La cancel culture l’ha messo nel mirino: con “Via col Vento” adesso rischiamo di perderci uno dei più grandi film di Hollywood di ogni tempo. Eppure il problema razziale non era sconosciuto agli autori, che lo combatterono con le armi che offriva il loro tempo.
Ogni epoca ha i suoi codici e i suoi limiti. Quelli di “Via col vento” sono sicuramente limitati, e criticabili con gli occhi di oggi. Non avrebbe potuto essere altrimenti: il film è un ritratto dell’ America dilaniata dalla guerra di secessione.

Un mondo in cui non solo il pregiudizio razziale ma la schiavitù vera e propria giocarono un ruolo essenziale per scatenare una delle guerre più sanguinose che la storia contemporanea abbia conosciuto. Una carneficina da cui una intera società sarebbe uscita distrutta. Ma non i suoi vizi, non la segregazione, e tantomeno il pregiudizio razziale, che continua a godere ottima salute, anche molto lontano dalla Atlanta del 1939. E figuriamoci là.
Le controversie intorno a “Via col Vento”
Il film, che è indubbiamente un capolavoro del cinema, oltre che un kolossal impressionante, straordinaria dimostrazione della potenza della macchina industriale di Hollywood, risente in pieno della sua origine. E’ un film che nasce da una storia drammatica e nostalgica, che adotta in pieno il punto di vista dello schiavismo confederato.

Disegna un mondo lontano dalla realtà e dalla tragedia della vita reale nelle piantagioni del sud. I neri sono ritratti con tratti grossolani e carichi di stereotipi. Con tutti i suoi limiti, che spetterebbe filtrare alla cultura e all’intelligenza di chi lo guarda, il film ha avuto anche grandissimi meriti nell’aprire la produzione Hollywoodiana a interpreti afroamericani, in primi ruoli di un certo spessore, che avrebbero finito, dopo un lunga evoluzione, per crere un mondo del cinema meno stereotipato e meno monocolore. Di fatto, invece che guardare “Via col Vento” come un documento storico, si è preferito cancellarlo dalle libraries di network via cavo come HBO.
La polemica comincia dalla premiere
Le polemiche intorno a questo incredibile film che ha segnato un’epoca non nascono certamente oggi e anzi hanno accompagnato il film dalla sua origine, culminando nella Premiere dei record del 1939.

Quel giorno ad Atlanta si ritrovarono oltre un milione di persone (un numero tanto più impressionante, se si pensa che la città a quell’epoca era un centro abbastanza piccolo, che contava solo 300.000 abitanti). Ci sarebbe voluto quasi mezzo secolo perché la capitale della Georgia rivedesse una folla del genere, per le Olimpiadi del 1996.
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Eppure, a quella Premiere immensa, che tutta l’ America aspettava istericamente, stava per mancare proprio il protagonista del film: Clark Gable, decisissimo a non farsi vedere
Quand Clark Gable disse “stop”
La ragione era ancora una volta il pregiudizio razziale, la maledizione che il film racconta e con cui ha dovuto convivere per tutta la sua storia. Il problema nasceva dalle leggi segregazioniste in vigore ad Atlanta nel 1939. Leggi, che almeno in teoria, avrebbero impedito a Hattie McDaniel, la grande Mami di “Via col Vento” di partecipare alla serata di presentazione. Una ingiustizia feroce che la stessa McDaniel decise di accettare, per non creare problemi e disordini, che in ultima analisi avrebbero finito per nuocere alla sua gente.
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Clark Gable, venuto a conoscenza della situazione, andò su tutte le furie. Se McDaniel non avesse potuto partecipare alla serata, non ci sarebbe andato nemmeno lui, mandando fallito in anticipo il più grande evento pubblico che Hollywood avesse mai visto. Niente e nessuno riuscirono a smuovere Gable dal suo proposito, fino a che la stessa Hattie McDaniel decise di parlargli, e convincerlo a non creare quello scandalo che proprio lei aveva deciso di evitare. Di fronte alle insistenze di Mami, Gable decise alla fine di cedere, e presentarsi all’ anteprima.
Hattie McDaniel, la donna che aprì la strada
Hattie McDaniel dovette passare tutta la sua carriera stretta tra esigenze contrastanti, e in parte inconciliabili. Decise di accettare il “sistema” di Hollywood perché un altro non ce n’ era. Fini criticata anche dalla propria comunità per i ruoli che aveva deciso di accettare, quelli di cameriera e governante nera, nelle case dei film per bianchi. Ma il suo bisogno di recitare non era negoziabile e il suo lavoro finì per aprire la strada a un mondo diverso, e a diversi ruoli per gli attori neri nel cinema americano.
“Preferisco interpretare una cameriera per 700 dollari la settimana che fare la cameriera per 7”
-Hattie McDaniel
La lotta di Hattie McDaniel portò a lei stessa e alla sua comunità il primo grande riconoscimento che un attore di colore avesse mai ricevuto dalla Hollywood bianca: il premio Oscar per attrice non protagonista del 1940, proprio per “Via col Vento”. Qui sopra potete ascoltare il suo commovente discorso di accettazione. Un Oscar che sarebbe anche rimasto l’unico consegnato ad un’ attrice afroamericana, fino al nuovo trionfo di Whoopi Goldberg, nel 1990. Ben cinquant’anni dopo.
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Non altrettanto bene andarono le cose per Clark Gable, che l’ Oscar lo attendeva e forse lo meritava, ma quell’anno non lo vinse. Il premio andò a Robert Donat, attore inglese ormai piuttosto dimenticato. Resta invece immortale il commento di Gable:
“Questi maledetti europei ci ruberanno tutto”
-Clark Gable
Una rosicata, nello splendore del 70mm.
Antonio Pintér


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