Ray Charles è stato un gigante. Ben prima che l’inclusività fosse un valore, il musicista ha dimostrato di poter vivere la vita esattamente come voleva. Ma che riuscisse anche a polverizzare uno come Willie Nelson non ce lo saremmo mai aspettato.
Gigante. Lo era davvero. Un ragazzino nero nato nel 1930, diventato cieco da bambino aveva il destino contro, ma se siamo qui a parlarne significa che il fato non ha vinto.

La storia del fato o destino che dir si voglia l’ho sempre considerata un modo per arrendersi. Intendiamoci, non tutti sono destinati a diventare Ray Charles, ma l’idea che ci si debba arrendere davanti alle difficoltà mi appartiene poco. Diverso è quando si decide che “ok, basta, va bene così, mi sta bene quello che sono e non ho voglia di dannarmi per essere qualcosa di diverso”, questa è una scelta consapevole. Onesto e accettabile. Grande, anzi, direi.
Ma nel caso di Ray Charles è tutto fuori misura, l’uomo e l’artista.
Georgia on my mind
Era nato in Georgia, sì, ad Albany, ma la sua famiglia si trasferì quando lui era ancora molto piccolo in Florida. Ed è proprio qui che Ray assistette alla morte di suo fratello minore, George. Da lì a poco Ray perde completamente la vista, pare per un glaucoma, ma un’altra storia racconta che il piccolo Ray contrasse un’infezione agli occhi dopo averli lavati con acqua saponata.
Fu quindi mandato in una scuola per sordo-ciechi dove imparò a leggere in braille e a suonare e comporre. Era un polistrumentista Charles, in grado di suonare il piano, l’organo, il sax, il clarinetto e la tromba.
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A sedici anni conobbe l’onnipresente Quincy Jones che fu suo amico e collaboratore sino alla fine. Ma riassumere in poche righe la carriera musicale di Charles, The Genius, lascia il tempo che trova.

Non aveva passione solo per la musica, ma combatteva per i diritti civili e le minoranze, come quando, nel 1961, rifiutò di esibirsi ad Augusta, nella sua Georgia, quando si rese conto che i posti a teatro erano ancora suddivisi “per razza”. Pagò la penale per la rescissione del contratto senza battere ciglio e non vi suonò mai più fino a quando la segregazione non fu abolita.
Lo “scontro” con Willie Nelson
Verso la fine degli anni Ottanta Ray ha avuto uno “scontro” con un altro grande della musica, Willie Nelson. Chitarrista di pregio e uno dei maggiori esponenti della musica country, Willie si trovava ad Austin, Texas, con Ray, con il quale doveva esibirsi.
Oltre alla musica, i due artisti condividevano la passione per gli scacchi. Ray aveva imparato a giocare da bambino e per farlo usava una sua particolare scacchiera, con i pezzi ovviamente non suddivisi in bianchi e neri, ma che avevano differenti altezze, ma lo stesso colore.
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Willie, prima di esibirsi, andò a salutare Ray nella sua stanza in hotel. La stanza era al buio e Charles lo invita a fare una partita a scacchi con la sua scacchiera adattata. Willie ne verrà fuori stracciato dopo aver perso tre partite di fila. Come racconta lui stesso, la partita successiva sarebbe stato meglio giocarla a luci accese.
Antonietta Terraglia


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