Non è un pezzo sulla loro musica, sulla loro arte o sull’impatto che hanno avuto sulle generazioni di musicisti che sulle loro note si sono formate. Proprio no. Non ne abbiamo la perizia e neanche siamo stati loro fan accaniti. Ma da anni, appoggiati alla finestra, li guardiamo lanciarsi stracci.
Tentare di scrivere un articolo sui Pink Floyd e sui loro componenti è un impresa improba. Tutto è stato scritto, ma davvero tutto e da ogni angolazione. Cosa ha detto lui, cosa ha risposto l’altro, cosa, secondo i benedetti bene informati, avrebbe pensato David, ma in realtà pensando altro, cosa avrebbe risposto Roger, ovviamente intendendo una cosa completamente diversa.

Una sorta di Beautiful del rock, in cui l’unica cosa che è stata risparmiata è la giostra di matrimoni tra consanguinei e affini.
C’eravamo tanto amati
La leggendaria band il cui nucleo originario risale al 1965, ha vissuto momenti dolorosi. Prima di tutto la malattia di Syd Barrett con il conseguente arrivo di David Gilmour e i successivi dissidi tra il leader storico Roger Waters e lo stesso Gilmour.

Dopo aver concepito alcuni degli album più rappresentativi del secolo scorso, i due artisti hanno maturato un contrasto insanabile che va avanti da decenni e con tutti i mezzi, prima, per ragioni storiche, solo stampa e radio e, ora, potenza della modernità, anche via social.
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La situazione è ormai senza ritorno, appare abbastanza evidente e, di certo, non ha bisogno di qualcuno che attizzi un fuoco che è già abbastanza vivace. Invece di rifugiarsi nella santa indifferenza, non dovendo dimostrare più alcun che, avendo prodotto musica che altri non avrebbero la forza neanche di pensare ed avendo raggiunto anche un’età venerabile, sono ancora lì a dirsene di tutti i colori
A fare da Diavolina accendifuoco ci si mettono anche le mogli, anzi la moglie di David Gilmour, Polly Samson. Giornalista e scrittrice è anche autrice di qualche canzone dell’ultimo Gilmour. Per approssimazione Mrs. Gilmour ci ricorda la moglie di un grande della nostra musica, Lucio Battisti, la signora Grazia Letizia Veronese.
The final cut
Ed è proprio lei a rinverdire la faida. In un suo post recentissimo su Twitter, ha commentato un’intervista di Waters al Berliner Zeitung in cui ha espresso le sue posizioni circa la guerra in Ucraina. Per essere precisi la signora ha usato queste parole: “Sadly @rogerwaters you are antisemitic to your rotten core. Also a Putin apologist and a lying, thieving, hypocritical, tax-avoiding, lip-synching,misogynistic, sick-with-envy, megalomaniac. Enough of your nonsense”, per la serie “nonglielamandoadire”.
Chi scrive non ha voglia di prendere parte ad una disputa incancrenita, nella certezza che i rispettivi fan si daranno battaglia su forum, pagine fb, gruppi di discussione rivangando episodi di un passato lontano. L’unica cosa che si può fare è ritirarsi in buon ordine e ascoltare un po’ di musica. Semplice common sense.
Antonietta Terraglia


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