E’ sempre divertente guardare come il passato immaginava il presente che viviamo ora, soprattutto dal lato fashion.
Fanno sorridere le serie tv di fantascienza di qualche anno fa. Con le conoscenze che abbiamo oggi, certe soluzioni “avveniristiche” sembrano giochi infantili, anche se qualche idea messa in campo allora si è poi concretizzata nel nostro futuro. Una per tutti, l’AI.

Ma nessuna intenzione di parlare di innovazioni tecnologiche poco divertenti. Molto più spassoso impiegare guardare ed esaminare i costumi, il fashion che immaginarono allora per i nostri tempi.
I costumi di Ufo SHADO
Nata da una storia scientifica incredibile e ambientata in anni Ottanta di là da venire ed inconsapevoli del trionfo delle spalline robocop e dei temuti hairstyling che giocavano tra il leonino e il terrificante mullet, i costumi della serie erano molto più vicini allo street style londinese di fine anni Sessanta.
Ad esempio, il comandante Straker (interpretato da Ed Bishop) indossava spesso con il suo completo con giacca e pantaloni attillati, non avrebbe sfigurato in qualche locale della swinging London.

Designer dei costumi per la serie è stata Sylvia Anderson, che era anche co-creatrice e produttrice dello show. In precedenza Sylvia aveva già lavorato per Gerry Anderson, creando i costumi per Thunderbirds, Captain Scarlet e Joe 90. In realtà il merito della creazione lo divideva con Keith Wilson. A Sylvia però spettava la scelta di tessuti e colori.
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Il diktat alla base del design di uniformi e costumi è che dovessero essere confortevoli e funzionali seppur futuristici. Erano realizzati in un tessuto grigio-azzurro e presentavano un distintivo bordo argentato.
I caschi indossati dagli operatori di SHADO sono stati progettati anch’essi per essere pratici, con una visiera trasparente che copriva l’intero volto.

Erano fatti di un materiale plastico leggero e progettati per garantire comfort anche durante utilizzi prolungati. In realtà alcuni dei costumi erano riciclati, in quanto già usati per un film del 1969, Doppelgänger, prodotto sempre da Gerry e Sylvia Anderson.
Le tute degli alieni
Le tute degli invasori dovevano essere minacciose. Erano in spandex rosso e nei primi episodi prevedevano come accessorio una rete di catene di ottone, come si può vedere nell’episodio “Survival”.

In seguito, la catena ha lasciato il posto a pannelli argentei. I caschi avevano la visiera che copriva interamente il volto. Anch’essi, come quelli dei “buoni” erano di plastica leggera per garantire comfort anche in caso di molte ore di utilizzo sul set. Pare che le tute o parte di esse, siano stati riutilizzate anche successivamente, non solo per altre produzioni televisive, ma anche per degli spot.
I costumi femminili
Le uniformi dell’equipaggio femminile di Moonbase erano anch’esse “metallizzate” e completate da parrucche viola.

Sylvia Anderson richiese che le parrucche fossero fatte in modo da evitare che si caricassero elettrostaticamente, per evitare eventuali mal di testa agli attori a causa della contemporanea presenza sul set di schermi ed altri elementi tecnologici.
Non c’è una spiegazione, invece, al fatto che le attrici avessero uniformi decisamente sensuali. Si può solo ipotizzare che fu una scelta strategica per attrarre il pubblico maschile…

Se qualcuno di voi si sta chiedendo se sia possibile ritrovare almeno qualcuno dei futuristici costumi, purtroppo non ci sono notizie in merito. Ma i fan della serie hanno realizzato repliche perfette da utilizzare per i loro raduni, repliche che si trovano anche in rete.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it®


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