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Ferrari Magnum PI bidone

La Ferrari di Magnum P.I. in realtà era un vero bidone

Tom Selleck ha prestato il suo volto, i suoi baffoni e il suo fisico a uno dei personaggi più amati di sempre. La Ferrari 308 GTS che guidava era un ingrediente fondamentale del suo fascino. Vi raccontiamo una storia che pochi conoscono.

Magnum P.I. non si può separare dagli accessori che ne hanno fatto un personaggio unico e straordinariamente amato. Il suo fisico, per le signore. I suoi baffoni, il suo sorriso, il suo Rolex GMT Master.

Ferrari Magnum PI bidone
Tom Selleck Magnum e la sua Ferrari 308, non sempre fu vera gloria – Boomerissimo.it

E last but not least la sua spider Ferrari 308 GTS, un’auto da sogno per molti e un marchio di fabbrica per il detective.

Le tre Ferrari di Magnum PI

Le Ferrari usate per la produzione sono in realtà tre, tutte appartenenti alla “famiglia” 308 GTS. Per gli appassionati di memorabilia magnumiana li ricorderemo velocemente Si tratta di:

  • Ferrari 308 GTS del 1979, usata per la prima stagione 1980-1981. Il suo numero di telaio è 29109 
  • Ferrari 308 GTSi per le successive cinque stagioni, dal 1981 al 1987, il suo numero di telaio è 34567
  • Ferrari 308 GTS “Quattrovalvole” per le sue stagioni conclusive dal 1986 al 1988. La targa della macchina era Robin1 e il numero di telaio 57685

La Ferrari 308 spider, così adatta al clima hawaiano è una ruggente sportiva da 255 CV, erogati da un possente V8 da 3 litri di cilindrata e capace di superare i 250 Km/h: decisamente troppi per il rigido codice della strada americano, e in verità anche per il nostro. Nella serie, la Ferrari è cortesemente fornita dal proprietario della villa in cui Magnum risiede: il misterioso Robin Masters, che nessuno riuscirà mai a vedere per intero. 

Ma quella Ferrari non era una Ferrari

Ancora più misteriosa e meno conosciuta di Robin Masters è però la storia delle Ferrari di Magnum.

Ferrari 308 GTS, di Magnum gli interni
Ferrari 308 GTS, gli interni (Instagram @book_of_basics) Boomerissimo.it

Come si sa le macchine erano autentiche ma al termine delle riprese furono restituite quasi intatte, come se non fossero mai state usate. Il che era esattamente la verità. Quella Ferrari che Magnum mostra di amare così tanto è in realtà poco più di un “prop”: un oggetto di scena. Era quella usata per salire e per scendere e per le scene statiche (e dovette in effetti essere adattata alla atletica e abbondante corporatura di Tom Selleck, piuttosto lontana da quella dell’utente medio). È una Ferrari che può scivolare sulla strada nelle scene più tranquille. Ma quando si trattava di correre per davvero, inseguire, scappare, la Ferrari rimaneva tranquillamente in garage per lasciare il posto alla sua controfigura.

La Pontiac camuffata da Ferrari

Per le riprese, la produzione scelse una vettura che avesse due caratteristiche. La prima: misure esterne e di telaio compatibili con quelle della Ferrari 308 GTS, di cui avrebbe dovuto indossare una carrozzeria posticcia.

Magnum PI Ferrari 308 Bidone
Magnum PI Tom Selleck e la sua Ferrari 308 GTS – Boomerissimo.it

La seconda, non meno importante, essere una macchina che pur assomigliando in qualche modo ad una Ferrari fosse decisamente “cheap”, spendibile, scassabile e sostituibile senza troppi rimpianti. La scelta cadde su un vero e proprio “bidone” che la General Motors aveva da poco lanciato, andando incontro a un fiasco clamoroso.

Pontiac Fiero: un bidone camuffato da Ferrari

Dopo diversi decenni di assenza dal mercato delle due posti sportive, Pontiac aveva deciso i tornare ad uno dei suoi ormai dimenticati cavalli di battaglia. L’idea bizzarra e figlia della crisi energetica di metà anni ‘70 era quella di lanciare una vettura “cugina” della Chevrolet Corvette, orgoglio General Motors, ma economica e a bassi consumi. Col senno di poi si può dire che l’idea era destinata a fallire, come in effetti avvenne. 

Magnum PI Ferrari 308 bidone
La splendida (?) Pontiac Fiero che si nascondeva sotto la Ferrari di Magnum – Boomerissimo.it

Il motore da 2.5 L era piuttosto contenuto per essere americano, il prezzo era appetibile e i consumi erano ridotti. Ma ancora di più erano modeste le prestazioni: la Fiero con i suoi rapportoni lunghi da risparmio energetico accelerava poco e comunque non passava i 200 Km/h. Difetti sostanziali che non impedirono un certo successo commerciale, almeno finché si diffuse la voce che il suo motore centrale prendeva facilmente fuoco: colpo fatale che convinse GM a mettere la vettura fuori produzione. 

In un campo però la Pontiac Fiero eccelleva, ed era quello di essere una perfetta base per “repliche” di Ferrari 308 GTS. Un’idea, quella dei giocattoloni a forma di auto vera, che ai giocosi americani è sempre piaciuta molto. Ed è, ahimé, solo in questa veste che la Pontiac Fiero (la cui carrozzeria originale non si poteva definire un modello di bellezza) ha conosciuto un po’ di amore

Sicuramente quello degli spettatori di Magnum P.I, ignari di ammirare una modesta Fiero proprio nei momenti in cui la Ferrari di Magnum emozionava di più. L’ apparenza inganna spesso. E sullo schermo più spesso che mai.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it

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