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Tina basta il nome

Tina. E basta il nome

Inattesa, come una fitta intercostale. Quel giorno arrivò la notizia. Tina era uscita di scena.

Quando è arrivata la notizia, il mio “compare” in questa avventura di Boomerissimo, mi ha chiesto di scrivere qualcosa, sapendo della mia ammirazione per lei. “Scrivile una lettera”, ha aggiunto. Gli ho risposto “Ci penso”. L’idea mi ha spaventato. 

Tina basta il nome
Tina Turner – Boomerissimo.it

Gli elogi funebri non sono il mio forte. Non sono donna di facili lacrime o di parole intense e sentite. In più oggi il fiore fiore dei giornalisti si occuperà di scrivere qualcosa di sommamente vero e circostanziato. C’è chi narrerà aneddoti personali su incontri con lei.  Io ho nulla.

Un giorno vuoto

Sin da subito, alla notizia della sua morte, su giornali on line e social sono comparsi messaggi di cordoglio: “R.I.P., Che la terra ti sia lieve, Ora sei lassù a cantare” e altri di questo tenore.

Tina sulla Torre Eiffel photo by Peter Lindbergh – Boomerissimo.it

Io non posso e non voglio. Non posso perché sono convinta che la terra sia lieve a nessuno e poco credo che esista un luogo dove ci ritroveremo tutti.

Ho trovato invece su Facebook un commento che risponde a quello che ho provato e provo pensando all’artista che non c’è più: “Eterna. E noi sempre più orfani”.

Orfani di Tina

Così mi sento da quella sera. Percepisco il senso di una mancanza. Mi manca e mi mancherà sempre di più man mano che il tempo passa l’artista, la voce inconfondibile, l’energia, la forza e la resistenza agli attacchi della vita.

E’ diventata una star in un’età in cui le altre, quelle normali, cominciano il declino. Facendo un percorso atipico, lasciare gli Stati Uniti per vivere in Europa.

Tina Basta il nome
Il sorriso di Tina -Boomerissimo.it

Tempo fa mi è capitato di vedere un’intervista di qualche anno fa in cui spiegava la sua scelta. Negli Stati Uniti era una star, ma non del livello di Madonna (allora), mentre l’Europa l’aveva accolta come “the best”. E poi in Europa viveva il suo boyfriend, l’uomo che sarebbe diventato suo marito, quello vero, non Ike. Ma negli USA continuava a pagare le tasse, come ci tenne a precisare.

Diretta, senza giri di parole, senza ungere l’audience, del resto, una che aveva lasciato il marito di notte con solo qualche centesimo in tasca non aveva paura di dire quello che pensava. 

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Ed in Europa aveva sposato il suo boyfriend, Erwin Bach,  indossando un fantasmagorico abito verde creato per lei da Armani. Verde, non di certo bianco, colore con cui fece vestire le sue damigelle, non rosso perché sarebbe stato banale, ma di un colore difficile, come recita l’adagio “chi di verde si veste, di sua beltà troppo si fida”. E lei si fidava della sua bellezza, una bellezza non solo estetica ma di persona, costruita nel tempo e lottando. 

Tina Turner basta il nome
Inarrestabile Tina – Boomerissimo.it

Aveva un sorriso aperto e ipnotico. Rideva con tutta sé stessa, forse felice di quella seconda parte luminosa della sua vita. Vita che però aveva deciso di darle un ultimo colpo, il suicidio del figlio, qualche anno fa. 

Forse anche io ho un ricordo da condividere, un ricordo in comune con milioni di persone. 

Si tratta del video di What’s love got to do with it. Tina che cammina per New York, tacchi a spillo, tubino nero di pelle, giacca di jeans. Non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso. Il modo di camminare che era già ballare, il modo di guardare in camera come se stesse parlando a te. Finalmente vedevo una donna, una con le gambe forti e muscolose, perfetta nella sua imperfezione, miracolosa nella sua voce roca e graffiante come un ruggito forte della sua voglia di vivere.

Forza che ho sempre invidiato di quella invidia buona, che ti spinge a volerle rubare, anche a distanza, un briciolo della potenza che era.

Lei non c’è più, è un dato di fatto, nudo e crudo. E non sentirà più il boato del pubblico ai suoi concerti, non ipnotizzerà più nessuno con la sua voce e il suo corpo. 

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Ma noi, noi che abbiamo avuto la ventura, la fortuna, di condividere un momento del suo tempo sulla terra, ringrazieremo sempre che sia avvenuto e moriremo di nostalgia ogni volta che la rivedremo in qualche video. Il ricordo, quello sì ci resta, cristallizzato nel suo momento migliore.

Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it®

Rispondi

Comments (

1

)

  1. endorsum

    già…

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