli anni Ottanta (che non erano sempre belli), Jose Luis Moreno e l’orrido pupazzo Rockfeller.
Rockfeller
Ci sono cose inspiegabili, come il successo di Jose Luis Moreno. Ancora più aberrante è che il suo approdo in terra italica lo dobbiamo ad una che brava lo era, Raffaella Carrà. La Carrà, di casa in Spagna, notò il personaggio e forte del successo ispanico pensò di farlo approdare a Pronto Raffaella. Da lì a Pippo Baudo il passo fu breve. Con Baudo fu presente in tutto il cucuzzaro: Domenica in, Sanremo, Dopofestival.

Nonostante fosse nipote d’arte, Moreno non era gran che come ventriloquo. In molti notavano la posizione tattica della mano posizionata sul microfono per evitare che si vedesse il movimento delle labbra. Ma a parte la non certo cristallina perizia nell’arte del ventriloquio, era il pupazzo che animava ad essere detestabile: un corvaccio in tuxedo, Rockfeller (o Rockefeller? Mai capito). Non ho nulla contro i corvi che tra l’altro sono esseri estremamente intelligenti, ma Rockfeller era odioso e volgare. Animato con pessime battute ed una mossa oscena, non ho mai compreso perché piacesse tanto. Eppure all’epoca incise dischi ed imperversava con un merchandising orrendo quanto lui.
Passato (deo gratias) il momento d’oro in Italia, Moreno migrò verso lidi non ancora battuti, in Sudamerica. Tornò poi nella natia Spagna dove fondò una casa di produzione.
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Deciso a dimenticare il periodo ventriloquo, nelle interviste Moreno evitava categoricamente qualsiasi domanda sull’argomento.
Qualche anno fa Moreno è stato arrestato, secondo La Vanguardia, con l’accusa di aver guidato un’organizzazione criminale legata al traffico internazionale di droga. Tramite l’organizzazione, secondo l’accusa, avrebbe riciclato i suoi profitti, non prima di essere stato incluso tra i maggiori debitori fiscali del paese. Fu poi rilasciato su cauzione di oltre due milioni di euro.
Pare che al momento, come afferma l’Huffington Post, stia tentando di vendere la nuda proprietà della sua villa a Boadilla del Monte, la somma richiesta per la vendita sarebbe di 8,5 milioni di euro. La liquidità gli servirebbe per ripianare le sue finanze. La casa fa da sfondo ai video dell’ex ventriloquo su una nota piattaforma social su cui conta milioni di follower. Prendetevi questo…
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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