È uno dei video più virali del mondo. Lanciato da un camion a 80 km/h. La vita del sui social può essere molto pericolose.
Certo, uno come me dovrebbe stare zitto. Quando non c’erano ancora social né telefonini, la vita l’ho rischiata più volte di quanto mi piaccia ricordare. Schiantato con la bici contro la porta di un box mentre cercavo un record di piegata. Capottato per tre volte in un campo mentre cercavo un record di “Baby Bomba” (un liquorino che allora si vendeva in autogrill, pure la notte, in biberon molto curiosi). Spalmato sull’asfalto, incerottato più di Wil Coyote. Eppure, anche se avventure gratuite hanno sempre avuto almeno la scusa di essere improvvisate. Non così questa, che mi ha colpito un giorno un giorno, mentre discutevo su X di massimi sistemi.

Nel mezzo di qualche dibattito serioso ho scrollato un attimo e mi sono trovato davanti la mia stessa imbecillità, con qualche decennio di ritardo, l’aggravante di un’attenta organizzazione e il boost della tecnologia. Siamo su un’autostrada. Il camion sfreccia, vento nei capelli di un gruppo di giovinotti su un pianale. Uno seduto su una poltrona viene improvvisamente sparato indietro come un proiettile. Un’’elastico scatta e lo tira, con tutta la poltrona su cui è seduto, come una fionda. Morirà? Il dubbio dura un attima, quando l’uomo atterra in piedi sull’asfalto come se stesse scendendo da un marciapiede. Il camion è già lontano. Lui cammina via. Folle, ma vero.Il trucco non c’è, è solo fisica, quella che ci faceva sbadigliare (a me piaceva, in realtà – erano gli altri che non la sopportavano). E in più coraggio sufficiente a dimostrare che quello che hai studiato su un libro succede davvero nella realtà, quando il proiettile umano sei tu.
A organizzare il tutto, la DD Squad, gruppo di stuntman sloveni con una propensione per le idee che non dovresti avere dopo le undici di sera. Hanno preso un principio da manuale di liceo e lo ha trasformato nello stunt più assurdo del 2026.
La teoria è semplice, la pratica meno
Il concetto si chiama relatività galileiana e funziona così: se un camion va a 80 km/h in avanti e tu vieni lanciato a 80 km/h all’indietro rispetto al camion, la tua velocità rispetto al suolo è zero. Non ti muovi. O meglio: non ti sei mai mosso, dal punto di vista di chi guarda dal ciglio della strada. Sulla lavagna è indubbiamente molto paradossale ed elegante. Su un camion in corsa è un’altra storia.

Il DD Squad non ha improvvisato. Prima i test con oggetti inanimati — una ruota lanciata sulla strada per studiare traiettoria e impatto. Poi prove a 20, 40 km/h, senza esseri umani. Solo quando i calcoli e la realtà hanno smesso cominciato a mostrare un vero punto di incontro, sono passati alla velocità piena, con casco integrale, tuta da stunt e strada deserta. Il margine di errore era praticamente zero. Cinque km/h in meno nel lancio e l’atterraggio da “passeggiata” sarebbe diventato una facciata brutale sull’asfalto. Un elastico che si rompe nel momento sbagliato e la fisica — quella stessa fisica così elegante sulla lavagna — si sarebbe trasformata in una altrettanto composta, ma decisamente meno divertente, processione al cimitero. Il video dura 22 minuti. La parte spettacolare, l’uomo che atterra in piedi, occupa pochi secondi quasi alla fine. Talmente semplice quando lo vedi che è quasi deludente. Niente incidenti, niente spiaccicamenti. Va tutto come doveva andare, e meno male.
“Non fatelo a casa vostra”
Il punto di vista che vale una overdose di adrenalina è quello dall’interno. Dal bordo della strada, o nel video, l’effetto è chiaro: l’uomo si ferma, il camion va. Ma dal punto di stuntman la percezione è opposta: è il mondo che rallenta di colpo, come un video mandato in pausa, finché sei semplicemente fermo. Il cervello va in cortocircuito. Lo stuntman l’ha descritta come “un salto fuori dalla realtà”. Pubblicato a febbraio 2026, il video ha fatto il giro del mondo in poche settimane. Viene spontanea la domanda: ne valeva la pena?

Ai nostri tempi le stupidaggini erano analogiche: qualcuno (e non solo io) ci ha rimesso la macchina. Qualcuno, purtroppo, anche la pelle. Erano rischiose e senza pubblico. Il DD Squad invece rischia con un preciso metodo — un ingegnere dietro ogni elastico, un protocollo dietro ogni test — e con la certezza che un video del genere, vale milioni di views. Anche qualche soldino quindi, mentre i nostri si riducevano con la rottura del salvadanaio per rimettere mestamente insieme qualche pezzo dei nostri velocipedi.
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È la follia versione 2026: calcolata, misurata, ottimizzata per l’algoritmo. Meno romantica delle nostre cicatrici, e al contempo più utile. Se i conti tornano e sopravvivi.
Il video originale su Youtube – Boomerissimo.it®
Erano meglio le stupidaggini cretine o quelle calcolate, di questi artisti dell’esperimento folle? Ai posteri l’ardua sentenza. Noi che siamo qui a scrivere, quantomeno fino a oggi, siamo almeno riusciti a rimanere interi.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®


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