Oltre ad essere un maestro indiscusso di arti marziali, Bruce Lee è stato anche un esempio di stile ed eleganza. E’ passato dall’avere uno stile classico ad osare, anche nell’abbigliamento.
Su Bruce Lee artista marziale è difficile dire qualcosa che non sappia di già detto, con il suo stile personale Jeet-Kune-Do ha conquistato tantissimi ammiratori e seguaci, ma nello stesso tempo anche gli strali dei puristi delle arti marziali.

Ma Lee è un uomo a cavallo di due culture, orientale ed occidentale e, in qualche modo, risulta essere il punto di contatto di entrambe.
Uno stile classico, in principio…
Nato negli Stati Uniti da famiglia di Hong Kong, Lee non viene riconosciuto autoctono in nessuna delle due culture. Forse è questo ciò che lo spinge ad elaborare un suo stile personale, non solo nel combattimento, ma anche come personaggio, come modo di presentarsi al mondo.
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Bruce Lee è stato ed è un simbolo di stile, una sorta di Cary Grant dell’Oriente degli anni Sessanta. A lui si deve una ridefinizione dell’allure dell’uomo di origine asiatica.
Mai indossati da Lee i panni trasmessi dall’iconografia classica del cinese, camicia lunga e pantaloni ampi, l’artista marziale è un amante dello stile Ivy League (noi diremmo “college”). Ama le camicie button down indossate sui jeans con gli stivaletti chukka. I chukka sono stivaletti stringati derivati dai desert boots Clarks, già in voga tra le star del cinema degli anni Cinquanta fino al sopraggiungere del movimento Mod.
…per poi osare
Man mano che la sua fama aumenta, Bruce si sente forte e libero di sperimentare anche sul versante fashion. Del resto gli anni Sessanta e Settanta sono anni di grande cambiamento e rivoluzione anche sul versante dello stile. Uno dei migliori amici di Lee è Jay Sebring, l’hairstylist che ha cambiato l’idea del taglio di capelli maschile negli anni ’60, un uomo che può vantare tra i suoi clienti nomi come Sammy Davis jr. e Frank Sinatra.

Diventato una star Lee si da’ alla pazza gioia, tra pantaloni a zampa e attillati, colori fluo, colletti smisurati, stivaletti col tacco e ogni ben di dio. Con il suo fisico definito Lee può permettersi le giacche smilze di suede e le tutine aderenti come quella gialla bicolore celeberrima (e copiatissima) indossata nel film L’ultimo combattimento di Chen. Un vero e proprio oggetto del desiderio andato all’asta dieci anni fa e aggiudicata (pare) per centomila dollari. La tuta in questione presenta ancora una cerniera danneggiata durante un combattimento.
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Tra le scarpe che indossa sul set ci sono anche le Onitsuka Tiger, la misura pare sia un 7.5. Ma lo stile rimane immutato anche quando indossa il serafino (Henley shirt) per esigenze di copione sul set.
Ma ogni accessorio che indossa in quegli anni diventa un oggetto del desiderio. Come dimenticare i suoi occhiali da sole? In realtà Lee è costretto ad indossare occhiali da vista durante la sua infanzia ed adolescenza, che più tardi sostituirà con le lenti a contatto. Ma gli occhiali da sole che tutti noi abbiamo in mente ricordando l’attore sono i Persol Ratti 23/91. Non sono però una scelta originale dell’attore. In realtà li ha visti ed invidiati ai suoi amici di Hollywood, James Garner, Steve McQueen and James Coburn.
Anche in fatto di stile, Bruce Lee non aveva nulla di meno rispetto ai divi hollywodiani del suo tempo. In compenso, aveva molte armi in più. Se solo avesse avuto più tempo…
Antonietta Terraglia


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