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Ian McShane e Robert Powell

Zeffirelli e Giuda Iscariota: La vittoria di un cattivo da film

Franco Zeffirelli doveva trovare qualcuno disposto a fare il traditore più famoso della storia. Il problema si risolse da solo, nel modo più inaspettato.

Lo so che dovrei sapere quando è Pasqua, ma non è così. Il fatto che la sua data sia variabile, mi rende impossibile il saperlo. So anche che avendo frequentato una scuola cattolica il meccanismo per calcolarla mi è stato spiegato centinaia di volte, ma niente. Essendo refrattaria anche ai calcoli continuo a restare sorpresa quando arriva. 

Giuda e Gesù - Boomerissimo.it®
Giuda e Gesù – Boomerissimo.it®

Una volta ricevevo la telefonata di mia madre che mi augurava buone palme e allora sapevo che il countdown era iniziato. Oggi non ricevo neanche quella e il suo arrivo mi coglie completamente impreparata.

E’ una festa che non ho mai apprezzato per quel corollario di morte e tortura che si porta dentro. Ho imparato a viverla così grazie all’imprinting delle suore. L’unica cosa che mitiga il sapore del sangue che Pasqua si porta è quello del cioccolato. Viva le uova! Si vede che non sono una brava credente. Per chi crede è la festa della resurrezione, della vittoria della vita sulla morte, chi crede tornerà a vivere. Chi no, no.

Gesù

Ora, se volessimo esaminare la faccenda da un punto di vista oggettivo, passione, morte e resurrezione le vedremmo in modo molto diverso.  Protagonista della storia è lui, Gesù, figlio di Dio, ma cresciuto da Giuseppe e da una donna, la Vergine Maria, che ha messo nei guai tutte le donne che sono venute dopo di lei.

La natività
San Giuseppe non sembra essere particolarmente contento (Di Raffaello Sanzio – Web Gallery of Art:   Immagine  Info about artwork, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11853000) – Boomerissimo.it

Il povero Giuseppe si è ritrovato a dover mantenere un figlio non suo e ad essere misconosciuto dalla storia. I Vangeli non ci dicono cosa pensava Giuseppe nel suo intimo. E se avesse voluto dire di no? Vivere una vita normale? Dire di no a Dio, con in mente il ricordo delle piaghe d’Egitto, non doveva sembrare una buona idea. Fino a 33 anni Gesù vive a casa, non sappiamo se apporta qualcosa al magro bilancio familiare di un falegname. Ma poi d’un tratto, sapendo di essere figlio unico di padre Dio, decide di andare a farsi tentare nel deserto. Al suo ritorno si mette a predicare con un manipolo di persone di varia estrazione sociale e, in qualche caso, dal passato discutibile.

Ma Gesù sapeva di avere le spalle coperte. In fin dei conti gli era anche stata offerta la possibilità di evitare di sorbire l’amaro calice, ma aveva scelto di andare fino in fondo, per la salvezza di tutti noi. Una scelta discutibile, visto le condizioni attuali dell’umanità. Eppure doveva saperlo, data l’onniscienza. Era anche certo che alla fine di tanta sofferenza, peraltro liberamente scelta, sapeva che sarebbe risorto, certamente. Per arrivare all’ultimo atto, per compiere la profezia, aveva bisogno di un antagonista, del cattivo, di colui che lo avrebbe tradito portandolo così alla morte. E dato che era tutto scritto sin dall’inizio dei tempi, non ha lasciato scampo a lui, l’uomo che ha reso tutto ciò possibile: Giuda Iscariota.

Il prescelto da Zeffirelli

Ma chi era questo pover’uomo destinato ad essere dannato per l’eternità, che Dante mette nel Cocito, in una delle tre bocche di Lucifero, destinato ad essere masticato ininterrottamente, essendo così dilaniato “a guisa di maciulla” per l’eternità? Originario probabilmente di Kerioth (Giudea), era il tesoriere del gruppo. Amministrava la cassa comune dei discepoli e, pare, che facesse anche la cresta. Un colpevole perfetto, ladro e traditore.

Giuda
Ian McShane in Gesù di Nazareth (screenshot YouTube) – Boomerissimo.it®

Quando Zeffirelli ebbe il mandato per mettere su pellicola la storia del Redentore, ebbe i suoi problemi a trovare gli attori giusti. Dicesi che per Giuda Iscariota avesse in mente Peter O’Toole. Ma in quel tempo, da grande bevitore, O’Toole non stava gran che bene in salute e non gli fu possibile accettare il ruolo. Scartato il prescelto, furono provinati tutta una serie di attori, tra cui lo stesso Robert Powell, a cui sarebbe andato il ruolo di Gesù. Zeffirelli lo aveva chiamato a Roma dopo averlo visto recitare a teatro a Londra. Lo descrisse come “un tipetto abbastanza comune, ma con due occhi azzurri che mozzavano il fiato”. Il cameraman, colpito dagli stessi occhi, osservò: «Se Giuda ha questi occhi, che occhi dovrà avere Gesù?». Detto fatto. Restava ancora scoperto il ruolo dell’Iscariota. A Ian McShane era stato offerto il ruolo di Giuseppe di Arimatea (poi andato a James Mason). Un ruolo che trovava poco interessante, fu così che a seguito dei vari forfait chiese ed ottenne la parte di Giuda. Quel ruolo era decisamente più complesso e sfidante per un attore, all’epoca, emergente. Zeffirelli accettò e gli diede il ruolo. McShane diede al personaggio una sfumatura tragica e umana che ancora oggi viene ricordata: non il classico traditore demoniaco, ma un intellettuale tormentato dai dubbi.

Robert Powell e Zeffirelli sul setBoomerissimo.it®

Sul set tra le due figure contrapposte, il “Messia” e il “traditore”, Powell e McShane nacque una vera amicizia. Secondo testimonianze dirette i due diventarono molto amici. Durante le pause tra le riprese, giocavano a carte, poker compreso, insieme agli altri “apostoli”. Chissà se erano consapevoli che il catechismo mette in guardia contro la passione per il gioco. Erano momenti in cui esplodeva l’ironia, in cui si scherzava sul paradosso dei ruoli. McShane apprezzò in modo particolare come era stato delineato il personaggio: «Ciò che mi è piaciuto del copione è che il ruolo non è scritto in modo convenzionale. Giuda evidenzia la differenza tra un uomo di fede come gli altri discepoli e i suoi dubbi». Del resto in più di un’intervista ha dichiarato di preferire Giuda a Gesù. Troppo granitico nelle sue virtù il figlio di Dio, più simile all’umanità in continua tentazione il traditore. I villain offrono più sfumature ad un attore. E in quel ruolo ci si deve trovare anche bene. Nel corso della sua carriera McShane ha interpretato memorabili cattivi, da Barbanera ne I pirati dei Caraibi a Winston Scott nella saga di John Wick. Tutto partendo da Giuda.

Giuda, il cattivo vincente – Boomerissimo.it®

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Dopo duemila anni di infamia universale, Giuda Iscariota si è preso la rivincita nel modo più umano possibile: è diventato il personaggio che tutti preferivano fare. Gesù, con tutta quella perfezione, quella luce negli occhi e quella certezza della resurrezione, annoiava già sul copione. Giuda, invece, aveva i dubbi, le contraddizioni, la complessità. Aveva, insomma, carattere. Il che solleva una domanda teologica di una certa gravità: se anche gli attori preferiscono Giuda a Gesù, chi ha vinto davvero, alla fine?

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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