Influenti, iconiche, affascinanti, sexy, uniche e vai di superlativi, bellissime, bravissime, ecc. ecc. Ma a guardarle bene, queste signorine di belle speranze ed ottime riuscite poco sarebbero se non ci fosse stata lei, prima, ad aprire la strada a tutte: Loredana Bertè.
L’appena concluso (deo gratias, ora pro nobis) Festival della canzone italiana tenutosi nella splendida cornice del teatro Ariston sito nella città dei fiori (ho detto tutto?) ci ha fornito una bella carrellata di interpreti femminili non solo della canzone, ma del mondo delle influencer.

In parte i due mondi collidono, anzi si intersecano, come un diagramma di Eulero-Venn. Non si tratta di due insiemi disgiunti, alcune cantanti sono anche potenti influencer. Rihanna, Beyoncè, JLo per citare alcune di respiro internazionale e per restare a casa nostra, Elodie.
La “mamma” di tutte
A chi si sono ispirate queste interpreti che con la loro arte e immagine (materia della scuola primaria) dettano legge e ispirano ragazzine in tutto il mondo? Noi un’idea precisa ce l’abbiamo. Sarà un discorso da boomer, ingrigiti nostalgici del tempo che fu o semplicemente quella sensazione di già visto data dall’esperienza?
E’ ovvio che la risposta non può venire da queste pagine, da questa tastiera, l’unica cosa che possiamo fare è mettere sulla lavagna gli indizi e lasciare a voi decidere.
Gli indizi
Loredana comincia dal Piper, leggendario locale romano, dove incontra Renato Fiacchini, che sarebbero poi divenuto Zero. Lei, sua sorella Mimì e Renato girano per Roma alla ricerca di una qualsiasi scrittura nel mondo dello spettacolo. Ricca della sua personalità, di un carisma e talento innato, Loredana balla, fa musical e si fa notare. E’ bellissima, affascinante, come si diceva allora, trasgressiva. A cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta la rivoluzione dei costumi è cominciata, ma non radicata. Il suo sex appeal (parola d’antan) le costa Canzonissima, lo show degli show, ma la RAI ha paura della sua presenza scenica, della sua sensualità non nascosta, ma rivendicata. Le verrà preferita una più rassicurane Mita Medici.
Ma niente può fermarla. A metà degli anni Settanta esce il suo primo album Streaking. Si tratta di un concept con al centro il sesso. Uno dei brani si conclude con la parola “ca§§o” e in più, nelle foto interne di copertina, Loredana appare completamente nuda. La RAI, allora bigotta e facile a scandalizzarsi davanti al corpo femminile esibito, inorridisce e fa ritirare l’album dal mercato. Incurante dello stigma, Loredana posa per Playboy.
Il grande successo arriva con Sei bellissima, dove la Bertè, con la sua voce graffiante e la potenza dell’interpretazione strega il pubblico. A star is born. Va di censura in censura, per i versi delle sue canzoni, per il suo modo di essere. E’ lei la prima a portare le sonorità reggae nell’Italia provinciale di fine anni Settanta. Nessuno poteva evitare di guardarla, con il suo broncio, i suoi nude look, il suo modo di camminare, ondeggiando, sinuosa tra gli sguardi rapiti di uomini che la bramavano e donne che volevano essere come lei. Nessuno stupore per i suoi amori, Adriano Panatta, Red Canzian, Bjorn Borg.
E un assaggio di quello che è stata Loredana Bertè è nel video che vi proponiamo, un video in cui canta una delle sue canzoni più belle, In alto mare, fasciata in un abito azzurro con due conchiglie sul seno, con il suo incedere unico. No, non era ancora il momento degli stylist, dei social media manager, delle sponsorizzazioni, dei filtri Instagram, tutto sarebbe successo da lì a poco. Ma è tutto già visto, tutto già fatto.
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E se il tempo non è stato gentile con un’artista che ha vissuto ogni stilla della sua vita, difficile, complessa, dolorosa, noi possiamo darle il merito di averlo fatto in modo assolutamente rock, non solo davanti ai riflettori.
Antonietta Terraglia


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