E’ stata la prima guerra scoppiata in diretta tv, a favore di telegiornali ed inviati di tutto il mondo, per il “piacere” dei network.
Calma e mettetevi tranquilli. Non si tratta di una disamina geopolitica delle cause che hanno portato alla prima guerra del golfo, non una lista di buoni e cattivi con relative argomentazioni in merito.

Boomerissimo non ha la volontร e tantomeno la pretesa di inerpicarsi su terreni sassosi e scivolosi come la politica internazionale. Non รจ il nostro campo. Per scelta abbiamo deciso di essere apolitici, apartitici e “anfami”, come recitava Antonello Fassari di Avanziana memoria.
Desert storm
Per l’uomo medio europeo fu piรน che altro oggetto di discussione. I luoghi in cui i fatti avvenivano erano distanti, non solo geograficamente, ma anche sentimentalmente. Erano paesi in cui pochi di noi erano andati o avrebbero voluto andare, oscuri e sconosciuti. “Il Kuwait… e dove si trova?” Era la domanda che mi faceva mia madre.
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Fosse successo qualcosa in Francia, Olanda, Usa lo avremmo sentito come un colpo se non al cuore, ma comunque prossimo a qualche organo vitale. E’ triste da dire, ma รจ cosรฌ. Non tutti i luoghi vengono percepiti nello stesso modo.
Noi all’epoca fummo colpiti non tanto dalla notizia dell’attacco, ma dal rumore che fece Emilio Fede, gonfio e tronfio di aver dato l’annuncio all’italico pubblico per primo dell’inizio delle ostilitร .

E poi c’era Striscia la notizia, con le conferenze stampa del generale Schwarzkopf, gigantesco comandante dell’operazione, introdotto da “bidon, bidon” a parafrasare Oliver Hardy. Il politicamente corretto era di lร da venire se la moglie di George Bush padre veniva apostrofata dal telegiornale satirico di Canale 5 con il delicato appellativo di “vecchia babbiona”. Ma i tempi cambiano, questa volta in meglio.
Poi ci sono stati gli eroi italiani Cocciolone e Bellini abbattuti dalla contraerea irachena e tenuti prigionieri per 47 giorni.
Grande era la confusione sotto il cielo, si capiva poco del perchรฉ, del come, del chi contro chi e ad oggi sappiamo che i fumogeni erano voluti.
Stuart Lockwood
Facciamo un passo indietro. Qualche mese prima che l’operazione Desert Storm iniziasse, Saddam Hussein invase il Kuwait. Aveva bisogno dei pozzi petroliferi del ricchissimo paese.

Gli stranieri presenti su suolo kuwaitiano furono presi in ostaggio. L’idea di Saddam รจ quella di usarli come scudi umani a difesa dei probabili obiettivi.
Come racconta il Guardian, Tra di loro c’era Stuart Lockwood. All’epoca aveva cinque anni e suo padre lavorava per una industria petrolifera in Kuwait. Quando gli iracheni invasero il paese le famiglie vennero separate. Per molti giorni Stuart seppe nulla del destino di suo padre.
Furono poi trasferiti tutti a Baghdad. E fu qui che Stuart Lockwood divenne un simbolo.
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Nella capitale irachena vennero portati al cospetto di Saddam. L’idea del rais era quella di mostrare al pubblico televisivo mondiale quanto magnanimo fosse. Tra tutti quei bambini, il dittatore fece cenno proprio a lui di avvicinarsi. Il padre gli stringeva forte la spalla per impedirgli di muoversi, ma le guardie urlavano.
Fu cosรฌ che Stuart si avvicinรฒ a quell’uomo. Gli vennero rivolte domande che volevano rassicurare chi avrebbe visto il video sulla qualitร del trattamento riservato agli ostaggi: โDid you have milk with your breakfast?โ Poi Saddam tentรฒ, in un delirio di buona comunicazione, di far sedere Stuart sulle sue ginocchia. Il bambino fece l’impensabile, con l’espressione terrorizzata, incrociรฒ le braccia e si ritrasse all’istante.
Qualche settimana dopo fu rilasciato con la mamma grazie anche all’intervento del rev. Jesse Jackson e oggi insegna educazione fisica ai bambini.
Qualcuno disse che fu l’espressione di Stuart a convincere l’opinione pubblica ad essere favorevole all’intervento armato in Iraq. Noi non lo crediamo affatto.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it


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